Circolo Canottieri Nesis: una realtà territoriale da scoprire

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Circolo Canottieri Nesis: una realtà territoriale da scoprire. Intervista ad Alessandro Savarese e Davide Vivo oro al meeting nazionale

Il circolo canottieri Nesis sorge a Lago Patria, frazione di Giugliano, sulle sponde dell’omonimo lago. Si tratta di una realtà che punta alla valorizzazione del luogo in cui si trova e ad un lavoro capillare sul territorio, coinvolgendo i concittadini e diffondendo uno sport poco noto come il canottaggio. 

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«Siamo nativi di Bagnoli, da cui deriva il nome Nesis in riferimento a Nisida, e siamo arrivati a Lago Patria nel 2014» – così ci spiega Massimiliano Sibilo, uno dei soci fondatori – «tre anni e mezzo fa abbiamo sistemato questo capannone e fatto tanti sacrifici. Oggi possiamo vantare una palestra attrezzata e un discreto numero di imbarcazioni».

Essendo un’associazione polisportiva dilettantistica, la Nesis può proporre diverse attività, quali canottaggio, canoa e dragon boat. «La nostra formazione si basa sull’educazione allo sport, i risultati sono secondari: puntiamo a forgiarli nel carattere, nella mente e nel corpo. Per noi viene prima l’uomo e poi l’atleta. Se diventano campioni io sono la persona più felice del mondo, ma se non lo diventano hanno comunque fatto un percorso e sapranno affrontare in modo migliore la vita del domani».

Dal primo al quattro luglio saranno presenti a Varese per il Festival dei Giovani, una kermesse che racchiude circa 2000 atleti da tutta Italia, ideata all’insegna del divertimento dei ragazzi al di là del risultato sportivo. La polisportiva, inoltre, mira a promuovere una partecipazione attiva alla vita del lago, portando avanti un percorso con le scuole locali e con la base NATO di Giugliano.

«Il nostro sogno è diventare un punto di riferimento per la fascia costiera e per il territorio, aumentando la nostra notorietà e il numero di iscritti. È importante per noi che i ragazzi del luogo sappiano di avere questa possibilità sul loro lago». Ma l’attività sul territorio non è l’unica forza del circolo Nesis: l’impegno e la dedizione li hanno portati anche a formare giovani campioni del settore.

È il caso di Alessandro Savarese e Davide Vivo, che con il Reale Yacht Club Canottieri Savoia hanno vinto l’oro all’Otto nell’ultimo meeting nazionale. «Abbiamo dovuto fare una scelta a livello societario per far fare ai nostri ragazzi un salto di qualità: sapevamo di non avere la possibilità di portarli avanti e abbiamo quindi deciso di dargli questa opportunità con il Savoia.

Al circolo canottieri Nesis siamo come una famiglia e la cosa principale per noi è far crescere i nostri atleti, quindi, prendere una decisione differente per puro egoismo, sarebbe stato inammissibile». Così i due giovani under16 hanno avuto l’occasione di mettere in mostra il proprio talento a livello nazionale, riuscendo a pieno nella missione.

Davide Vivo ci spiega come si è stata strutturata la competizione: «Era divisa in qualifica e finale: nella prima siamo arrivati secondi, mentre nella seconda abbiamo dato il massimo portando a casa il risultato». «Difficile spiegare a parole le emozioni provate, sono state uniche» – continua Alessandro Savarese – «La soddisfazione più grande è sapere che dietro a questi risultati ci sono enormi sacrifici.

Il canottaggio richiede tempo, dedizione e sforzo fisico: ci alleniamo tutti i giorni per tre o quattro ore, anche di sabato e di domenica mattina». Nonostante l’entusiasmo per il loro attuale percorso nel Savoia e per i progetti futuri che i due ragazzi puntano a concretizzare con questo circolo, resta nel loro cuore l’esperienza fatta e la formazione ricevuta al Nesis. «Posso definire Massimiliano come un secondo padre, si è creato un rapporto che va al di là dello sport», ci spiega Alessandro. «Il circolo canottieri Nesis è stata la nostra casa», conclude Davide. 

Ci auguriamo che questi due ragazzi possano realizzare i loro sogni e raggiungere, con costanza ed impegno, i maggiori traguardi in questo sport, non dimenticando gli insegnamenti ricevuti: derivare da ogni esperienza sportiva una crescita personale, senza lasciarsi travolgere unicamente dai risultati.

di Silvia De Martino

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°218 – GIUGNO 2021

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