Ciao Vincenzo: la lettera di Gaetano Porcasi all’icona antimafia

Redazione Informare 22/04/2024
Updated 2024/04/22 at 5:58 PM
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Vincenzo Agostino, il papà dell’agente della Polizia di Stato Nino, ucciso da Cosa Nostra assieme alla moglie Ida Castelluccio, l’8 agosto 1989. Vincenzo Agostino, nato il 22 marzo 1937, era il papà coraggio, che non si era mai rassegnato alla morte del figlio e della nuora – incinta di qualche mese – e aveva da subito denunciato i tentativi di depistaggio legati al duplice omicidio.

Aveva una lunga barba bianca che – aveva detto – “non avrebbe più tagliato” fino a quando non sarebbe emersa la verità sui mandanti del duplice omicidio, sui silenzi e soprattutto sui depistaggi alle indagini. Vincenzo ha continuato a combattere per il figlio anche dopo la morte di sua moglie, Augusta Schiera, avvenuta a febbraio 2019.

La lettera di Porcasi

L’artista Gaetano Porcasi, pittore d’impegno civile, ha voluto dedicare una lettera al compianto Vincenzo Agostino. La riportiamo integralmente.

Vincenzo, ti ho conosciuto 30 anni fa, momento in cui ho iniziato il mio percorso di impegno civile. Ti voglio ringraziare per le tantissime chiacchierate, i discorsi,pieni di impegno civile; eri sempre lì pronto ad incoraggiarmi. All’epoca ero molto giovane e pieno di paure, anche perché mi accingevo ad intraprendere un percorso artistico delicato.

Ti ho incontrato in tantissimi eventi e, ogni volta, m abbracciavi intensamente come fa un padre con suo figlio. Sento ancora il tuo confortante abbraccio, anche perché noi due ci parlavamo con gli sguardi non avevamo bisogno di tante parole.

Osservavi le mie opere e ti brillavano gli occhi. Così avevo deciso di dedicarti una mia opere raffigurante il tuo volto, con la tua lunga barba bianca, con sotto il timbro del “Segreto di Stato“. L’opera è stata esposta nel 2005 in via D’Amelio, ti era piaciuto così tanto da farne un segnalibro che portavi con te in tutte le scuole in cui diffondevi la cultura dell’impegno civile.

Anche se non te l’ho mai detto, è anche grazie a te, al tuo corpo, alla tua determinazione che ho trovato la forza di proseguire il mio impegno. È un terreno non sempre facile e pieno di miseria, dalle mafie alla mafia dell’Antimafia.

Grazie al segnale di positività che hai dato alle generazioni, tramite l’esempio della tua vita. Grazie alla tua disponibilità nei miei confronti, all’amore per la cultura e la grande sensibilità. Hai fatto del tuo dolore uno strumento di speranza e di forza, dimostrando che la mafia non si combatte con la retorica.

Porterò sempre con me il ricordo di due genitori: te e tua moglie. Siete stati un esempio per le generazioni a venire. Ciao Vincenzo, manda da parte mia un grande abbraccio ad Augusta”.

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