Comitato Campania Felix per il rilancio del litorale Domizio e Flegreo

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Per il rilancio del litorale Domizio e Flegreo occorre risolvere il problema inquinamento marino, causato dagli svernamenti incessanti di liquami provenienti dai Regi Lagni, fiume Volturno, foce Lago Patria, alveo Camaldoli e tutti gli impianti di depurazione. Nominare un ingente numero di ispettori ambientali volontari, sottoscrivendo protocolli con associazioni ambientaliste, con lo scopo di accedere e vigilare in qualsiasi momento agli impianti di depurazione e di sollevamento, presenti su tutto il territorio Campano. Istallare, telecamere sui collettori di uscita di ogni impianto di depurazione, per controllare in tempo reale da parte di chiunque, lo stato delle acque che vengono depurate e immesse in mare.

PREMESSA
Nelle regioni costiere, in cui il turismo estivo e balneare rappresenta una delle principali attività economiche, l’uso delle aree demaniali è stato sempre più diffusamente destinato ad ospitare le funzioni necessarie al rafforzamento e alla qualificazione di questo tipo di turismo. Così anche per l’intero litorale Domizio e litorale Flegreo. Questo uso prevalente, nelle forme specifiche che ha assunto (sia di tipo giuridico, con il regime concessorio, che di modello insediativo, con riferimento alla diffusione dello “stabilimento balneare” con le sue funzioni organizzate sempre più numerose) produce innegabili risultati sotto il profilo economico ed anche, in moltissimi casi, sotto il profilo della qualità ambientale e del razionale ed organizzato assetto degli spazi lungo la fascia costiera. Certamente produce anche un limite per quello che riguarda il libero e gratuito accesso al mare, che resta una delle finalità da perseguire nell’uso delle aree demaniali marittime. Tale finalità deve essere pertanto garantita e recuperata ove sia stata, nel tempo, compressa o annullata.

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Il conseguimento soddisfacente di questa esigenza (fruizione libera e gratuita degli spazi demaniali e del mare) correlata a una equilibrata valorizzazione turistico-economica delle spiagge, può ottenersi, sia individuando tratti fruibili di litorale (spiagge o scogliere praticabili) da lasciarsi liberi (ossia non concessi ad alcun soggetto) sia attraverso la individuazione di spiagge libere attrezzate, preordinate a contemperare l’esigenza del libero accesso al mare con quella – comunque presente – di una adeguata gestione dei tratti di litorale in questione sotto il profilo dell’igiene, della sicurezza, del decoro, che risultano pressanti stante il forte affollamento cui detti spazi (liberi o meno che siano) devono far fronte nel periodo estivo.

Il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali ha già fissato alcuni standard minimi idonei a classificare una spiaggia con la definizione di “spiaggia libera attrezzata”, stabilendo che la titolarità della concessione sia in capo all’ente pubblico (Comune) e prevedendone una miglior definizione e regolamentazione attraverso queste successive linee guida, redatte anche sulla base dei suggerimenti scaturiti a seguito delle consultazioni avviate con gli Enti Locali, Comitati, Associazioni ambientaliste, Associazioni Animaliste e le Associazioni di categoria, legalmente riconosciute. Con il presente documento vengono anche meglio definite le caratteristiche delle spiagge libere (cioè delle spiagge non date in concessione), che dovranno essere mantenute o recuperate in una misura significativa rispetto alle altre tipologie prevalenti (stabilimento spiaggia libera attrezzata) in ogni litorale comunale.

Le linee guida affrontano inoltre il problema della riconduzione delle numerose concessioni “atipiche” (cioè relative ad attività collegate alla balneazione ma non riconducibili a tipologie chiare e definite) e dei depositi attrezzi verso l’unica tipologia della spiaggia libera attrezzata. Spetterà ai Progetti di Utilizzo delle Aree Demaniali organizzare l’uso del demanio in modo da proporre un’offerta di tipologia delle spiagge e dei tratti di litorale balneabili opportunamente diversificata per rispondere in modo adeguato alle diverse esigenze di chi vuole godere delle spiagge e del mare del litorale Domizio e del litorale Flegreo.

CAMPO DI APPLICAZIONE
Le presenti linee guida si applicano nell’esercizio delle funzioni amministrative sul demanio,
in particolare per il rilascio di nuove concessioni o il rinnovo di concessioni esistenti per le
spiagge libere attrezzate o ad altro uso. Resta invariata la disciplina delle attività esercitabili sul demanio marittimo fissata dalle specifiche normative di settore (turistico, commerciale, pubblica sicurezza, ecc.). Le definizioni e la disciplina che seguono, per semplicità riferite alle “spiagge”, si applicano anche ai tratti di scogliera naturale o di costa artificiale (scivoli, terrazzi, ecc.), frequenti lungo il litorale Domizio e il litorale Flegreo, che, per caratteristiche morfologiche, di esposizione al moto ondoso e di accessibilità (sono servite da percorsi pubblici), si prestino alla balneazione.

DEFINIZIONI E TIPOLOGIE
Ai fini demaniali, l’utilizzo balneare libero può essere esercitato nelle seguenti tipologie di
spiagge:

  • spiaggia libera: si intende per tale ogni area demaniale marittima non data in concessione,
    idonea per la balneazione e disponibile liberamente e gratuitamente all’uso pubblico;
  • spiaggia libera attrezzata: si intende per tale ogni area demaniale marittima in concessione a ente pubblico o soggetto privato che eroga servizi legati alla balneazione direttamente o con affidamento a terzi. La spiaggia libera attrezzata è caratterizzata da accesso libero e gratuito. Il concessionario deve garantire i seguenti servizi minimi, che sono forniti gratuitamente: pulizia, sorveglianza, salvamento, servizi igienici, illuminazione notturna.
  • spiaggia libera da destinare ad animali domestici: si intende per tale ogni area demaniale marittima non data in concessione, idonea per la balneazione e disponibile liberamente e gratuitamente all’uso pubblico per chi possiede animali domestici.
  • spiaggia per pescatori: si intende per tale ogni area demaniale marittima, data in concessione a piccole cooperative e o associazioni di pescatori, per un rilancio socio culturale ed economico, in materia di pesca locale e costiera, con la valorizzazione di svariati prodotti locali come: Telline,Lupini,Cannolicchi,Cozze ecc. ecc.;
  • spiaggia per ormeggio a secco: si intende per tale area demaniale marittima, data in concessione a soggetto privato che eroga servizi legati alla nautica da diporto direttamente o con affidamento a terzi;

RAPPORTI TRA SPIAGGE LIBERE E SPIAGGE IN CONCESSIONE
In ogni Comune deve essere mantenuta una estensione significativa di spiaggia libera. Il Comune, nella formazione del PUD, è tenuto ad identificare e motivare tale estensione, in rapporto alla morfologia della costa nonché alla qualità, dimensione e posizione degli arenili complessivamente presenti nel territorio comunale. Le delimitazioni tra aree in concessione a stabilimenti balneari, spiagge libere attrezzate e spiagge libere dovranno essere realizzate con semplici strutture “a giorno” realizzate preferibilmente in legno e corda, istallazione di verde, tutte opere che non precludano le visuali lungo la spiaggia; sono in ogni caso vietate delimitazioni in rete metallica, cordoli in cemento con ringhiere, o in altri elementi che producono analoghi “effetti barriera” che, se già esistenti, andranno opportunamente sostituite.

