Castel Volturno, Volturno Multiutility S.p.A. interviene il sindaco Russo

Volturno Multiutility

Premessa: Come dal nostro precedente comunicato, in cui chiedevamo chiarimenti istituzionali, pubblichiamo integralmente la nota ricevuta dal sindaco di Castel Volturno, dott. Dimitri Russo

Tra il Comune di Castel Volturno e la società Volturno Multiutility S.p.A. è in essere un contenzioso,  in quanto la Commissione Straordinaria – e successivamente il sottoscritto –  non ha approvato gli ultimi  bilanci ed ha impugnato la delibera di approvazione di quello chiuso al 31.12.2011, contestandone la veridicità e l’esistenza dei crediti vantati nei confronti del Comune. Contestualmente, in data 24.04.2014, l’Organismo Straordinario di Liquidazione del comune di Castel Volturno, con delibera n. 45, estrometteva la società Volturno Multiutility dalla massa passiva per l’importo di 3.460.779,50 euro.  La predetta società, per il riconoscimento del proprio credito, ha citato in giudizio il Comune di Castel Volturno e l’OSL innanzi allo stesso Tribunale. I due contenziosi, trattandosi della stessa materia sono stati unificati.  Il giudizio, pendente dinanzi il Tribunale di Napoli – Sezione Imprese, è stata rinviato più volte su istanza degli avvocati di entrambi le parti per esperire un tentativo di conciliazione.

Il contenzioso nasce dal fatto che  la società ha sempre iscritto  nei crediti del proprio bilancio i costi di “vettoriamento” o cd. di “trasferenza” dovuti per i volumi d’acqua residuali che, una volta prelevati dal CITL al misuratore di Bagnara e distribuiti agli utente lungo il suo tratto di competenza – con una tariffa ovviamente più alta di quella del prelievo – riconsegna al CITL nel punto del limite tecnico.  Il Consorzio Idrico Terra di Lavoro, a sua volta, prelevata l’acqua dallimite tecnico  la distribuisci ai propri utenti.  Sul prelevamento di detti volumi d’acqua residuali da parte del Consorzio la Multiutility richiede un ristoro – cosiddetto “vettoriamento” o “trasferenza” –  al Comune di Castel Volturno, ritenendo che sia poi quest’ultimo a dover inoltrare speculare pretesa al CITL! Il Comune, tuttavia, non ha mai emesso alcuna fattura di vendita al CITL e non ha mai  di fatto contestato questo credito (almeno fino al 2012)  e comunque ha riconosciuto il credito con l’approvazione dei precedenti bilanci!

La sussistenza di detta partita creditoria ad avviso della Volturno Multiutility è comprovata infatti dal suo decennale riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale in sede di approvazione del bilancio, nonché dal contratto di servizio nel quale è specificato, che il Comune assumeva l’obbligo di porre in essere tutte le condizioni per il raggiungimento degli obiettivi di ottimizzazione del servizio idrico integrato e ciò al fine di assicurare le condizioni per una sana attività imprenditoriale secondo i canoni di economicità, efficienza ed efficacia, tra cui la delimitazione di ambiti ottimali di svolgimento del Servizio in via esclusiva all’affidatario (cfr. articolo 10 comma 2 del contratto) e l’ulteriore impegno di riconoscere un indennizzo alla società Volturno Multiutility laddove il raggiungimento dell’obiettivo di cui all’articolo 10 non fosse raggiunto per cause ad esso imputabili (cfr. articolo 36 del contratto).

Nel periodo intercorso tra la costituzione della Società (11 ottobre 2000) e la stipula del contratto di servizio (30 maggio 2002), il Comune di Castel Volturno in effetti non è riuscito a creare le condizioni affinché il servizio da affidare alla Multiutility fosse unitario sul territorio comunale, non essendo riuscito ad eliminare la frammentazione esistente, determinata dalla presenza di più di un gestore sul territorio comunale, tra cui, quello di maggior rilievo era rappresentato dal Consorzio Idrico Terra di Lavoro (CITL), gestore della porzione della rete idrica di  distribuzione in una vasta area del territorio comunale.

Secondo quanto disposto dall’articolo 36 comma 2, del contratto, l’affidatario avrebbe dovuto “quantificare il danno fornendo tutti i dettagli necessari alla sua valutazione” e che il Comune e la Volturno Multiutility s.p.a. avrebbero dovuto procedere ad un incontro per concordare “un equo e ragionevole indennizzo, commisurato alla gravità delle conseguenze che l’inadempienza dell’Affidante ha originato, che quest’ultimo pagherà con regolare fattura” e che in caso di mancato accordo era riconosciuta la facoltà all’affidatario di sottoporre la questione ad Arbitrato.

Nel corso degli anni di affidamento del predetto servizio,  la revisione dell’art.36, comma 2, sopra richiamata, non ha trovato una compiuta attuazione, trasformandosi nel fondamento del contenzioso ad oggi pendente.  Intanto nel bilancio della società Volturno Multiutility s.p.a. venivano iscritti crediti “verso controllati”, ossia verso il socio Comune di Castel Volturno, per un importo alla data del 31.12.2011 di € 5.219.364,00.

Il tentativo di conciliazione, ipotizzato dapprima in una transazione, si è oggi concretizzato nell’attivazione di un arbitrato che dovrebbe sentenziare anzitutto se il credito della VM è legittimo e contestualmente quantificare l’indennizzo spettante alla società per le inadempienze del comune e la sopportazione di alcuni oneri non previsti nel contratto, tra cui la gestione del depuratore di Destra Volturno. Dal lodo dovremmo capire che fine farà la società, sebbene in entrambi i casi – cioè credito o indennizzo riconosciuto o meno – le risorse per una ricapitalizzazione o il riconoscimento del credito provengono sempre dalle casse comunali.

Intanto la società, per ragioni solo giuridiche, poiché non ha ancora approvato i bilanci 2014-2015-2016 e quindi rischia la radiazione dal Registro delle Imprese, e siccome il credito oggetto di contenzioso è stato svalutato per oltre due milioni che ha ovviamente eroso completamente il capitale sociale (di solo 250 mila euro), gli amministratori devono necessariamente mettere, per obbligo di legge, la società in liquidazione.

La speranza, concreta e non remota, è che con il lodo si possa trovare un equilibrio finanziario capace di far sopravvivere la VM che intanto ha la gestione di tutto il territorio e oltre quindicimila utenze da contr attualizzare tra ex CITL e abusivi, e che si possa chiudere il contenzioso, salvaguardando le 21 famiglie dei lavoratori che intanto hanno chiesto un incontro in Prefettura.


La Redazione

Conclusione: Riportiamo che il prossimo 4 maggio, ci sarà un incontro convocato dalla Prefettura di Caserta che prende atto dello stato di agitazione dei lavoratori.

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