Mercoledì 28 aprile del 1937, sulle ceneri dei vecchi studi Cines, distrutti da un incendio, aprono i nuovi e giganti studi di Cinecittà. Al suo interno trovano spazio l’Istituto Luce, praticamente la memoria storica del primo cinema italiano, e il Centro Sperimentale di Cinematografia, oltre a 16 teatri di posa, piscine per le riprese sott’acqua e la bellezza di 73 edifici. Lo stesso Fellini, appena saputo della “nascita” di Cinecittà, disse: «La prima volta che ho udito questo nome “Cinecittà”, in modo oscuro ho percepito che quella era la città dove avrei voluto abitare e che avrebbe fatto parte della mia vita. La città delle attrici, delle dive! Una dimensione fatta, un sogno da batticuore!». Ed è stato proprio così, una città che fabbricava sogni era stata costruita in Italia, nella città eterna: Roma. Dal 1938 gli americani non mandano più i loro film in Italia e a rimpiazzarli ci pensano i tedeschi, ma non mancano i film francesi, ungheresi, spagnoli e qualche rara pellicola scandinava; tuttavia fu soprattutto la produzione nazionale ad avvantaggiarsene. Durante gli anni, a Cinecittà sono stati girati migliaia di film, 47 dei quali hanno vinto il premio Oscar. Dai grandi colossal degli anni ’50 ai film di Fellini, fino a quelli dei registi più in voga del momento, attratti dal passato glorioso degli studios e dal fascino della città eterna.

Dopo la guerra, nel 1948 arrivò il primo film americano, “Il principe delle volpi” della 20th Century Fox. Negli anni Cinquanta avvenne l’esplosione di Cinecittà con le produzioni americane, tale boom ebbe origine dalla competitività economica degli studi romani chiamati in seguito anche “la Hollywood sul Tevere”, complice anche un’apposita legge che non consentiva ai produttori stranieri di esportare i guadagni realizzati in Italia, obbligandoli di fatto a reinvestire in loco.

Il successo delle produzioni americane introdusse nella società romana degli anni Cinquanta, ancora assai provinciale, mediamente sonnolenta e discretamente ipocrita, fenomeni di sociologia e mondanità “moderne” quali il divismo, i parties, i fotografi invadenti (che a Roma si chiamarono “paparazzi”), i night club etc.: “La dolce vita” fu il film simbolo di questa evoluzione.

Cinecittà divenne in quegli anni un mitico Eldorado sognato dalle belle ragazze italiane che gareggiavano all’epoca per Miss Italia. Questo fenomeno venne rappresentato in Bellissima di Luchino Visconti e in Roma di Fellini.

Dalla fine degli anni Sessanta, con la crescita della televisione, la fine delle produzioni colossal di carattere storico e la parallela crisi dell’industria cinematografica italiana, Cinecittà perse lentamente, per più di una ventina d’anni, il primato tecnico e produttivo che l’aveva resa mitica.

Attualmente Cinecittà è ancora il simbolo del Cinema Italiano, quello che ci ha resi famosi nel mondo. Cinecittà, soprannominata la “Fabbrica dei Sogni”, è davvero un posto da visitare e che provoca un migliaio di emozioni alla sola vista. Da qualche anno, è nato Cinecittà World, un parco a tema italiano, sito a Castel Romano, nato per iniziativa degli imprenditori Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Diego Della Valle. L’elemento tematico dominante dell’intera struttura è il cinema e la televisione. Il parco offre attrazioni e scenografie disegnate da Dante Ferretti. Nel parco a tema oltre a “pezzi” presi da set di film che hanno vinto il premio Oscar conservati in appositi musei, troviamo scenografie che formano proprio la cornice delle varie aree tematiche del parco. Un’interessante escursione per gli amanti del cinema e del divertimento.

di Flavia Trombetta

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018

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