Codacons lancia l’allarme: «Prezzi fuori controllo». Cresce il costo dei beni di prima necessità

Redazione Informare 08/01/2023
Updated 2023/01/08 at 11:34 AM
5 Minuti per la lettura

Cresce il costo dei beni di prima necessità! A confermare il dato è l’Unione nazionale dei consumatori che ha elaborato i dati Istat per calcolare quanto ha inciso l’inflazione sull’anno appena passato.

La classifica dei maggiori rialzi e i prodotti alimentari

La voce “Pane e cereali”

L’associazione ha voluto stilare una classifica dei maggiori rialzi dalla quale si denota che gli italiani nel corso del 2022 hanno speso circa 100 euro in più per acquistare pane e pasta.

Nel esempio concreto citato nell’analisi, si vede che una famiglia italiana complessivamente ha visto accrescere la propria spesa domestica per l’acquisto di generi alimentari di 513 euro in più rispetto all’anno precedente, ovvero rispetto al 2021. Di questi 513 euro, 100 compaiono sotto la voce “pane e cereali”.

La suddetta voce comprenderebbe beni come pane, pasta, farina e riso. Prodotti sui quali si è abbattuta un’inflazione media del 10,9%.

“Vegetali” e “Carni”

Con un’inflazione dell’11,8% e con una spesa concreta di92 euro in più per famiglia, al secondo posto ci sono i vegetali; mentre al terzo le carni con un aumento del 7,2% e un costo di 87 euro a famiglia.

Altre voci in aumento

Dopo ci sono latte, formaggi e uova (+9,5%, pari a 69 euro), poi pesci e prodotti ittici (+7,7%, 40 euro), al sesto posto la frutta (+7,1%, 36 euro). Seguono oli e grassi (+18%, 31 euro), col l’olio diverso da quello di oliva che spicca il volo con +51,6% rispetto al 2021, pari a 13 euro. Al nono posto acque minerali e bevande analcoliche (+8,7%, +23 euro) e Zucchero e confetture e miele (+7,3%, +16 euro). Infine ci sono gli altri prodotti alimentari: salse, piatti pronti, alimenti per bimbi, integratori alimentari e caffè, tè e cacao, entrambi con un incremento di spesa pari a nove euro rispetto al 2021 e un’inflazione, rispettivamente, del 6,5 e del 5,2 per cento.

I prodotti non alimentari

Il rincaro ha interessato anche i prodotti non alimentari. Gli aumenti più importanti sono stati quelli dell’energia elettrica con un angosciante +110,4%.

Al secondo posto vediamo il costo dei voli internazionali con un +85,9% rispetto al 2021.

Terzo posto per il gas di città con +73,7%.

Seguono gasolio per riscaldamento (+38,4%), Gpl e metano (+33,3%) e Gasolio per mezzi di trasporto (+22,1%).

Il carburante

Codacons lancia l’allarme sui carburanti. I prezzi in rialzo negli ultimi giorni, non più frenati dallo stop al taglio delle accise, sono proibitivi.

Codacons ha registrato i listini record in alcune zone d’Italia.

In base agli ultimi dati disponibili, sull’isola di Vulcano il gasolio ha raggiunto quota 2,349 euro al litro in modalità servito, 2,239 euro/litro la benzina. A La Maddalena, in Sardegna, la benzina sale a 2,087 euro al litro, 2,229 euro il gasolio. A Ischia un litro di verde costa oggi 2,054 euro, il diesel vola a 2,104 euro.

Ancora più alti i prezzi in autostrada, dove in modalità servito la benzina arriva a costare 2,392 euro/litro sulla A1 Roma-Milano, e il gasolio viaggia verso 2,5 euro al litro (2,479 euro); sulla Autostrada A4 Brescia-Padova benzina a 2,384 euro/litro, diesel 2,449 euro/litro, rileva il Codacons nel suo monitoraggio.

La denuncia di Codacons sui prezzi del carburante

A denunciare il fenomeno sconcertante è il presidente di Codacons, Carlo Renzi, il quale così si espone: «I prezzi dei carburanti sembrano fuori controllo, e dopo lo stop al taglio delle accise si assiste a forti incrementi dei listini alla pompa in tutto il territorio, la cui entità non sembra in alcun modo giustificata dall’andamento delle quotazioni petrolifere. Per tale motivo abbiamo presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia e alla Guardia di Finanza, chiedendo di indagare sui prezzi di benzina e gasolio allo scopo di accertare eventuali speculazioni o rialzi ingiustificati dei listini».

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