Castel Volturno: tra crisi e rebus PUC

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Castel Volturno: tra crisi e rebus PUC
Il Sindaco Luigi Petrella spiega le motivazioni dietro le sue dimissioni

Che Castel Volturno sia un Comune difficile non vi è dubbio, ma se ad una situazione già complessa si aggiunge una politica litigiosa e che ha difficoltà concrete ad operare, allora la strada diventa tutta in salita. È quello che sta accadendo all’amministrazione di Luigi Petrella, che il 19 giugno scorso ha ritirato le dimissioni dalla carica di Sindaco.

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Un gesto estremo dettato dall’ennesima crisi della maggioranza, a un dibattito interno estremamente criptico per i castellani, ma che influenza inevitabilmente la loro vita pubblica. Una maggioranza ferma al palo delle discussioni è inevitabilmente inefficace a risolvere le problematiche che il territorio si trova quotidianamente a vivere. Per comprendere i motivi delle sue dimissioni e la tabella di marcia per una nuova Giunta, abbiamo intervistato il Sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella.

Quali sono stati i reali motivi della crisi?

«La crisi c’è stata perché in tanti anni di amministrazione non siamo ancora riusciti a creare squadra ed era proprio quello che io ho denunciato: mancava affiatamento e fiducia, c’era diffidenza. In una situazione del genere, senza il sostegno di una squadra, veniva a mancare la base per affrontare le problematiche del territorio. E questa unilateralità non era una cosa da poco».

Le discussioni interne erano politiche o no? La minoranza vi ha attaccato affermando che la crisi deriva da interessi personali…

«Molte discussioni provenivano dalla mancanza di comunicazione: in alcune fasi dell’attività amministrativa c’è quell’azione che deve essere fatta subito e se non c’è coordinamento tutto diventa impossibile, ovviamente questo è causa di litigi.

La maggior parte delle discussioni erano, dunque, organizzative, mentre c’era una minoranza di discussioni a livello politico, ma riuscivano a chiarirsi facilmente anche quando c’erano due punti di vista differenti. Spero che questo sia servito a far sviluppare una certa maturità in alcuni consiglieri alle prime armi, per riuscire ad adempire ai compiti che gli si chiedono e per riuscire anche ad affrontare le discussioni in maniera diversa rispetto agli atteggiamenti precedenti».

La crisi ha portato con sé anche le dimissioni dell’assessore al bilancio Paolo Barca, ci spiega?

«Quest’amministrazione aveva bisogno di una revisione della giunta. L’assessore al bilancio Paolo Barca si è definitivamente dimesso ed io mi sono contrariato di questa scelta, ma capisco che lui ha voluto essere d’aiuto perché ha capito che poteva aiutarmi lasciando il posto e utilizzando quello spazio che serve per ricompattare la maggioranza.

Non è facile trovare dei professionisti disponibili ad accettare la nomina da assessore al comune di Castel Volturno, anche in virtù dei mal di pancia di questi anni interni alla maggioranza. Fare l’assessore a Castel Volturno è una mission e non tutti sono disposti a farlo».

In questo momento il sindaco ha, nelle sue mani il campo scoperto dell’assessore al bilancio, gli altri assessori sono operativi nonostante le dimissioni. La giunta sarà partorita dopo l’estate? Quali sono i tempi tecnici?

«Io ho chiesto alla maggioranza di chiuderla per gli inizi di luglio ed ho chiesto una cosa sola: mettere sul tavolo dei nomi e lasciare a me il diritto di replica. È l’ultimo atto perché ne vale la credibilità della mia amministrazione nei confronti dei cittadini. A me non interessano favoritismi, ma solo una squadra che sia funzionale per la mole di lavoro che abbiamo».

Da quello che dice sembra che al Sindaco arrivino anche problematiche futili, insomma un deficit nella prassi politica che dovrebbe efficientare il comune. I consiglieri, con la loro azione, riescono a risollevarla da quelli che sono i problemi “minori” che si presentano sul territorio?

