Catello Maresca: «Messaggio punitivo non chiaro aiuta i mafiosi»

informareonline-catello-maresca

«Quando si dice certezza del diritto si pensa ad un sistema coeso, logico e lineare di norme delle quali è quasi intuitivo cogliere la ragione giustificativa e gli obiettivi. Quando si parla di certezza della pena, allo stesso modo si intende un ordine coerente di sanzioni, per cui appaia chiaro a tutti che violare una prescrizione, commettere un reato comporta una punizione già nota o comunque facilmente immaginabile. Entrambi i principi stanno alla base di una società moderna, orientata ed ordinata. Pensate alla confusione che si crea quando il messaggio punitivo non è chiaro o addirittura contraddittorio, o peggio ancora quando la prescrizione violata non è ben chiara».

Queste le parole del magistrato Catello Maresca, rilasciate per Juorno.it in merito all’operato del DAP, ritenuto, anche dall’opinione pubblica, poco efficace perché indebolito da scelte poco lineari e congrue.

Il Magistrato ha aggiunto poi: «Se le istituzioni non sono in grado di dare prescrizioni chiare e facilmente riconoscibili, non sono buone istituzioni. E come i cattivi genitori tireranno su cattivi cittadini. Ho fatto questa premessa per sottolineare come l’atteggiamento contraddittorio delle nostre istituzioni nei confronti dei mafiosi sia assolutamente pericoloso, deleterio e sintomatico di una confusa linea politica, o forse peggio ancora di una assenza di strategia».

Per combattere la mafia non si può e non si deve far a meno di uno Stato coeso, compatto e coerente che disponga una linea di continuità tale da riuscire a creare un sistema solido, evitando di mostrare il fianco con falle che rischiano di fare il gioco delle organizzazioni criminali. Si necessita di protocolli che non vanifichino il duro lavoro che quotidianamente svolgono magistrati, pubblico ministero, forze dell’ordine, e in generale di tutti coloro che lottano per il bene del proprio Paese. Questo è ciò che trapela dalle parole di Catello Maresca, magistrato impegnato da anni ormai nella lotta alla Mafia, che tra le tante operazioni a cui ha partecipato, nel 2011 ha contribuito all’arresto del boss Michele Zagaria e ha rappresentato l’accusa nel processo al cd. gruppo Setola, che ha portato all’incarcerazione di Giuseppe Setola.

di Simone Cerciello

Print Friendly, PDF & Email