DISCIPLINA DELLE SPIAGGE LIBERE
Nelle spiagge libere il Comune provvede alla pulizia, direttamente o attraverso convenzioni con, Comitati o Associazioni no profit e riconosciute. Eventuali docce, servizi igienici e spogliatoi possono essere installati previa concessione demaniale marittima da rilasciarsi al Comune senza obbligo di redazione del Progetto di Utilizzo in quanto servizi a favore della libera balneazione; detta concessione può comprendere in unico atto tutte le strutture con tale funzione presenti sulle spiagge comunali. Nelle spiagge libere non è ammesso il rilascio di nuove concessioni per la realizzazione di depositi di attrezzature a supporto della balneazione, né ampliamenti delle concessioni esistenti di tale natura. Gli obblighi del Comune relativi alla sicurezza della balneazione nelle spiagge libere sono disciplinati nell’Ordinanza della Capitaneria di Porto.

DISCIPLINA DELLE SPIAGGE LIBERE ATTREZZATE
Nelle spiagge libere attrezzate:
1) le condizioni di accesso libero e gratuito, i servizi gratuiti e quelli a pagamento devono essere chiaramente indicati attraverso un apposito cartello ben visibile all’ingresso della concessione;
2) deve essere garantita la visibilità e l’effettiva possibilità di accesso al mare delle persone
diversamente abili ai sensi della Legge 5 febbraio 1992 n. 104;
3) alle persone diversamente abili, devono essere forniti idonei servizi come:
a) locali spogliatoi;
b) servizi igienici;
c) passerelle per consentire il libero accesso, alle strutture balneari e alla battigia;
d) sedie mod. JOB per una maggiore sicurezza, nelle attività di movimento all’interno delle
stesse strutture (all.1);
3) devono essere favorite le migliori e più ampie condizioni di accesso evitando percorsi
obbligati che prefigurino controlli del gestore sull’utente o per cui l’utente si senta in dovere di richiedere un servizio a pagamento;
4) non è consentita la stipula di abbonamenti né altri tipi di prenotazione dei servizi e delle
attrezzature;
5) la superficie occupata dai volumi di servizio di qualunque natura (chioschi bar, spogliatoi,
docce, servizi, ecc.) non può superare il 20% dell’area in concessione e comunque non eccedere 50 mq di superficie coperta; tale limite può essere derogato, previo nulla osta della regione Campania, in caso di particolari dimensioni della spiaggia o particolare offerta di servizi; ai fini del computo di cui sopra non si tiene conto delle superfici utilizzabili poste al di sotto di infrastrutture esistenti (quali, ad esempio, strade e passeggiate a mare), fermo restando che in tal caso occorre ridurre al minimo l’occupazione della spiaggia;
6) tutte le strutture devono essere di facile rimozione, realizzate preferibilmente in legno e poste in posizione idonea a produrre il minore impatto visivo e ingombro al libero transito verso il mare nonché essere corredate da elementi di arredo a verde;
7) il numero di cabine spogliatoio non può essere superiore a 10;
8) l’eventuale noleggio di ombrelloni, sdraio, lettini avviene giornalmente e su richiesta fermo restando che almeno il 50% dell’area in concessione e il 50% del fronte mare devono rimanere liberi da ogni tipo di attrezzatura del gestore. Il Comune, anche in relazione alle caratteristiche e dimensioni dell’area in concessione, fissa le modalità di occupazione della zona in cui possono essere collocate le attrezzature secondo le seguenti opzioni:
a. le attrezzature vengono poste sulla spiaggia solo al momento della richiesta e le stesse devono essere tolte nel momento in cui il cliente non ne faccia più uso;
b. devono essere rispettate le seguenti distanze minime calcolate tra i paletti dell’ombrellone ovvero di altri sistemi di ombreggio: metri 2,5 tra le file e metri 2 tra ombrelloni sulla stessa fila. Tali distanze sono indicative e potranno essere modificate dalla Regione a richiesta dei Comuni ed in relazione a particolari esigenze;
9) sono consentite attività complementari alla balneazione purché connesse all’uso del mare e della spiaggia (beachvolley, noleggio canoe, surf, immersioni, ecc. ) e non comportanti, a meno che l’estensione del fronte mare non lo consenta, la necessità di corridoi di lancio. In ogni caso l’occupazione da parte di queste attrezzature deve rientrare nella quota del 50% dell’area in concessione di cui al punto precedente.
10) per garantire, una balneazione sicura, non è consentito l’uso delle moto d’acqua;
11) è fatto divieto emanare regolamenti interni che disciplinano l’accesso ai lidi da parte del
pubblico.

