Chi dorme non… si ammala!

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Antonio Giordano
Antonio Giordano

“Dormire fa bene alla salute”. Sempre più spesso lo si legge o lo si sente dire. Niente di più vero. Dormire, oltre ad un bisogno, è un meccanismo fisiologico finemente regolato, esattamente come tanti altri che costituiscono il cosiddetto ritmo circadiano. Il ritmo circadiano (dal latino circa diem, “intorno al giorno”) è una variazione ritmica delle attività biologiche nel corso delle 24 ore. Il ciclo sonno-veglia rientra a pieno titolo nelle funzioni regolate dal nostro orologio biologico ed è influenzato sia da fattori endogeni, come gli ormoni, sia da fattori esogeni, come la luce.
Gli ormoni principalmente coinvolti nella regolazione del ciclo sonno-veglia sono il cortisolo e la melatonina; quest’ultima, in modo particolare, segnala al corpo quando è il momento di dormire, raggiungendo il picco di secrezione durante la notte. A monte di tutte le proteine che presentano oscillazioni di livello nell’arco della giornata, dette perciò period, ci sono altrettanti geni, detti invece clock, capaci di modularsi a vicenda nell’espressione. Nella sincronizzazione tra i geni clock e l’alternanza del giorno e della notte è importantissima una struttura del sistema nervoso centrale chiamata nucleo soprachiasmatico, situato nell’ipotalamo, in cui si trovano gruppi di neuroni che regolano i ritmi circadiani endogeni.
Dormire, e farlo bene, è fondamentale per la salute e per ottimizzare tutte le funzioni che si svolgono durante la veglia; di conseguenza, i disturbi del sonno compromettono in maniera significativa il benessere e l’integrità fisica e mentale di chi ne soffre. Nella società attuale, i disturbi del sonno sono molto frequenti, soprattutto a causa dell’esposizione a fonti di luce artificiale anche quando bisognerebbe essere al buio e all’utilizzo di dispositivi elettronici anche di notte (tablet, cellulari e computer). A dispetto di alcuni su cui è difficile intervenire, la maggior parte dei disturbi del sonno può essere facilmente risolta: ad esempio, il trattamento farmacologico con la melatonina può modificare artificialmente il ritmo circadiano, aiutando a ristabilire alterati cicli di sonno-veglia.  Data la sua importanza per il benessere in generale, il sonno interrotto è stato correlato con molti problemi di salute.
E’ ormai nota la sua associazione con malattie come il diabete, l’obesità e le patologie cardiovascolari. Quello che più di recente sta emergendo, invece, e’ la correlazione tra i disturbi del sonno e la salute mentale.
A tal proposito, è stato dimostrato il collegamento tra insonnia e disturbi dell’umore quali depressione, bipolarismo, sentimenti di solitudine ed infelicità. Secondo una ricerca statunitense, in sei regioni del cervello umano i ritmi dei geni correlati all’orologio biologico sono risultati significativamente alterati nei pazienti affetti da depressione rispetto ai pazienti sani. E numerose altre ricerche hanno evidenziato che, contrariamente a quanto si tende comunemente a pensare, dormire male non sarebbe una conseguenza delle suddette malattie, bensì una concausa della loro insorgenza. Per di più, in molti pazienti affetti da Alzheimer, soprattutto nello stadio precoce della malattia più che in quello avanzato, sono state riscontrate anomalie a carico delle proteine coinvolte nella regolazione del ritmo circadiano ed è stato dimostrato un accumulo accelerato di placche amiloidi nel cervello dei topi con il gene clock Bmal1 deleto. Va da sé che l’obiettivo della ricerca in questo campo è quello di manipolare le proteine che regolano il nostro orologio biologico, tentando di ripristinarlo laddove esso risulti sfasato, anche a causa di uno stile di vita che tende sempre di più a disaccoppiarsi con i ritmi naturali dell’uomo.

di Antonio Giordano –  Direttore del S.H.R.O. di Philadelphia

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