informareonline-infiltrazioni

Castellamare di Stabia, consiglio sciolto per infiltrazioni camorristiche: ecco l’analisi

Redazione Informare 17/03/2022
Updated 2022/03/17 at 6:53 PM
7 Minuti per la lettura

Lo scorso 24 febbraio, dopo una relazione firmata dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, è stato sciolto anticipatamente il consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni camorristiche.

Ciò che ha destato sospetti al Viminale è stata la partecipazione come testimone di nozze ad una cerimonia di una famiglia legata al mondo camorristico dell’ormai ex sindaco Gaetano Cimmino che aveva indossato la fascia tricolore nel 2018.  Non si è trattato, però, soltanto di uno scambio di cortesie, perché quella famiglia risultava essere tra i beneficiari dell’amministrazione nonostante fosse nella lista nera della Dda.

Insomma l’ex primo cittadino sarebbe stato – non soltanto durante il mandato ma in tutta la sua lunga carriera – una figura fondamentale per gli intrecci tra malavita, imprenditoria corrotta e politica e cosi favoritismi e corruzione erano diventati all’ordine del giorno per l’amministrazione stabiese, prima che venisse sciolta.  Le conseguenze? Numerosi appalti sono stati assegnati a ditte colpite dall’interdizione Antimafia o ad imprese riconducibili a parenti di amministratori pubblici.

Dato che, quindi, si fa riferimento a bustarelle, tangenti e corruzione, non poteva che finire sotto la lente d’ingrandimento la situazione patrimoniale di Cimmino vista la sproporzione esistente tra il reddito dichiarato e gli immobili posseduti, ben 15 proprietà.

Nella relazione, che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche si cerca un nesso con il padre, Catello Cimmino. Ex dipendente dell’ufficio tecnico al quale, in passato, furono sequestrati sette miliardi delle vecchie lire nell’ambito di un’inchiesta per usura. Indagini che, all’epoca, hanno coinvolto anche il padre di un altro politico, attualmente assessore a Pompei.

Dagli accertamenti sui flussi finanziari finiti nella relazione dei funzionari prefettizi risultano bonifici ed assegni del padre con cui l’ex sindaco ha acquistato immobili per 1 milione di euro.

Le attenzioni, però, non si sono fermate all’ex sindaco perché dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare, la commissione d’accesso si è soffermata sui nomi di 8 consiglieri comunali.

Tra questi vi è anche quello di Eutalia Esposito, primaria di Ginecologia dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Nella relazione della commissione vengono menzionati i rapporti familiari con esponenti di spicco del Clan Cesarano ma anche la vicenda dell’agguato del 2007 subito da Raffaele Cafiero, cognato del boss Nicola “’o mostro” Esposito, all’epoca cassiere del clan di Ponte Persica, che viaggiava in auto con la dottoressa quando fu ferito.

Quel che è accaduto non è stato certo una sorpresa, era nell’aria e lo aveva anticipato anche il senatore Sandro Ruotolo che ha l’lanciato l’allarme: «Avevamo visto giusto. Il Consiglio dei ministri ha sciolto per infiltrazioni mafiose il comune di Castellammare di Stabia. E avevamo visto giusto anche a Torre Annunziata dove ci sono state le dimissioni del sindaco e dei consiglieri comunali all’indomani delle perquisizioni a tappeto e delle incriminazioni per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione.

Anche altri comuni dell’area metropolitana di Napoli sono commissariati. Per chi vive in queste comunità vuol dire democrazia sospesa. Quando interviene la magistratura o quando interviene il governo con lo scioglimento delle assemblee elettive si riducono gli spazi di democrazia.

Tocca alla politica recidere i rapporti con la criminalità organizzata. La questione di fondo sulla quale ci dobbiamo interrogare tutti è la formazione e la qualità della classe dirigente. Noi sappiamo che dove c’è la camorra non c’è sviluppo, non ci sono diritti, non c’è libertà. Sappiamo che Castellammare di Stabia come Torre Annunziata hanno bisogno di voltare pagina».

Non sorprende tutto questo perché a Castellammare da numerosi decenni politica e camorra vanno a braccetto, sin dai tempi in cui a ‘comandare’ era soltanto lo storico il clan D’Alessandro.  Le cose sono nettamente peggiorate quando Ferdinando Cesarano, fondatore dell’omonimo clan, detto Nanduccio ‘e Ponte Persica, aveva deciso di estendere il proprio dominio da Pompei e Salerno fino alla vicina Castellamare. Dapprima facendo la guerra ai D’Alessandro per poi allearvisi.

Nanduccio sin dagli inizi è sempre stato un personaggio potente e furbo. Capace di imbracciare un mitra ed essere spietato con i nemici, così come di trattare con i colletti bianchi di fare affari con imprenditori e politici. Non a caso era uno degli interlocutori previlegiati di Carmine Alfieri, capo della Nuova Famiglia che si contrapponeva alla NCO di Raffaelle Cutolo.

Un capo sanguinario, calcolatore ma anche temerario. È da ricordare l’episodio della sua fuga dall’aula bunker di Salerno il 22 giugno 1998 mentre era in corso il processo California, relativo ad alcune iniziative imprenditoriali realizzate negli Stati Uniti dalla cosca di Giovanni Maiale, ras di Eboli.

I PM Giuseppe Borrelli ed Antonio Damato scrissero di lui nella richiesta d’ordinanza di custodia cautelare a carico del ras di Ponte Persica:

«La straordinaria disponibilità di risorse finanziarie consente di soccorrere continuamente gli operatori economici della zona, attraverso prestiti usurari che costituiscono una delle più redditizie attività dell’associazione; il clan garantisce (ovviamente nel proprio interesse, ovvero per evitare controlli da parte della polizia) l’ordine pubblico sul territorio, in particolare scoraggiando, anche con metodi violenti, la microcriminalità e lo spaccio di sostanze stupefacenti; esso svolge, inoltre, una funzione di vera e propria  regolamentazione dei rapporti sociali, intervenendo per dirimere liti e per risolvere contrasti, sempre comunque assicurando agli abitanti della zona la prevalenza contro atti di concorrenzialità nello svolgimento di attività di impresa da parte di soggetti da altre località».

di Fabio De Rienzo

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *