Intervista all’Assessore Marrandino nella sede di Informare

Il direttore di Informare Tommaso Morlando ha intervistato l’attuale Presidente del Consiglio Comunale Pasquale Marrandino
Pasquale Marrandino
In modo corretto, Marrandino chiarisce che è in rappresentanza dell’amministrazione e che il sindaco Petrella è a conoscenza di questo incontro.

«Partiamo da un primo punto che ritengo fondamentale: oggi istituzionalmente ricopro ancora il ruolo di Presidente del consiglio, quindi è un po’ una forzatura la mia presenza qui, però mi sto occupando dell’ambiente già da qualche mese, considerando che l’assessore Tommasi ha problemi personali. In virtù di ciò mi sono reso disponibile a dargli una mano. Sono in corsa per il ruolo di assessore all’ambiente in virtù del prossimo rimpasto di giunta».

Quindi nella prossima settimana ci sarà un rimpasto di giunta…

«Sì, ci sarà un rimpasto di giunta; mi dimetterò dal ruolo di Presidente del Consiglio e prenderò il posto dell’attuale assessore Tommasi».

Cosa si sta facendo per l’assegnazione definitiva della gara sui rifiuti? Si continuerà con proroghe che risolvono solo il problema momentaneo, e non certo in modo definitivo? È vero che c’è una determina di 10.000 euro per un esperto ambientale? Costui si è insediato?

«L’ufficio ecologia al nostro insediamento era scoperto per quanto riguarda la posizione organizzativa; prima del nostro insediamento c’era Valerio Boccone, assunto con il cosiddetto contratto 110, che scade al termine dell’amministrazione. Terminata quindi l’amministrazione Russo, l’ufficio era scoperto.  Il piano di assunzioni era giustamente bloccato poiché per le assunzioni era necessaria la programmazione economica, e temporaneamente abbiamo preso un’altra categoria D dall’ufficio finanziario. Una figura che non aveva tutte le competenze per svolgere quel ruolo, ma solo per l’ordinaria amministrazione. Nell’ottica di velocizzare l’ufficio rispettando il programma delle assunzioni, a breve arriverà un nuovo dirigente: abbiamo individuato una figura di alto spessore tecnico per gestire dei punti ben precisi, Francesco Ghirardi (oggetto della determina dei 10.000 euro), ingegnere con un curriculum abbastanza interessante che attualmente svolge il ruolo di dirigente tecnico al Comune di Tivoli».

Quali sono questi punti?

«Innanzitutto il contenzioso con la Senesi, che ha terminato malissimo il servizio a Castel Volturno, considerando i 20-25 giorni di mancata raccolta dei rifiuti. Ci sono delle fatture abbastanza importanti che risultano ancora scoperte ed in più, il Comune si è costituito parte lesa».

Per gli anni passati avete trovato delle contestazioni fatte?

«Non abbiamo trovato alcuna contestazione fatta dalla Polizia Municipale, se non quelle dei social fatte dai cittadini. Quello che mi spaventa è il fatto che la Senesi ha avuto quattro proroghe di 6 mesi, la gara è stata presentata nel 2016 e l’azienda, con tutte le sue difficoltà, non è stata incitata e messa alle strette. Penso che il ruolo della politica sia mettere alle strette, controllare il lavoro di un’azienda che raccoglie rifiuti. Le difficoltà ci possono stare, Castel Volturno è un territorio difficile dove il rapporto della cittadinanza con le istituzioni è molto lontano, vuoi per tessuto sociale, vuoi per la massiccia presenza di stranieri che provoca difficoltà di comprensione nella comunicazione. Il territorio è vasto e anche geograficamente distribuito in lunghezza e non larghezza, quindi causa difficoltà logistiche che però potrebbero essere risolte con una buona programmazione. C’era quindi da prendere una scelta coraggiosa, che il sindaco Petrella ha preso e della quale gli do merito: voltare pagina. Si è arrivati ad un punto dove la Senesi non pagava più gli stipendi agli operai».

