Ccà nisciuna è fessa, a Napoli la manifestazione per l’aborto libero e sicuro

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Aborto libero manifestazione
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Sono diverse centinaia le persone che lo scorso 29 Giugno si sono riunite a Largo Enrico Berlinguer, a Napoli, per manifestare contro l’obiezione di coscienza in ambito sanitario, per chiedere l’aborto libero e sicuro.

Aborto libero manifestazioneL’evento, indetto dallo sportello SOS Aborto “Ccà Nisciun è fessa“, arriva in seguito alla decisione della Corte Suprema Statunitense di ribaltare la sentenza Roe v. Wade del ’73, che riconosceva il diritto costituzionale all’interruzione volontaria di gravidanza negli Stati Uniti. La paura, spiegano le manifestanti, è quella che tale scelta possa avere influenze negative anche sugli altri paesi.

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«Sono già 9 gli Stati americani che ad oggi hanno vietato l’aborto e molti altri lo faranno nel giro di pochissimo tempo» hanno spiegato le attiviste, che hanno chiesto: «Ma in Italia siamo così distanti dagli Stati Uniti?».

Anche in Italia l’aborto è un privilegio

Anche nel nostro paese non possiamo dare per scontato il diritto all’aborto. «Questa assurda e agghiacciante situazione – spiegano – ci racconta una drammatica verità. Infatti sembra che i nostri diritti possano da un giorno all’altro essere messi in discussione».

Aborto libero manifestazioneIn Italia infatti la situazione non è rosea: in molte regioni la percentuale di obiettori di coscienza negli ospedali supera l’80%. E il triste primato è proprio della Campania con l’88% di obiettori. Il diritto all’aborto resta così una legge su carta che nella realtà resta un privilegio di chi può permetterselo. Chi è povera, invece, rischia la vita dovendo ricorrere all’aborto clandestino.

Non sono mancate le contestazioni da parte di alcuni passanti che con toni aggressivi hanno inveito contro le manifestanti. A simboleggiare l’aborto clandestino, in strada, tante grucce e corpi insanguinati con la vernice.

Aborto libero manifestazione«In questo momento buio ci sembra quanto mai necessario denunciare pubblicamente la vergognosa decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, esprimere la nostra solidarietà a tutte quelle persone che stanno vedendo i propri diritti calpestati». Per ribadire, quindi, che i diritti conquistati non si toccano ma che anzi «è necessario conquistarne di nuovi: vogliamo un aggiornamento della 194 che vieti la presenza di medici obiettori in qualsiasi struttura sanitaria, vogliamo un aborto libero e garantito per tutte!» hanno concluso le attiviste.

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