Comandante Alfa, un “supereroe” spiegato ai giovani

Comandante Alfa - Photo credit Carmine Colurcio

Il Cigno, o più comunemente conosciuto come Comandante Alfa, è un uomo obbligato ad indossare un inconfondibile mefisto nero per essere un militare altamente specializzato all’interno del Gruppo di Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri (GIS). Questo reparto si occupa di missioni ad alto rischio, nonché operazioni anti terrorismo, liberazione ostaggi e cattura dei più pericolosi criminali in Italia e all’estero. È una vita nell’ombra quella del Comandante Alfa, a volto coperto e con un’identità segreta, un “supereroe” mascherato che alimenta il fascino del personaggio e avvicina soprattutto tanti giovani ad argomenti delicati. Infatti, essendo anche autore di “Cuore di Rondine” ed “Io vivo nell’ombra”, il vecchio Cigno incontra spesse volte scolaresche con faccia a faccia che durano ore e lasciano un segno. E così è stato anche con gli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “R. Calderisi” di Villa di Briano (CE) in occasione dell’incontro “Voglia di Legalità – Una Scelta di Vita”. Tra i relatori dell’evento, oltre al dirigente scolastico del suddetto Istituto Emelde Melucci, erano presenti Lucio Romano, Senatore della Repubblica della XVII legislatura, il Sindaco di Villa Di Briano Luigi Della Corte e Tommaso Morlando, editore di Informare, con la moderazione del Collaboratore Parlamentare Antonio Di Lauro.

 

 

Il Comandate Alfa, oltre a raccontarsi e spiegare i motivi che lo hanno indotto a prendere la decisone di arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri, ai ragazzi ha parlato a cuore aperto. Libertà e legalità sono stati i temi più marcati, due concetti che si combinano per il loro valore, ponendosi in relazione l’uno con l’altro: «non esiste libertà senza legalità: i criminali e i delinquenti portano solo sofferenza ad altri e, per non farsi arrestare, sono costretti a nascondersi in buchi di cemento di pochi metri quadrati senza godersi né la vita, né la libertà, né tantomeno quella ricchezza sporca creatasi», afferma. Inoltre, riferendosi proprio ai giovani studenti, ha spiegato che arruolarsi e vivere l’Arma dei Carabinieri, significa trovare grandi soddisfazioni, potendo essere a disposizione ad aiutare gli altri. Non bisogna vedere le forze dell’ordine come un nemico, ma, al contrario, come un esempio di sacrificio e amore rivolto a tutti coloro che lo chiedono o ne hanno bisogno. Tante sono state le domande degli studenti, ma particolarmente emozionante e con un profondo significato morale ed educativo è stato il gesto di un ragazzino che, abbracciandolo affettuosamente, gli ha chiesto: «perché non diventi un mio professore?».

Il Comandante Alfa ha concluso il suo intervento dichiarando: «il futuro sono i giovani, ma bisogna metterli nelle condizioni di poterselo costruire questo futuro». Una mattinata piena di entusiasmo da parte degli studenti per il Comandate Alfa, un personaggio che andrebbe ospitato in tutte le scuole italiane, affinché i giovani colgano esempi positivi e valori formativi di cui tanto hanno bisogno.

di Luigi Di Mauro
Foto di Carmine Colurcio

Tratto da Informare n° 181 Maggio 2018