Sappiamo da notizie ricevute che una delle tre ditte che si presentarono alla gara, la DHI, è stata riabilitata dalla magistratura. Quest’azienda potrebbe subentrare di fatto,inoltre, si ritiene ancora valido il piano industriale presentato dalla vecchia amministrazione oppure sarà rimodulato?

«Ci hanno scritto che entro il mese di Aprile ci avrebbero risposto in merito a questi ricorsi presentati in Consiglio di Stato dalle aziende Senesi e DHI. Quest’ultima, avrebbe riacquistato i requisiti fondamentali per l’esercizio ovvero la certificazione antimafia, e dovrebbe a giorni prendere servizio nel comune di Mondragone. Il fatto è che il comune di Mondragone ha presentato la gara l’anno scorso, costruita su un piano industriale recente; la nostra è una gara invece basata su un piano industriale del 2016, datato, sicuramente ben redatto da Valerio Boccone, ma il cambiamento del territorio in questi anni comporta delle modifiche all’interno del piano. Si è deciso quindi di ritirare questo piano industriale in autotutela, rimodularlo e ripresentarlo. Un’azione molto forte».

Perché l’isola ecologica resta chiusa? Mancano delle autorizzazioni che il sindaco non firma per paura d’incorrere in qualche ricorso o altro? Ci sono altri motivi che non conosciamo?

«Il problema “isola ecologica” nasce nel momento in cui arriva la nuova azienda: la nuova azienda ha accettato gli stessi patti e condizioni della precedente, quindi doveva gestire anche l’isola ecologica.

La nuova azienda ha mandato dei tecnici a valutare le varie documentazioni dell’isola ecologica, con giusta ragione. C’è stato un primo incontro e guardando la documentazione abbiamo scoperto che la precedente amministrazione aveva incaricato dei tecnici specializzati di Benevento di redigere un’autorizzazione unica ambientale (A.U.A.) ad adeguare alle nuove normative  tutta la documentazione. Questo incarico era però caduto nel dimenticatoio, poiché dopo aver incontrato queste persone mi sono reso conto del loro “arrampicarsi sugli specchi”. Pertanto, la Teknoservice ha quindi in definitiva rifiutato la gestione dell’isola ecologica in mancanza dell’A.U.A. Il coraggio del sindaco poteva riassumersi nel dire “ok, tu non la vuoi, la apro io con i miei operai e la gestisco io”, sui temi ambientali però bisogna stare sempre molto attenti e nel dubbio, la soluzione migliore, momentaneamente, è stata quella di chiudere l’isola. Abbiamo attivato il servizio sostitutivo con i cassoni itineranti sul territorio, ampliando con due squadre per una raccolta degli ingombranti porta a porta a chiamata, potenziando quindi il servizio in mancanza dell’isola ecologica. Si parlava di A.U.A. perché si presupponeva che l’isola ecologica scaricasse in un canale superficiale o in fogna. Dai grafici strutturali abbiamo notato che l’isola ecologica ha un impianto di disoleazione e le acque finiscono in una vasca a tenuta stagna, quindi non ha bisogno dell’A.U.A.
Abbiamo comunque fatto tutta una serie di sopralluoghi rilevando delle carenze, degli interventi urgenti da eseguire, e in definitiva l’isola verrà riaperta entro un termine di circa 15 giorni. Verranno realizzate inoltre altre due isole ecologiche, una a Destra Volturno, l’altra di fronte al “Boomerang”. Si tratta di due isole in Asmen, è in corso la gara, le risposte arriveranno entro aprile».

A che punto è la distribuzione delle attrezzature regionali (circa 2 milioni di euro) per la raccolta differenziata e, se sono state distribuite, che incremento percentuale ne è derivato?

