Cobra Kai – un’inaspettata serie di ricordi

Da una serie spin off di una saga cinematografica anni 80 di norma non ci si aspetta nulla di che. Non è però il caso di “Cobra Kai”, serie che ha avuto inizio nel 2018 e che racconta la vita dei protagonisti del classico “The Karate Kid” ai giorni nostri.

Sia chiaro, Cobra Kai non è certo un capolavoro, pecca di una fotografia da b-movie, di una certa ripetitività (in particolare durante la seconda stagione) e di certi piccoli stereotipi difficili da abbandonare, soprattutto per una serie così spasmodicamente americana nei modi di fare. Nonostante questi piccoli nei, Cobra Kai si rivela una serie per nulla scontata sotto il punto di vista umano e narrativo. A differenza della controparte cinematografica, infatti, non ci saranno il buono e il cattivo per antonomasia, ci saranno persone. Ci sono le sfumature dell’animo umano derivate dal carattere di base dei personaggi e soprattutto dall’educazione che hanno ricevuto.

Il protagonista delle serie è Johnny Lawrence, antagonista del primo film, che nella serie si trova a fare i conti con un presente difficile, divenuto pesante a causa delle sue sconfitte giovanili sia nell’ambito sportivo che in quello dei rapporti personali. La sua vita è scandita dalla monotonia, dall’alcolismo e dall’invidia nei confronti del suo ex rivale Daniel Larusso. Quest’ultimo è riuscito ad avere successo nella vita e ad essere proprietario di molti saloni automobilistici.

Alcuni eventi nella vita di Johnny Lawrence lo spingeranno ad abbandonare il suo lavoro da manovale e a riaprire il dojo Cobra Kai, dove riuscirà a distaccarsi dai valori più tossici inculcatigli da ragazzo e e ad aiutare giovani con difficoltà sociali ad acquistare fiducia in se stessi grazie alle arti marziali.

Questa serie oltre a dare una rinfrescata ad un brand che era apparentemente morto con il remake del 2010 “Te Karate Kid” che vedeva come protagonisti Jackie Chan e Jaden Smith, riesce ad attirare di nuovo il pubblico sull’opera originale, dal momento che fornisce anche il punto di vista del “cattivo” rendendo così fruibile il film dal punto di vista di quest’ultimo, inaspettatamente vittima a modo suo.

La seconda stagione è da poco disponibile su Netflix, il consiglio è quello di dedicare un po’ di tempo ad una serie che si compone di soli 20 episodi, tutti dalla durata di venti minuti circa e che quasi sicuramente riuscirà a sorprendere gli appassionati della saga.

di Giuseppe Spada

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