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Clan Di Lauro, tutto il triumvirato al comando del clan dietro alle sbarre

Redazione Informare 24/02/2022
Updated 2022/02/24 at 3:59 PM
6 Minuti per la lettura
 Da F1 a F10 sono quasi tutti finiti in manette e diversi sono stati- per un periodo più o meno lungo- reggenti del clan. Si parla dei figli del boss Paolo Di Lauro detto ‘Ciruzzo o’ milionario’, nomignolo che sembra gli fosse stato affibbiato dal ras di Forcella Luigi “Lovigino” Giuliano durante un incontro in una sala da poker dove l’allora emergente camorrista del Rione dei Fiori- ribattezzato Terzo Mondo- si presentava sempre con le tasche traboccanti di banconote.

L’ex magliaro diventato boss è stato uno dei capi più potenti della storia della camorra, uno che ha sempre saputo mantenere un basso profilo ed agire nell’ombra e che allo stesso tempo è riuscito ad essere lucido, spietato e calcolatore, tanto da poter aspirare a fare carriera in Cosa Nostra, avendo stretto frequentazioni con i rappresentanti campani Lorenzo ed Angelo Nuvoletta di Marano, e potendo godere delle conoscenze del suo predecessore, Aniello La Monica, con i vertici della Commissione , come Michele Greco detto “il Papa” e Pippo Calò, il cassiere della mafia.

Indice
 Da F1 a F10 sono quasi tutti finiti in manette e diversi sono stati- per un periodo più o meno lungo- reggenti del clan. Si parla dei figli del boss Paolo Di Lauro detto ‘Ciruzzo o’ milionario’, nomignolo che sembra gli fosse stato affibbiato dal ras di Forcella Luigi “Lovigino” Giuliano durante un incontro in una sala da poker dove l’allora emergente camorrista del Rione dei Fiori- ribattezzato Terzo Mondo- si presentava sempre con le tasche traboccanti di banconote.Sui libri contabili del clan, i figli de boss erano contrassegnati dalla lettera F- come figlio- seguito da un numero progressivo- dall’1 al 10 (dal maggiore, al più giovane).
Nel periodo in cui il boss è stato latitante, sconvolto per la morte- dovuta ad un incidente in moto- del figlio Domenico – fu Cosimo- F1- a prendere le redini del comando durante i primi anni 2000 , proprio quando era in corso la prima faida di Scampia, nella quale gli scissionisti- detti anche “gli spagnoli”- guidati da Raffaele Amato , si rivoltarono contro il nucleo originario del clan poiché scontenti del modo in cui venivano spartiti i proventi dei traffici e degli affari che- a detta loro- ingrassavano soltanto il boss.
Cosimo e Marco assieme a Ciro- F3- rappresentano il triumvirato che negli ultimi anni ha guidato il clan Di Lauro. Con l’arresto di Ciro- l’ultimo in ordine temporale- il cerchio si chiude. Gli inquirenti contestano al terzo uomo della triade di comando, e ad altre tre persone, il duplice omicidio avvenuto il 21 novembre 2004, di Domenico Riccio, ritenuto vicino al clan Abbinante, obiettivo del raid, avvenuto all’interno della sua tabaccheria, e di Salvatore Gagliardi, vittima innocente.

A Ciruzzo ‘o milionario, però, non è mai interessato ad entrare a far parte della mafia siciliana, ha sempre preferito agire per contro proprio mostrando grandi capacità criminali e strategie da imprenditore del “male, essendo riuscito a trasformare Scampia nel più grande market della droga d’Europa. Lucido e calcolatore, Di Lauro senior lo è stato, però, anche nella vita privata avendo avuto da sua moglie, Luisa D’Avanzo, ben 10 figli maschi. Per un boss una lunga progenie vuol dire dare una dimostrazione della propria virilità- quindi della propria forza- e garantire al clan una lunga vita attraverso le “eredità” naturali.

Sui libri contabili del clan, i figli de boss erano contrassegnati dalla lettera F- come figlio- seguito da un numero progressivo- dall’1 al 10 (dal maggiore, al più giovane).
Nel periodo in cui il boss è stato latitante, sconvolto per la morte- dovuta ad un incidente in moto- del figlio Domenico – fu Cosimo- F1- a prendere le redini del comando durante i primi anni 2000 , proprio quando era in corso la prima faida di Scampia, nella quale gli scissionisti- detti anche “gli spagnoli”- guidati da Raffaele Amato , si rivoltarono contro il nucleo originario del clan poiché scontenti del modo in cui venivano spartiti i proventi dei traffici e degli affari che- a detta loro- ingrassavano soltanto il boss.

La gestione di Cosimo- molto differente dal padre e ben lontano da quel profilo basso del genitore- ha portato il clan ad avere la peggio nella faida, avendo fatto in modo di aumentare le tensioni interne, togliendo potere alla vecchia guardia, ai fedelissimi del padre, per darne ai giovani. Mentre lui è stato arrestato nel 2005.

A Cosimo è succeduto Marco- F4– il cui nome aveva già cominciato a circolare pesantemente nell’ambiente durante la gestione di Cosimo. A differenza del fratello maggiore, Marco somiglia al padre negli affari ed infatti è riuscito a mettere insieme i cocci e far risalire la china ad un clan che sembrava agli sgoccioli anche se erano ormai irraggiungibili i fasti dell’era di Ciruzzo. Marco Di Lauro è andato incontro- per diversi anni- ad un’inarrestabile ascesa fino a quando il 2 marzo 2019 – mentre si trovava in un appartamento del quartiere Chiaiano- è stato finalmente arrestato dopo un lungo periodo di latitanza.

Cosimo e Marco assieme a Ciro- F3- rappresentano il triumvirato che negli ultimi anni ha guidato il clan Di Lauro. Con l’arresto di Ciro- l’ultimo in ordine temporale- il cerchio si chiude. Gli inquirenti contestano al terzo uomo della triade di comando, e ad altre tre persone, il duplice omicidio avvenuto il 21 novembre 2004, di Domenico Riccio, ritenuto vicino al clan Abbinante, obiettivo del raid, avvenuto all’interno della sua tabaccheria, e di Salvatore Gagliardi, vittima innocente.

Il duplice omicidio è maturato nel corso della prima “faida di Scampia” (2004-2005), che ha visto contrapporsi dall’ottobre del 2004 il clan Di Lauro al cartello scissionista (formato da Abete-Notturno, Abbinante, Marino e Amato-Pagano).

Con i tre Di lauro jr dietro le sbarre, sembra essere definitamente tramontata l’epoca del clan fondato dall’ex magliaro. Forse.
Quel che è centro è che la camorra sarà ancora presenta in Campania ed anche a Secondigliano e Scampia dove è ancora viva e vegeta l’Alleanza di Secondigliano che ha potere ed agisce in un vasto territorio: Secondigliano, Scampia, Piscinola, Marianella, Miano, Chiaiano, Poggioreale, San Lorenzo-Vasto, San Carlo all’Arena, Giugliano in Campania, Frosinone, Emilia Romagna, Praia a Mare, o: Spagna, Paesi Bassi, Germania e Repubblica Dominicana.

Sulle ceneri di un clan ne nascono altri- più o meno potenti, più o meno feroci- e questo è un dato di fatto. Quando due o più organizzazioni si contendono lo stesso osso- quello del cadavere del re caduto- chiunque si trovi nelle vicinanze rischia di essere sbranato. Sarebbe ora di fare piazza pulita di tutte le “ossa” disseminate in tutto il territorio per non dare motivo agli “sciacalli” di soddisfare i propri appetiti.

di Fabio De Rienzo

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