Castel Volturno, Rodolfo Briganti della Senesi S.p.A. arrestato in blitz antimafia sui rifiuti

operazione gorgone

Il rappresentate legale della Senesi S.p.A. che svolge il servizio rifiuti anche a Castel Volturo arrestato nel blitz fatto dalla DIA catanese nel settore rifiuti tra mafia politica e imprenditori.  A Castel Volturno quest’arresto lascerà molto sorpresi in modo particolare il sindaco Russo. Quando si inizierà a valutare anche da noi cosa è successo in tutti questi anni in questo settore?

Imprenditori, funzionari amministrativi ed elementi di vertice dei clan mafiosi Cappello e Laudani di Catania sono stati arrestati nelle prime ore della mattinata in un’operazione contro l’illecita gestione della raccolta dei rifiuti nel catanese. L’indagine, che ha riguardato i comuni di Trecastagni, Misterbianco e Aci Catena, con diramazioni nella Sicilia Orientale, ha portato alle misure cautelari eseguite dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catania su delega della Procura distrettuale della Repubblica di Catania.
L’operazione ha avuto il supporto dei Centri Operativi di Palermo, Reggio Calabria, Caltanissetta e dalla Dia di Roma, oltre alla Sezione Operativa di Messina, e ha portato anche al sequestro delle societa’ coinvolte per un valore complessivo di 30 milioni di euro.

Il giornalista arrestato nell’operazione della Dia “Gorgoni” e’ Alfio Cutuli, conosciuto con il nome di Salvo. Ha 54 anni, e’ redattore della televisione privata di Acireale “ReiTv” ed e’ corrispondente da quel Comune del quotidiano catanese “la Sicilia”. E’ accusato di corruzione, avrebbe fatto da mediatore tra il rappresentante legale della Sinesi Spa Rodolfo Briganti e l’allora sindaco di Aci Catena Ascenzio Maesano (condannato nel luglio scorso per corruzione), al quale, in base al provvedimento, “faceva percepire somme imprecisate di denaro ricevute dall’imprenditore per sostenere la sua campagna elettorale. In cambio avrebbe chiesto e ottenuto l’annullamento delle sanzioni irrogate dal comune alla Senesi nell’esecuzione dell’appalto”.

Fatta luce sugli accordi criminali per la gestione degli appalti relativi all’affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti, considerato florido settore di investimento criminale per tutti i clan mafiosi, i quali, per non perdere i sicuri e notevoli vantaggi derivanti dall’aggiudicazione del servizio a imprese “amiche” (in termini di entrate finanziarie e di esercizio del potere mafioso e controllo del territorio), hanno stretto una sorta di pax mafiosa. In tale contesto si inserisce l’appalto per l’aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti nel Comune di Acicatena, in particolare la trattativa intavolata tra Salvatore Massimiliano Salvo, per il clan Cappello, e Lucio Pappalardo, per i Laudani, con il contributo del Pietro Garozzo, per la cura degli aspetti amministrativi: il tutto allo scopo di risolvere il conflitto sull’aggiudicazione del servizio: i clan erano chiamati a dirimere la controversia di natura economica tra l’imprenditore Guglielmino e il sindaco del tempo Ascenzio Maesano (gia’ sottoposto a fermo di indiziato di delitto a ottobre 2016, condannato a luglio per corruzione, “in stretti rapporti proprio con Pappalardo), il quale in seguito avrebbe raggiunto un accordo di analoga natura per favorire Rodolfo Briganti, rappresentante legale della Senesi spa, societa’ subentrata proprio alla E.F. Servizi Ecologici Srl di Guglielmino. L’altro strumento utilizzato era oleare gli ingranaggi della macchina amministrativo-burocratica: vale a dire la corruzione di funzionari amministrativi comunali, che agevolassero l’aggiudicazione dell’appalto.

Per quanto riguarda Alfio Cutuli sarebbe emerso come si prestasse a fare da mediatore tra Rodolfo Briganti, rappresentante legale della Senesi Spa con il quale sussisteva uno stretto legame, e il sindaco pro tempore di Aci Catena, Ascenzio Maesano, “al quale faceva pervenire somme imprecisate di denaro ricevute proprio da Briganti, per sostenere la sua futura campagna elettorale, in cambio di un intervento cheMaesano avrebbe dovuto dispiegare in suo favore, mediante l’abuso dei poteri connessi alla funzione esercitata”, per ottenere l’annullamento delle sanzioni inflitte dal comune alla Senesi nell’esecuzione dell’appalto.

Colpite le ricchezze accumulate dagli imprenditori collusi. Il decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza ai fini della confisca ha interessato societa’, immobili, terreni, automezzi e disponibilita’ finanziarie per un valore complessivo stimato di circa 30 milioni di euro. Disposto il sequestro della E.F. Servizi ecologici Srl e della Senesi Spa.

Nella rete dell’operazione “Gorgoni” sono finiti: Gabriele Antonio Maria Astuto, catanese di 55 anni, responsabile dell’ufficio Tecnico del Comune di Trecastagni, per turbata liberta’ di scelta del contraente aggravata, corruzione; Domenico Sgarlato, 61enne di Catania, all’epoca dei fatti dirigente dell’Ufficio Tecnico Lavori pubblici – Servizi ambientali e manutentivi del Comune di Trecastagni, per turbata liberta’ di scelta del contraente aggravata, corruzione; Rodolfo Briganti, di Venaria Reale (Torino), 58 anni, attuale rappresentante legale della Senesi Spa, per corruzione; Salvatore Carambia, detto “Turi ‘u Turcu”, pregiudicato catanese di 51 anni, per associazione di tipo mafioso; il giornalista Alfio Cutuli, 54enne di Aci Catena, cronista presso l’emittente televisiva Rei Canale 103, con l’imputazione di corruzione; Pietro Garozzo, catanese di 48 anni, per associazione di tipo mafioso; Giuseppe Grasso, 41enne di Catania, per associazione di tipo mafioso; Vincenzo Guglielmino, 63 anni, amministratore della E.F. Servizi Ecologici Srl, per associazione di tipo mafioso, turbata liberta’ di scelta del contraente aggravata, corruzione; Alessandro Mauceri, 41 anni, di Catania, per turbata liberta’ di scelta del contraente aggravata, corruzione; Vincenzo Papaserio, 44 anni, di Catania, per associazione di tipo mafioso; Lucio Pappalardo, 40enne di Aci Catena, per associazione di tipo mafioso; Angelo Piana, 46 anni, di Catania, per turbata liberta’ di scelta del contraente aggravata, corruzione; Fabio e Luca Santoro, 26enni di Catania, per associazione di tipo mafioso; Raffaele Scalia, detto “Ele”, 59 anni, di Catania, per associazione di tipo mafioso; Davide Agatino Scuderi, 43 anni, di Catania, per associazione di tipo mafioso. Gli arrestati sono stati condotti nelle carceri di Catania Bicocca e Piazza Lanza.

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About Tommaso Morlando

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