C’è un altro Napoli in Serie A… Forza ragazze

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Intervista a Raffaele Carlino, presidente della società

La società nasce nel 2017 dopo la fusione con il Napoli Dream Team, nel 2018 torna in B vincendo il campionato senza neppure una sconfitta e nella stagione 2019-2020 si torna in A.

Un progetto ambizioso in un ambiente destinato ad emergere con forza nei prossimi anni. Lavorare sui settori giovanili, ambire a grandi risultati e valorizzare talenti e strutture campane sono i connotati di un percorso che trova in Raffaele Carlino il suo primo sostenitore. Il presidente della società ci ha raccontato vari aspetti del calcio femminile, nonché i tasselli mancanti per giungere al professionismo.

La Serie A è sicuramente una grande sfida, come state vivendo l’esperienza?

«Stiamo lavorando per ristrutturarci in quanto siamo arrivati un po’ impreparati in una nuova categoria. Ho iniziato 14 anni fa, ma oggi è tutta un’altra cosa. Ci avviciniamo al professionismo e le società devono essere professioniste e professionali.
Credo vivamente che nel femminile si possa sempre sognare, perché non ci sono gli introiti del maschile, ma piuttosto c’è tanta passione e lealtà sportiva. Sono questi gli elementi che permettono a società piccole come la nostra di arrivare a sognare addirittura uno scudetto».

È più difficile scoprire atlete in Campania rispetto al corrispettivo maschile?

«Le napoletane sono la storia di questa città, anche se c’è da dire che l’Europa in questo settore è più avanti di noi, basti guardare a Germania, Svezia e Francia, che hanno 10 anni in più di esperienza. Però, come ci ha dimostrato la nostra Nazionale, stiamo andando nella giusta direzione. Purtroppo il settore del calcio femminile qui in Campania è rimasto un po’ indietro, si è fatto poco negli scorsi anni a livello di scuole calcio, c’è sempre stato tanto ostruzionismo da parte dei genitori, i quali non volevano che le proprie figlie potessero giocare a calcio. Adesso sembra che stiamo finalmente sconfiggendo questi tabù e credo che nei prossimi cinque anni il movimento campano possa crescere molto. Già allo stato attuale abbiamo più di 100 atlete tra prima squadra e settore giovanile».

Informareonline-Napoli Femminile-minCosa manca a questo settore per emergere? E la nomina di Sara Gama a vicepresidente AIC può rappresentare la svolta?

«Mancano sicuramente gli sponsor e poi dal 2022/23 passeremo finalmente al professionismo, come nel settore maschile, e questo può rappresentare un punto di svolta per noi. Finalmente le atlete inizieranno ad essere tutelate e ci sarà la possibilità di avere nuovi sponsor. Sara è una ragazza intelligente, è già parte della storia del calcio femminile e rappresenta in pieno tutto il nostro movimento in crescita.
Noi purtroppo al centro-sud dobbiamo però combattere con problematiche specifiche, come la carenza di strutture.
Ad esempio, solo da un anno abbiamo un campo fisso per le partite, il “Caduti di Brema”, mentre, per quanto riguarda gli allenamenti, ancora non abbiamo trovato una struttura.
C’è il bisogno di costruire un ecosistema di strutture, per far sì che si possa far crescere il settore giovanile, così come avviene nel calcio maschile, ricordando che solo noi e il Bari siamo al momento in Serie A, tra le società del Sud».

Da Presidente di una società di calcio femminile, oltre che campana, cosa ha rappresentato Maradona per lei e per questo sport?

«Maradona rappresenta la mia gioventù, un dio del pallone, era semplicemente il calcio. Oggi faccio fatica a seguire le partite, da quando lui non c›è più. Vivo di ricordi e guardo le sue cassette emozionandomi, mi spiace per le nuove generazioni che non lo hanno visto e che probabilmente non vedranno mai un giocatore come lui. Un mio sogno era portarlo a conoscere le mie atlete e la nostra società, avrebbe fatto bene anche al femminile uno come Maradona, perché rappresenta una storia di vita vera e vissuta».

di Simone Cerciello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N° 213 GENNAIO 2021

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