DISCIPLINA DELLE SPIAGGE LIBERE DA DESTINARE AD ANIMALI DOMESTICI

1) La responsabilità civile e penale della detenzione, conduzione e controllo degli animali
d’affezione è devoluta unicamente al proprietario del soggetto e a persone a cui dovesse
essere affidato anche temporaneamente.
a) Non è consentito in alcun caso introdurre animali sprovvisti di microchip come previsto ai sensi della Legge Quadro n°281/91 e della LeggeRegionale n. 3 dell’11/04/2019 (chiunque omette di iscrivere il proprio cane all’anagrafe è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari ad euro 200,00).
b) Non è consentito condurre, introdurre o anche testare a scopo di verifica, animali aggressivi o che abbiano dato cenno di aggressività in altri contesti.
2) È fatto assoluto divieto di portare, condurre o introdurre cani che non siano opportunamente socializzati e sociali, educati a vivere e giocare stando in gruppo e, comunque, abituati al contatto con altri cani.
3) Non è consentito per nessun motivo, alimentare i cani sulla spiaggia durante la frequentazione di aree condivise, arenili, mare e zone adiacenti, questo sia per esigenza fisica dell’animale (digestione ed idrocluzione) e sia per esigenza di condivisione di spazi ristretti che potrebbero innescare fenomeni di competitività ed aggressività fra cani e persone.
4) I proprietari dei cani, per tutelarne lo stato di salute, devono provvedere a garantire adeguate zone d’ombra con l’utilizzo di attrezzature specifiche (ombrelloni) e rispettare distanze congrue tra i paletti degli ombrelloni ovvero di altri sistemi di ombreggio nella misura di metri 5 tra le file e metri 4 tra gli ombrelloni della stessa fila.
a) È obbligatorio portare al seguito:
– sacchetti per la raccolta delle deiezioni animali
– ciotola o altro contenitore atto a contenere acqua potabile
b) Per garantire l’incolumità di persone, cose e altri animali è obbligatorio ancorare, durante la sosta in zona ombreggiata, il proprio animale a un sostegno fisso (es. ombrellone). In nessun caso il proprio animale d’affezione può essere lasciato legato e incustodito da solo senza il controllo del proprietario.
5) È fatto divieto di utilizzare attrezzature non atte a garantire il benessere animale (collari a punte, corde di fortuna, ecc…)
6) devono essere assicurati i seguenti servizi:
• pulizia
• sorveglianza
• salvamento
• servizi igienici
• illuminazione notturna

DISCIPLINA DELLE SPIAGGE PER PESCATORI

1) è possibile usufruire del demanio marittimo, per l’ormeggio a secco esclusivamente per solo natanti in legno (con l’intento di recuperare l’antica arte dei maestri d’ascia), fino ad una lunghezza fuori tutta di mt 6;
2) è consentito la lavorazione e riparazioni di attrezzi da pesca nel rispetto delle leggi ambientali;
3) è fatto divieto assoluto, di effettuare lavori di pitturazione, carenaggio;
4) è fatto divieto assoluto disperdere nell’area e nell’arenile polveri, vernici e qualsiasi nocivi per la salute;
5) è consentito il lavaggio dei natanti utilizzando esclusivamente prodotti biologici;
6) è consentito l’installazione di cabine in legno delle dimensioni 2 mt x 2 mt ogni 3 natanti per un massimo di 15 cabine per ogni singola spiaggia di pescatori;
7) l’uso delle cabine è esclusivamente per il ricovero delle attrezzature da pesca di ogni singolo natante;
8) devono essere assicurati i seguenti servizi:
• pulizia
• sorveglianza
• salvamento
• servizi igienici
• illuminazione notturna

