Uno dei maggiori problemi di Castel Volturno è stato l’abbandono istituzionale. Per anni tutte le emergenze del nostro comune sono state, praticamente, ignorate da Regione e Governo e ciò ha peggiorato la grave situazione sociale, ambientale ed economica, nonché quella legata ai numeri straordinari che l’immigrazione fa registrare sul nostro territorio.

La loro soluzione non può che trovare origine a livelli istituzionali superiori: è innegabile che questa amministrazione ha avuto il merito di sensibilizzare tutte le istituzioni sovraordinate, ottenendo due importanti risultati: la Regione ha considerato Castel Volturno territorio strategico nella realizzazione del Masterplan per il litorale domizio-flegreo e il Governo ha istituito un commissario Straordinario per il risanamento di quest’area. Ciò ha prodotto un Protocollo d’Intesa che prevede interventi strutturali e sociali del valore di circa 22.000.000 di euro finanziati con risorse statali e regionali.

Successivamente, si è provveduto sensibilizzare le istituzioni europee per verificare la fattibilità di un piano di rilievo comunitario per Castel Volturno. Abbiamo pertanto, invitato alcuni eurodeputati (l’On. Andrea Cozzolino e l’On. Nicola Caputo) ad un incontro presso la sede del nostro Municipio nel dicembre 2017 ai quali abbiamo illustrato per più di un’ora il dramma e la frustrazione di amministrare Castel Volturno con sole risorse ordinarie che non sono assolutamente sufficienti all’erogazione di livelli minimi dei servizi.

È in questa occasione che è nato l’appuntamento con la Direzione Generale per le Migrazioni e gli Affari Interni della Commissione Europea che si è tenuto a Bruxelles dal 10 al 12 luglio scorso. Durante questo incontro, che si è articolato in due fasi, la prima puramente tecnica ed la seconda dal taglio politico, con l’ausilio di tabelle, grafici e slides, abbiamo illustrato dati e statistiche su Castel Volturno e sul “peso” insostenibile del fenomeno migratorio.

L’obiettivo – che riteniamo raggiunto dati i riscontri “del giorno dopo” che abbiamo ricevuto dalla Commissione Europea – è stato quello di far prendere coscienza di ciò che Castel Volturno è diventata per le questioni urbanistiche, ambientali, sociali e migratorie che l’hanno interessata. Abbiamo fatto capire che Castel Volturno ha maturato un credito nei confronti delle istituzioni sovraordinate per ciò che ha subito e sta subendo per effetto della straordinarietà del fenomeno migratorio (interno ed esterno). Questo credito consiste nel diritto, che questo territorio vanta, ad una compensazione sociale consistente in trasferimenti diretti senza vincolo di destinazione a favore dell’Ente comunale per almeno 5 mln di euro annui.

Si è discusso, ovviamente, anche del tema dell’integrazione sul quale abbiamo avanzato una proposta molto pragmatica che nasce dall’analisi della situazione castellana.

Il nostro è un territorio in cui quasi la metà della popolazione italiana (circa 8.000 persone) vive al limite dei livelli di sussistenza. A ciò si aggiungono oltre 12.000 immigrati che vivono ugualmente – se non di più – una condizione di estremo disagio esistenziale. Abbiamo quindi circa 20.000 persone in condizione di povertà o di semipovertà. Mettere in campo provvedimenti che riguardano soltanto gli immigrati non consente alcuna integrazione perché “l’altra metà del cielo” – gli italiani con cui gli immigrati si dovrebbero integrare – di fatto si vedrebbe sorpassata sul piano delle politiche del welfare.

Ciò acuirebbe, senza alcun dubbio, la percezione tra gli italiani che la popolazione immigrata sta fruendo di risorse che gli sono sottratte con il paradosso che, invece di favorire l’integrazione, queste “politiche” rischiano di alimentare ulteriormente il fenomeno dell’intolleranza nei confronti degli stranieri. È necessario, dunque, mettere in campo politiche per l’INCLUSIONE SOCIALE che non veda come destinatari esclusivamente gli immigrati ma che interessi tutti quei soggetti (i circa 20.000 di prima) che vivono una condizione di estremo disagio sociale. Dobbiamo dare a tutti l’opportunità di superare la condizione di disagio se non di povertà. Questa è la condizione necessaria affinchè un giorno possa parlarsi anche di integrazione.

È un nuovo paradigma (non c’è integrazione senza inclusione) che la Commissione Europea deve adottare affinchè possano mettersi in campo misure che siano efficaci non soltanto sul piano del contrasto ai fenomeni di intolleranza ma che diano anche una nuova percezione di avvicinamento delle istituzioni europee ai cittadini.

A giudicare dalle richieste che ci stanno pervenendo da Bruxelles di ulteriori dati e di ulteriori approfondimenti sul tema – nonché di ulteriori incontri – riteniamo di aver colto nel segno: da Castel Volturno potrebbe partire una nuova fase delle politiche dell’Unione Europea in tema di Welfare e Migrazioni che potrebbe vedere il nostro territorio come laboratorio di sperimentazione.

di Peppe Scialla