“Chiquita Papers”, i pagamenti ai gruppi paramilitari

Martina Amante 18/06/2024
Updated 2024/06/18 at 1:33 AM
5 Minuti per la lettura

La Chiquita Brands dovrà pagare un risarcimento di 38,3 milioni di dollari alle famiglie di otto colombiani uccisi dalle Autodifese Unite della Colombia tra il 1997 e il 2004. Lo ha deciso il 10 giugno un tribunale della Florida. Il tribunale ha stabilito che l’azienda pagò tangenti ad un gruppo paramilitare di estrema destra che nei primi anni 2000 sequestrò, torturò ed uccise centinaia di persone per poter continuare a fare affari nel paese.

È la prima volta che la Chiquita, la più grande azienda produttrice di banane nel mondo, è costretta a risarcire le vittime del conflitto civile colombiano. Questa sentenza potrebbe aprire la strada ad altre migliaia di richieste di risarcimento.

I gruppi paramilitari, le Autodifese Unite della Colombia

È una sentenza storica, la seconda in realtà per l’azienda – che in passato ha accettato di pagare una multa di 25 milioni di dollari, che però non avrebbe risarcito le vittime. Arriva dopo 17 anni, di un caso che probabilmente si allargherà a tutte le altre vittime dei gruppi paramilitari durante gli anni in cui Chiquita è stata riconosciuta colpevole di pagare 1.7 milioni di dollari ai gruppi paramilitari.

Le Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) è un organizzazione nata alla fine degli anni ’90 che raggruppava differenti gruppi paramilitari uniti dalla lotta contro i gruppi guerriglieri dell’epoca. L’organizzazione è stata finanziata da potenti gruppi economici, appoggiate da importanti politici e responsabili dei più grandi massacri compiuti nella storia dell’America latina.

All’arrivo dei gruppi paramilitari, la Chiquita inizia a pagare questi gruppi che nascono grazie a delle leggi del governo dell’epoca (appoggiate da Alvaro Uribe). Questi gruppi nascono sotto spinta dei civili costretti ad autodifendersi dalla guerriglia civile. Da lì degenerano in gruppi paramilitari mantenendo una facciata legittima. Dal 2001 gli USA dichiarano le AUC un gruppo terrorista. Quello che succede dal 2001 al 2004, gli anni in cui Chiquita riconosce di aver pagato questi gruppi, viene considerato un crimine negli USA.

Il processo a Chiquita

I soldi finanziati da Chiquita sono serviti ai gruppi paramilitari per commettere dei crimini contro contadini della zona dove operava l’impresa. Soprattutto contro sindacalisti che lottavano per migliori condizioni di lavoro. Ma anche contro semplici contadini che avevano l’unica colpa di possedere territori che erano sotto gli occhi di Banadex (la filiale colombiana di Chiquita). Persone che erano obbligate a vendere o in caso contrario venivano massacrate. Il 40% degli sfollati colombiani sono da attribuirsi alla paura per le AUC.

Il processo è anche penale ed include un caso in cui, il porto usato da Banadex per esportare banane è invece stato usato per importare 3400 AK-47 e cinque milioni di munizioni cedute alle AUC.

Chiquita Papers

Una nota legale dell’agosto 1997 – scritta su carta intestata di Chiquita – afferma che la società era «membro di un’organizzazione chiamata CONVIVIR Puntepiedra, S.A.». Ovvero «una persona giuridica a cui partecipiamo con altre società di esportazione di banane nella regione di Turbó». La nota dice che la «unica funzione” del Convivir era “fornire informazioni sui movimenti di guerriglia».

Un altro documento scritto a mano del 1999 rivela un apparente sforzo di un generale dell’esercito colombiano per affermarsi come intermediario per i pagamenti paramilitari. Il documento descrive un «Generale nella zona per diversi anni» che era accusato di essere «con [una] squadra della morte» dal sindaco di San José de Apartadó, ed era stato «sospeso dall’esercito». Il documento osserva che il generale aveva «aiutato personalmente» con «sicurezza» e «informazioni che impedivano i rapimenti». Le note fanno riferimento obliquo a un pagamento di 9.000 dollari, aggiungendo che «Altre aziende stanno mettendo il loro…»

«I Chiquita Papers rafforzano l’idea che, nel 1997, l’AUC ha gestito le regioni di coltivazione delle banane della Colombia settentrionale. I funzionari del governo locale, gli ufficiali militari e i leader aziendali hanno sostenuto le loro operazioni paramilitari», ha detto Michael Evans, direttore del Progetto Colombia presso gli Archivi di Sicurezza Nazionale.

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