Cinema, abolita la censura cinematografica in Italia

Informareonline-Censura
Sono passati esattamente 46 anni da quando la coppia Brando-Schneider infiammava le sale cinematografiche di tutto il mondo con ”Ultimo tango a Parigi”. Il fiore all’occhiello di Bertolucci, infatti, arrivò secondo solo a ”Il padrino” nei botteghini internazionali. Oggi è visto come un classico del cinema erotico che però, proprio a causa di ciò suscitò scandalo e scalpore all’uscita. Nel ’76 infatti, fu condannato al rogo in seguito ad un processo penale.

In Italia oltre alla censura totale, si era soliti utilizzare la strategia dei ”tagli mirati”. Tecnica che consisteva nel tagliare parti specifiche del film che non si voleva venissero mostrate agli spettatori. Il motivo? Il rispetto del ”buon costume”, la cui definizione però risulta fortemente soggettiva e quindi impossibile da utilizzare come pretesto di censura. Cosa può essere considerato troppo spudorato? Cosa può essere definito scandaloso e cosa no? Se volessimo aprire questo dibattito per ogni film, non ne usciremmo più.

E per questo, finalmente, a distanza di tutti questi anni, il 5 aprile 2021 viene abolita in Italia la censura cinematografica. Il ministro Franceschini interviene sulla ”legge cinema” stravolgendo (in positivo) il mondo del cinema.

Viene istituita infatti una Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche gestita dal Ministero della Cultura per la corretta classificazione di ciascuna opera.

Non è più previsto il divieto ad uscire nelle sale e sono aboliti anche tutti i tagli o le modifiche alle pellicole.

Con questo grande gesto, si lascia alle spalle un sistema obsoleto e si rivendica il diritto dell’arte alla libertà. Il cinema, come settima arte, non può e non deve essere limitato o costretto ad indossare abiti troppo stretti.

L’arte è libertà. Il cinema è finalmente oggi, libero!

di Ludovica Luisa Antonia Palumbo

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