«Parte dell’attrezzatura è stata distribuita in un modo poco ordinato dalla precedente amministrazione, molti bidoni sono stati rubati o bruciati soprattutto nelle zone rosse di Destra Volturno e Bagnara, dove è assente il porta a porta. Molte non son ancora arrivate, e la cosa più importante sottovalutata dalla precedente amministrazione era il personale a corredo di queste attrezzature, personale che giace nella chiesa di S. Maria del Mare. Nessuno si è mai preso la briga di contattare queste persone o i dirigenti. Il sottoscritto ha preso in mano la situazione, ha guardato le carte. Questo corredo di persone è diviso in tre parti: una parte tecnica per il montaggio delle attrezzature che ha lavorato, bene o male, per il montaggio dei bidoni. Una parte operativa che dovrebbe coadiuvare il servizio di raccolta solo nei giorni di differenziata per carta vetro e plastica. Infine c’è la parte più importante, su cui combatto da un mese, ovvero gli informativi che sono 30 e dovrebbero girare per le strade per fare attività informativa. Queste persone giacciono da due anni in quella chiesa e la responsabilità di ciò è regionale, ma la regione ha dato in convenzione al comune la gestione di queste persone. Io appena ho preso il settore in mano ho incontrato queste persone ed i dirigenti. La ditta Teknoservice mi da la possibilità di coinvolgere tre ingegneri per stilare un programma di intervento mirato sulle zone del porta a porta. Queste persone sono venute in comune, hanno fatto formazione ma alla fine ci sono state polemiche sterili sul piano logistico, in quanto tutte loro non abitano in zona. Prendo l’impegno personalmente di andare in regione a rivendicare i loro diritti, ma sono successivamente stato aggredito. Chiamato il loro dirigente, mi è stato chiesto di fare un ordine di servizio a cui sarebbe seguito un provvedimento disciplinare per queste persone. Vediamo cosa accadrà. Per concludere, stiamo continuando a distribuire le attrezzature per gradi, e verranno installate delle isole ecologiche anche a Pinetamare».

In previsione di primavera ed estate, c’è un calendario dell’Asl? C’è una programmazione?

«Con l’azienda abbiamo predisposto degli interventi straordinari entro e non oltre il mese di aprile, per quanto concerne la disinfestazione. Non è stato precisato se larvicida o meno».

Parliamo della attuale situazione dell’amministrazione comunale: si può amministrare e garantire l’amministrazione in una condizione di 8 a 8?

«Questa è una domanda non tecnica, ma politica. Le scelte fatte, sono state scelte di

Il sindaco Luigi Petrella

coalizione. Oggi queste scelte si sono trasformate in difficoltà, c’è una frizione con la Lega e c’è stata sin dall’inizio, a prescindere dai pregiudizi sul partito, perché inizialmente Luigi Petrella aveva imposto ai partiti politici la formazione di una squadra di governo senza attingere dalle liste e dal consiglio comunale per lasciare integro quest’ultimo, fatto di persone elette dal popolo. Non voglio fare gossip politico, ma il sindaco aveva dettato una regola e doveva essere rispettata. È passato del tempo, ci sono stati scivoloni, attacchi e conferenze stampa, e alla fine si è smussata questa posizione del sindaco, che addirittura aveva proposto alla Lega il presidente del consiglio, proposta rifiutata. Ci è stato poi il rilancio della Lega con il passaggio di casacca di Luise, chiedendo due assessori oppure un assessore ed il presidente del consiglio. Al tavolo della maggioranza abbiamo anche due consiglieri di Forza Italia, e anche per una questione di rispetto chiaramente non si poteva gratificare la Lega con un assessore. Sta di fatto che Petrella ha dato un assessore in rappresentanza alla lega, che il giorno dopo attraverso una conferenza stampa dichiara di aver sbagliato candidato sindaco ed aver subito una truffa politica. Da lì si è arrivati alla sfiducia. Si sono associati all’opposizione, e mi preme fare un commento forte su Antonio Luise anche se non dovrei: Antonio Luise ha avuto un lutto in famiglia e tutti noi ci siamo ammorbiditi, ci fu il concerto di Jovanotti e fu l’unica occasione in cui si fece un selfie con il sindaco che al concerto era buono, adesso non è buono più. Si poteva mediare, ma non c’è stata la volontà».

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