La VIS (Valutazione degli Impatti sulla Salute degli impianti industriali) è “una combinazione di procedure, metodi e strumenti attraverso i quali è possibile valutare i potenziali effetti sulla salute pubblica di politiche, piani o programmi e la distribuzione di tali effetti all’interno della popolazione”, così definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). Essa è prevista dal Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2014-2018 della Regione Campania (tutti i PRP vengono modulati in base all’esperienza degli anni precedenti e, spesso, i piani a seguire ne sono una proroga, ndr).
La VIS rappresenta uno strumento assai avanzato, utilizzabile a priori della realizzazione di opere (come impianti industriali e discariche) e in situazioni di inquinamento ambientale. Il suo scopo è valutare gli impatti che hanno sul benessere della popolazione, ma anche le ricadute socio-economiche. «Attraverso la VIS viene definito il quadro complessivo degli effetti attesi, diretti o indiretti, sfavorevoli o favorevoli, di attività che, modificando le caratteristiche del territorio e dell’ambiente, possono influenzare i profili di salute pubblica e le aspettative della popolazione in tema di salute e benessere» spiega la Dott.ssa Laura Leoncini, Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero di Marcianise (ASL Caserta). La VIS si sviluppa in: screening; scoping; risk assessment; reporting; monitoring.
Perché è importante la VIS?
«I risultati della VIS offrono riferimenti tecnici essenziali per la corretta comunicazione e informazione al pubblico e, al tempo stesso, le linee di indirizzo con cui stabilire la natura di interventi e controlli raccomandati per mitigare gli impatti negativi e massimizzare quelli positivi della pianificazione territoriale».
Uno degli aspetti fondamentali della VIS è, infatti, la partecipazione, ovvero il coinvolgimento della comunità nel processo di valutazione degli impatti. Questo rappresenta uno strumento per favorire la comprensione e l’accettazione dei suoi risultati, generando un canale di comunicazione tra la comunità, gli esperti tecnico- scientifici e il decisore.
Nella VIS rientrano in gioco quattro figure:

  •  Il Proponente: è chi propone il progetto per la realizzazione di un impianto industriale, ma anche agricolo, di un’opera urbanistica o anche modifiche di piani urbanistici. Può essere un Ente o una Società.
  •  Il Decisore: colui che rilascia l’autorizzazione per la realizzazione dell’opera. Può essere un Organo della Regione, in alcuni casi della Provincia; può essere fatto riferimento anche al Ministero dell’Ambiente e della Salute.
  • Il Valutatore: è chi valuta il progetto. Per gli aspetti ambientali è di solito un esperto dell’ARPA, o un medico esperto appartenente al Dipartimento di Prevenzione.
  • Lo Stakeholder: il “portatore di interesse”. Cioè, tutte le persone che sono interessate – in qualche modo – all’opera.

Dei quattro, lo stakeholder è l’aspetto innovativo e quanto mai necessario come anello di congiunzione tra “l’alto” e “il basso”. «Le difficoltà nell’affrontare problematiche ambientali complesse rafforzano la necessità di coinvolgere direttamente i cittadini, nella convinzione che il successo delle politiche di sostenibilità non possano prescindere dal loro coinvolgimento come portatori di interessi». continua la Dott.ssa Leoncini «L’inclusione di stakeholder consente l’aderenza della VIS ai suoi principi fondanti di democrazia ed equità».

Promuovere la partecipazione permette di identificare le preoccupazioni nella comunità e di definire quali impatti siano più importanti. Utilizzando dei metodi di comunicazione adeguati e privi di tecnicismi, tale aspetto aumenta la sua efficacia. Soprattutto perché accade quotidianamente che decisori e rappresentanti politici prendano decisioni che hanno implicazioni per la salute della popolazione. «Per assicurarsi che le decisioni riflettano le necessità e le aspirazioni delle comunità e dei gruppi più svantaggiati, è necessario che tali sottogruppi siano in grado di portare adeguatamente le loro conoscenze e pareri al decisore e abbiano un ruolo attivo».

di Alessia Giocondo

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