Cinepanettoni: il loro triste e giusto declino

Era il 1983 quando, per la regia di Carlo Vanzina, nelle sale italiane usciva il primo grande  disastro della serie dei cinepanettoni: “Vacanze di Natale”. Da lì in poi, per ben 37 anni, ogni Natale italiano non portava solo bontà e giubilo ma anche un’altra tragica macchia sul cinema italiano.

Nella grande sequela di vergognose pellicole, per molto tempo la costante è stata una, la coppia Boldi-De Sica. Questo dinamico duo ha calcato le scene cinematografiche natalizie fino al 2005, anno in cui avviene la rottura. Non c’è da disperarsi però, perché nel 2018 tornano di gran carriera con “Amici come prima”, pellicola che simboleggia il riavvicinamento di quei due artisti che più di tutti hanno divertito il popolo italiano.

Questi 37 anni di super incassi al botteghino, però, ci regalano un triste rapporto direttamente proporzionato, infatti più gli italiani ridevano e più il cinema nostrano moriva. Nelle nuove generazioni però, stava accadendo qualcosa, i ragazzi (una volta terminate le scuole medie) si rendevano conto che forse le flatulenze non facevano poi tanto ridere. Di conseguenza, pian piano, la loro paghetta hanno cominciato a investirla in prodotti cinematografici più validi, che nella maggior parte dei casi provenivano da oltreoceano.

Questo perché, purtroppo, il cinema italiano si era talmente appiattito da creare due macro categorie agli antipodi: Il cinema d’autore (drammatico nella maggior parte dei casi) e la commedia all’italiana nella sua forma più volgare, scontata e pecoreccia.

Questa piccola rivoluzione continua e oggi i produttori cominciano finalmente a rendersi conto che un cinema di genere, in Italia, è possibile. Solo nell’ultimo periodo sulle due maggiori piattaforme di streaming, Netfix e Prime Video, sono nate tre nuove opere: “La Belva”, “Il talento del Calabrone” e “L’incredibile storia de L’Isola delle Rose”. In ordine si tratta di un action, un thriller e una commedia storica. Per quanto i primi due non siano proprio dei capolavori hanno il grandissimo merito di tentare. Tentare di emergere dalla melma e costruire il cinema di genere.

L’incredibile storia de L’Isola delle Rose” riesce addirittura ad essere una piccola perla estremamente godibile. Purtroppo questa storia non ha un lieto fine, il 13 dicembre di quest’anno infatti, l’ennesima sciagura si è abbattuta su di noi e porta il nome di “In vacanza su Marte”. Il film sequel della serie “Boris” d’altro canto l’aveva quasi predetto, scambiando però Marte con la luna. Questo disperato gesto per la regia di Neri Parenti sembra essere l’autoumiliazione definitiva e testarda di un genere ormai polverizzato dal gusto delle nuove generazioni. Indegno per gli autori di questo “capolavoro” pensare che molti degli incassi del film proverranno da un pubblico che guarderà la pellicola per ridere di essa e non con essa. Per tutti coloro che hanno il desiderio di infliggersi questo film, sappiate che è possibile noleggiarlo su YouTube.

di Giuseppe Spada

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