Francesco Emilio Borrelli - Speciale elezioni 2018 - Photo credit Gabriele Arenare
Francesco Emilio Borrelli - Speciale elezioni 2018 - Photo credit Gabriele Arenare

Esposto in Procura per inquinamento dei Regi Lagni. Verdi: “L’Arpac intervenga per tutelare la salute pubblica”

“L’Arpac deve intervenire al più presto per valutare i livelli di inquinamento della foce Regi Lagni”. È l’auspicio del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e della segretaria provinciale del Sole che Ride di Caserta, Rita Martone, in merito all’esposto presentato presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere dall’ingegnere Angelo Morlando. “Da quanto si evince dall’esposto – dichiara Borrelli – la situazione della foce dei Regi Lagni è sempre più preoccupante. Dai campionamenti effettuati dall’ingegnere Morlando risultano dei residui di liquami nelle acque molto superiori al consentito. Questo significa che quelle stesse acque, destinate a sfociare in mare dopo pochi metri, avvelenano l’intero litorale. