La mia passione è iniziata per caso, avevo quattro o cinque anni. Iniziai a disegnare le illustrazioni delle carte da gioco e, da lì, si può dire che ho scoperto di amare l’arte. Colui che più mi ha ispirato come artista è Alan Lee, che ha illustrato per primo i racconti di Tolkien e che mi ha fatto innamorare del genere fantasy. In più, vorrei fare una menzione speciale per Joel Folda, che mi ha spronato in un momento difficile e mi ha aiutato a riprendermi dandomi i giusti consigli.

Esordisce con queste parole Ciro Abate, giovane studente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e già un artista promettente.

Vedendo i tuoi lavori ritroviamo, in maniera ricorrente, il fantasy e l’oriente. Cosa ti spinge alla scelta di questi temi? 

«Sì, sono un amante del genere fantasy. Il mio primo contatto con esso è
avvenuto, come molti della mia età, attraverso la lettura di opere di grandi autori come Tolkien e Lovecraft. Mentre per lo stile orientale sono stato influenzato da ciò che ho visto da piccolo in televisione e che ho tentato di sviluppare al meglio con la pratica».

Quali sono le tecniche che prediligi maggiormente? Perché?

«Le tecniche che preferisco sono la serigrafia, le tecniche d’incisione e il classico disegno a matita. La passione per le la serigrafia e le tecniche incisorie è nata per puro caso, nel momento in cui mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Da allora non me ne sono più separato. Attraverso il disegno a matita, invece, ho iniziato a produrre bozze che poi ho indirizzato verso una determinata tecnica».

Nella tua opera ritroviamo anche un forte uso delle tecniche di stampa antiche come, per esempio, l’acquaforte o la serigrafia. C’è una scelta stilistica dietro l’uso di queste tecniche?

«Sì, finora ho utilizzato molto le tecniche incisorie e serigrafiche; sono dell’opinione che bisogna avvicinarsi direttamente alle tecniche antiche, in modo da avere, così, un bagaglio culturale e artistico molto ampio. La serigrafia l’ho adorata sin dal primo momento, perché permetteva un uso del colore molto elevato, a cui non ero abituato. Non mi ci ero avvicinato ancora perché non mi sentivo pronto; poi, finalmente, è arrivato il momento giusto».

Quali sono i tuoi progetti futuri?

«Non so ancora di preciso cosa farò, ma lavorare in Accademia, come professore, ammetto che non mi dispiacerebbe. È lì, infatti, che sto crescendo e mi sto formando, sia come persona che come artista, anche se non mi definirei tale».

di Teresa Lanna

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