DISCIPLINA DELLE SPIAGGE PER ORMEGGIO A SECCO

1) è consentito usufruire del demanio marittimo, per l’ormeggio a secco per natanti fino ad
una lunghezza fuori tutto di mt 6;
2) è fatto divieto assoluto, di effettuare lavori di pitturazione, carenaggio;
3) è fatto divieto assoluto disperdere nell’area e nell’arenile polveri, vernici e qualsiasi altra
sostanza nociva per l’ambiente;
4) è consentito il lavaggio dei natanti utilizzando esclusivamente prodotti biologici;
5) è consentito l’installazione di cabine in legno delle dimensioni 2 mt x 2 mt per un massimo
di 5 cabine per ogni spiaggia.
6) devono essere assicurati i seguenti servizi:
• pulizia
• sorveglianza
• salvamento
• servizi igienici
• illuminazione notturna

GESTIONE
La gestione delle attività della spiaggia libera attrezzata in concessione ad Ente Pubblico può essere esercitata direttamente dall’Ente Pubblico concessionario, oppure con affidamento a terzi delle attività, ai sensi dell’art. 45 bis del codice della Navigazione

1. con affidamento diretto a istituzioni, aziende speciali anche consortili, società a capitale prevalentemente pubblico nonché ad associazioni costituite o partecipate dall’ente locale e con affidamento a privati secondo procedure ad evidenza pubblica. Il corrispettivo richiesto al gestore per l’affidamento delle attività della spiaggia libera attrezzata non può essere superiore al canone fissato per la concessione demaniale marittima. Qualora l’Ente pubblico metta a disposizione del gestore manufatti o attrezzature dal cui uso questi tragga un utile (quali un chiosco bar, ombrelloni, ecc.), può richiedere al gestore stesso un ulteriore corrispettivo, finalizzato all’ammortamento nel periodo di gestione stabilito delle spese effettuate e al recupero di quelle per la manutenzione. I criteri di scelta del gestore dovranno privilegiare la professionalità e la proposta di offerta di servizi qualitativamente più interessante, attraverso bandi di gara pubblici. La durata della gestione non può superare quella della concessione né prevedere clausole di rinnovo automatico.
Il contratto di affidamento dell’attività di gestione deve prevedere:

  • il dettaglio delle prestazioni richieste al fine di garantire una corretta gestione dell’areademaniale marittima;
  • la clausola risolutiva in caso di inottemperanza del gestore a tali prestazioni e i risarcimenti dovuti a fronte degli inadempimenti.

Il tetto massimo delle tariffe dei servizi legati alla balneazione (noleggio sdraio e ombrelloni, docce, ecc.) è fissato dal Comune, secondo criteri che garantiscano l’economicità della gestione e l’uso sociale della spiaggia.

