momenti passati con gli amici sono tra i più belli. Ci si organizza, si pianifica, si stabilisce una giornata da trascorrere insieme. Sembra tutto pronto quando eccolo lì, l’imprevisto, e allora si rimanda, e poi c’è un altro imprevisto ancora, e c’è chi ha sempre più impegni di tutti… così che si sfascia tutto. A chi non è mai successo?

È l’incipit della storia di Raffaele Imbò, ischitano ventitreenne, che aveva pianificato con tre amici di fare il giro dell’isola in barca. Nonostante sia rimasto da solo, questo giro Raffaele lo voleva proprio fare, ed è così che decide di costruirsi una barca. Una barca personale, fatta di bottiglie di plastica.

«Vivo fuori (a Londra, ndr), sarei tornato a Ischia per le vacanze. Circa un anno fa, chiesi a mia madre di non buttare le bottiglie che avrebbero consumato, bensì di conservarle» ci racconta Raffaele, che di professione fa il videomaker, lo stesso che l’anno scorso realizzò il film “Il Polpettone”: feroce inchiesta sulla corruzione del sistema scolastico italiano con filmati inediti di professori che non sapevano di essere ripresi.

«Ho disegnato e progettato la barca da solo, ho chiesto a mia madre di numerare le bottiglie, in modo da avere un’idea di quante ne avrei usate. Il progetto finale ne ha richieste circa seicento, ma in un anno ne ho collezionate mille. Ho studiato i nodi nautici e progettato un tettuccio in cui mettere i viveri: pane, salame e mozzarella!».

La costruzione ha richiesto una ventina di giorni, mattina e sera. Nessun tentativo prima di provarla in mare. L’idea iniziale era fare il giro dell’isola da concludere in sette giorni, ma si rivelerà infattibile a causa di remi troppo corti e di poco tempo a disposizione. «La soddisfazione più grande è aver capito che l’imbarcazione è valida per fare il giro dell’isola, perché tiene ed è solida».

Raffaele gira qualche spiaggia con la sua nuova e inusuale barca, e viene accolto «…come se stessi dimostrando come si cammina sull’acqua. Non potevano credere che non chiedessi soldi per le foto, le storie Instagram e per i video… se mi fossi aspettato una cosa del genere, avrei curato un minimo il design! (ride, ndr)».

Raffaele non è un ecologista, ma uno che sa il fatto suo. La verità è che con le sue idee ha smosso le coscienze di tutti. Chiunque, vedendo un’imbarcazione fatta di bottiglie di plastica, ha volto il pensiero alla questione ecologica dell’inquinamento del mare, associata a quella del riciclaggio.

«Mi fa piacere di aver lasciato un messaggio, nonostante sia nato dopo. Prendete coscienza che in un anno si consumano, a famiglia, circa mille bottiglie di plastica. Ho ventitré anni e oggi avrei potuto costruire ventitré barche». A volte basta così poco.

di Alessia Giocondo

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

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