«Se pensiamo alla politica strutturata come prima, non la vedo attraverso i partiti. Non c’è un dibattito, degli incontri, delle posizioni e questo non aiuta. La mia critica è sempre partita dai gruppi consiliari della maggioranza, perché è giusto che la minoranza faccia il suo lavoro toccando alcuni punti e facendo da “sprono” per poter affrontare le problematiche. Il tutto anche perché, ai nostri giorni, la divisione politica è veramente superficiale ed i ruoli non sono più determinati come una volta».

Perché non hai dato qualche delega per disimpegnarti?

«Ho dato deleghe ad alcuni consiglieri, ma non aiutano nel pratico. Attualmente manca solo l’assessore al bilancio, ma per il resto siamo tutti attivi ed operanti. Nei venti giorni in cui sono stato dimissionario sono stato accusato di continuare a svolgere la mia professione: ma io dovevo continuare. Dovevo continuare ad esercitare l’ordinario.

Mi hanno attaccato per la mia presenza al Consiglio comunale, ma non era una presenza forzata perché il consiglio si sarebbe celebrato lo stesso dato che erano presenti tutti ed i numeri c’erano, anche in seconda convocazione, ma quello che io vedo è una non-presenza della minoranza».

Passiamo all’argomento PUC. Il 17 giugno scorso la Giunta comunale ha adottato il Piano Urbanistico Comunale, un primo passo verso quella che dovrebbe essere l’approvazione entro il 31 dicembre. Entro la fine dell’anno si riuscirà davvero ad approvarlo?

«L’adozione è stato un atto dovuto che ha costituito comunque un primo passo importante. Come ho già ribadito in una passata intervista proprio con il vostro giornale, credo che non ci vorrà meno di un anno e mezzo per l’approvazione del PUC. C’è una trafila lunga da passare, con pareri di esperti, provincia e del nostro Consiglio comunale. Insomma, per la fine di quest’anno di certo non arriveremo all’approvazione del PUC, ciò non toglie nulla al nostro grande impegno per un Piano essenziale per il territorio. Continuiamo a lavorare in questa direzione dicendo la verità ai cittadini».

Oltre il continuo caos, su cosa ha lavorato l’amministrazione?

«Delle cose si stanno facendo: quello che mi conforta è che stiamo seguendo la programmazione in toto. Il Castello è stato messo in sicurezza con i soldi del Comune per poi pensare di riqualificarlo verso altre strade. C’è una richiesta di finanziamento per portare il gas a Pinetamare che era proprio un nostro cavallo di battaglia all’interno del programma elettorale. Probabilmente verrà esteso anche oltre. Poi c’è anche il progetto per il risanamento della Pineta che partirà a giorni».

Dopo gli ennesimi scontri in maggioranza, quale messaggio vuole lanciare alla cittadinanza?

«Quello che mi sento di dire è che la politica sicuramente ha delle responsabilità, delle colpe e delle mancanze però io credo che Castel Volturno deve avere la collaborazione dei cittadini. Non nel fare politica, ma nel senso civico: questo è ciò che manca per fare il salto di qualità».

Nota della Redazione

Dopo le opportune verifiche abbiamo constatato che, stando alla Legge regionale n. 38 del 29/12/2020, il termine perentorio per l’approvazione del PUC è fissato al 31/12/2021. Di conseguenza, la mancata approvazione del Piano Urbanistico Comunale, entro il termine stabilito, comporterebbe il commissariamento; vale a dire la nomina di un commissario ad acta acquisito dalle short list, prima provinciali, e oggi nominato dalla regione Campania. Il commissariamento del PUC significherebbe affidare ad un tecnico, che non conosce il territorio, la strutturazione di uno strumento essenziale per il Comune… e il costo del tecnico incaricato dovrà uscire proprio dalle casse comunali.

di Antonio Casaccio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N° 219 – LUGLIO 2021

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