Porte aperte al Parlamento Europeo per la delegazione campana

«Per capire Castel Volturno, non bastano le parole di chi lo racconta o le migliori trasmissioni che si possano realizzare. Occorre viverci per comprendere bene la condizione di disgrazia e disperazione che si percepisce, tra i bianchi come tra i neri. Considerati i numeri di cui Castel Volturno è protagonista, non si può immaginare l’integrazione solo a favore degli immigrati altrimenti si creerebbe una guerra civile. Tutti vivono con grandi difficoltà e tutti devono avere pari dignità. Qualsiasi intervento deve puntare alla riqualificazione del territorio restituendo dignità a tutti, senza distinzione alcuna tra le razze. La presenza di circa 80 diverse nazionalità comporta un gran peso sociale ed economico sulle casse del Comune per il quale chiediamo un intervento straordinario…» sono alcune delle dichiarazioni di Dimitri Russo, sindaco della cittadina che lo scorso luglio ha presentato la realtà locale alla Commissione migranti presso il Parlamento europeo a Bruxelles.

Una lunga serie di richieste d’aiuto agli organi competenti ed audizioni nella capitale si è riusciti ad ottenere un primo atto concreto con la nomina del prefetto Francesco Antonio Cappetta, commissario straordinario per il risanamento dell’area di Castel Volturno che, dopo appena sei mesi di lavoro, in collaborazione con l’amministrazione comunale ha redatto un protocollo d’intesa tra il Dipartimento per le politiche d’Immigrazione ed altre istituzioni ministeriali, regionali, locali per il recupero del territorio sottoscritto lo scorso 21 febbraio alla presenza dell’allora Ministro dell’Interno, Marco Minniti. Da allora, altri incontri tecnici e politici per concretizzare quanto messo su carta con l’emersione di ulteriori difficoltà oggettive di realizzazione. Viene richiesto, com’è giusto che sia, il rispetto della normative, delle procedure e degli adempimenti come tutti gli altri comuni. Ma Castel Volturno non è come tutti gli altri e necessita di un’attenzione in più, di un aiuto in più. Si chiede un ulteriore incontro al Parlamento europeo, concesso per rappresentare la particolarità del territorio stesso. Prima ancora di andare nella capitale belga, una piccola delegazione si reca a Caserta e sul territorio castellano per capire meglio, guardare dentro la notizia ed esprimere la vicinanza dell’Europa.

Dal 10 al 12 luglio una delegazione di tecnici e politici viene accolta direttamente al Parlamento europeo per confrontarsi con altre realtà comunitarie su diversi argomenti. Tra questi, le politiche di contrasto alla povertà secondo l’idea del filosofo, giurista ed economista Philippe van Parjis rispetto al reddito di base con tutte le sue limitazioni ed opportunità, differenti dal reddito di inclusione, già attivo, come dal reddito di cittadinanza, proposto dal nuovo governo. Già in questa prima occasione è stato possibile notare la grande difficoltà di una eventuale applicazione sul territorio castellano per l’assenza di cultura di base che vedrebbe tutti i cittadini moralmente impegnati nella società, secondo proprie competenze e capacità, a riscontro di un reddito di base universalmente riconosciuto.

Una giornata totalmente dedicata a Castel Volturno per esporre tutti “i numeri” della cittadina domizia. Nel dettaglio, in modo preciso e documentato, la realtà territoriale con tutti i suoi limiti e le sue risorse, con le difficoltà di realizzazione, il peso sociale ed economico legato all’immigrazione, il peso culturale, la necessaria inclusione per consentire una opportuna integrazione. Inclusione ed interazione proporzionalmente connesse tra loro per garantire a tutta la popolazione, immigrati ed autoctoni, gli stessi diritti e doveri, le stesse opportunità e la stessa dignità. Solo in tal modo sarà possibile favorire una crescita decorosa per tutti. Ed ancora una volta, ci si rende conto che Castel Volturno potrebbe fare scuola poiché a dire del Rappresentante in Italia della Commissione Europea – Direzione Generale Immigrazione e Affari Interni, Patrick Doelle, «una realtà come quella di Castel Volturno non esiste in Europa».

Per le tante polemiche sorte attorno alla trasferta in Belgio, è doveroso precisare che il comune di Castel Volturno non ha sborsato un solo euro per il viaggio, né in termini economici né di giornate lavorative. Ciascuno dei partecipanti ha investito il proprio tempo liberamente per la causa in cui crede, ciascuno ha portato la propria esperienza e la propria competenza, le proprie passioni e proposte.

Cosa accadrà dopo? Lo scopriremo presto perché nella Casa Comunale si continua a lavorare. Il viaggio a Bruxelles è stato solo uno step, un ulteriori passo di una serie di azioni cominciate anni fa e che non sono ancora terminate.

di Annamaria La Penna

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

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Giornalista pubblicista - Fonda l'associazione "Centro Studi Officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani, ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.