RINNOVI
Le concessioni per spiagge libere attrezzate in fase di rinnovo devono essere adeguate alle
presenti linee guida. Nel caso in cui sia necessario un adeguamento delle strutture insistenti
sulle aree in concessione, l’atto di rinnovo può prevedere – a pena di decadenza della concessione stessa ai sensi dell’art. 47, lettere a) ed f) del Codice della Navigazione – che le necessarie modifiche siano realizzate entro un congruo termine da indicarsi nell’atto stesso. È vietato sia il rilascio di nuove concessioni per attività di solo deposito e/o noleggio di attrezzature per la balneazione che l’ampliamento di concessioni esistenti di tale natura. Con riferimento alle concessioni del tipo suddetto esistenti, i Comuni, in sede di redazione del Progetto di utilizzo delle aree demaniali marittime dovranno prevedere, sulla base delle specifiche necessità locali e ove lo stato dei luoghi lo consenta in riferimento alle finalità generali di qualificazione del litorale e al miglioramento dei servizi all’utenza perseguiti dal PUD, le modalità più opportune per la trasformazione di tali concessioni in concessioni per spiaggia libera attrezzata, anche mediante opportune ricollocazioni ove detta trasformazione non risultasse possibile od opportuna in sito. Per le concessioni esistenti per attività balneari differenti dagli stabilimenti balneari e dalle spiagge libere attrezzate, i Progetti di utilizzo dovranno prevedere le opportune trasformazioni volte ad uniformare le tipologie ed a migliorare complessivamente l’offerta turistica, anche mediante la trasformazione delle concessioni esistenti in spiaggia libera attrezzata. Nei casi sopra previsti di trasformazione delle concessioni esistenti in concessioni per spiagge libere attrezzate, la titolarità delle stesse, non trattandosi di nuove concessioni soggette al principio generale che prevede la titolarità dell’Ente Pubblico, rimane in capo al privato. I Comuni sono tenuti a valutare l’opportunità di autorizzare le richieste di subingresso per concessioni di spiaggia libera attrezzata intestate a privati in relazione all’obiettivo di ricondurre la titolarità delle stesse all’Ente Pubblico.

INFORMAZIONE AL PUBBLICO E MONITORAGGIO
I Comuni e la Regione favoriscono l’informazione sulle opportunità di fruizione del demanio marittimo, con particolare riferimento alla dotazione, localizzazione e servizi delle spiagge libere e libere attrezzate.

CRITERI PER L’AGGIUDICAZIONE DI CONCESSIONE DI NUOVI STABILIMENTI BALNEARI
Qualora un Comune preveda nel proprio Progetto di Utilizzo delle Aree Demaniali la possibilità di rilasciare nuove concessioni per stabilimento balneare, la scelta del concessionario si effettua con le procedure della licitazione privata, previa adeguata pubblicità e con le modalità stabilite dalle norme vigenti in materia. Fermo restando che il canone posto a base della concessione è fissato dalla legge e che potrà variare in relazione alla tipologie di opere proposte, l’aggiudicazione della concessione, in aggiunta ai criteri previsti dall’art. 37 Cod. Nav.59 in relazione alla preferenza da dare alle opere non fisse e completamente amovibili, è fatta anche sulla base dei seguenti criteri:
− qualità del progetto (inserimento nel contesto, rispetto delle visuali da terra verso mare, funzionalità dell’impianto balneare, utilizzo dei materiali, basso impatto ambientale delle sistemazioni, opere di rinaturalizzazione, presenza di sistemazioni e arredo a verde, ecc.);
− qualità della proposta gestionale (qualificazione del concessionario nel settore turistico, n°
addetti, tipologia e innovazione delle eventuali attività complementari proposte, modalità di
gestione per una migliore sostenibilità ambientale);
− investimento proposto.
– riconosce priorità ai titolari di concessioni in tutto o in parte già revocate o in corso di revoca per ragioni di pubblica utilità.

SOTTOSCRIZIONE PROTOCOLLI, TRA AGENZIA DEL DEMANIO, REGIONE E COMUNE PER I SEGUENTI INCENTIVI:
1) riduzione canone demaniale per gli stabilimenti balneari danneggiati da temporali e mareggiate; (i danni subiti, dovranno essere ampiamente certificati documentati e quantificati, successivamente dopo il nulla osta favorevole da parte del Comune, Regione e Agenzia del Demanio, potranno essere decurtati e spalmati sui successivi 5 anni di gestione e non potranno, superare il n massimo di 2 eventi nell’arco di 5 anni;
2) esenzione del canone demaniale, della durata di 5 anni, per chi rileva, bonifica e riqualifica, stabilimenti balneari, abbandonati e diroccati e non possono essere richiesti, non più di n. 2 eventi, nell’arco di un quinquennio.

di Redazione Informare

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