Sara Anzanello, per tutti Anza, è stata una campionessa di pallavolo. La sua vita, a soli 38 anni, è stata stroncata da un brutto male, lo scorso ottobre 2018. Otto mesi dopo la sua morte Santelli Editore ha pubblicato un libro postumo, uno scritto autobiografico redatto da Sara stessa e fortemente voluto dalla sua famiglia e dal suo compagno per raccontare e dare testimonianza sulla sua vita.

LA CARRIERA DI SARA ANZANELLO

Una delle più importanti e quotate pallavoliste del panorama italiano e internazionale. 2 metri di forza, sorrisi, grinta e coraggio. Sara Anzanello è stata una campionessa di pallavolo sempre in ascesa, che dopo l’esordio in A2 nel 1995 ha realizzato una carriera costellata i successi. Nel 2002 ha vinto un oro ai Mondiali, due Coppe del Mondo e il premio personale come “Miglior Muro” al World Grand Prix del 2006, oltre a numerosissimi titoli nazionali. La sua ultima stagione sul campo è stata nel 2015\2016 nella Agil Volley Novara. Poi, ad un certo punto, la sua carriera ha subito un arresto. Per alcuni problemi di salute ha dovuto mettere da parte la pallavolo per combattere contro un avversario non troppo semplice che non le ha lasciato scampo.

Sara non si è mai limitata e riservata solo al campo e alla pallavolo. Tra tutte le iniziative sociali, sportive e di beneficenza a cui era legata, è stata anche testimonial dell’Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO), visto che aveva subito anche un trapianto del fegato.

informareonline-anzanello-libro“CHIAMATEMI ANCORA ANZA!”

Il libro è prevalentemente un racconto autobiografico, ma non solo. E’ disponibile dal 27 maggio in tutte le librerie e online e gli introiti saranno devoluti in beneficenza. Ciò che ha spinto Sara e ai suoi familiari a volerlo è il valore che agli occhi dei lettori delle persone può assumere questo libro. Per due motivi: innanzitutto, ripercorrendo il percorso della vita di Sara, il libro sottolinea e manifesta l’importanza della donazione degli organi. Poi, può essere uno spunto di forza, coraggio e sostegno per tutte le persone che si trovano ad affrontare le stesse difficoltà che Sara ha combattuto sempre e solo con il sorriso. Uno spaccato, quindi, in 465 pagine, intriso di forza e amore nei confronti della vita, come ha sottolineato Raffaella Calloni, una delle migliori amiche di Sara, anche lei pallavolista:«Sara voleva essere d’aiuto alle altre persone, sapeva che stava attraversando un periodo di difficoltà e sapeva che poteva servire agli altri».

“Chiamatemi ancora Anza!” è un racconto struggente di una storia drammatica ma incalzante. Una storia che può e deve servire a riconoscere e apprezzare il valore della vita, che Sara, ragazza solare e genuina oltre che una grande campionessa, non ha dimenticato, nonostante tutto.

“non bisogna mai rassegnarsi a vivere, bisogna voler vivere!” 

di Mara Parretta

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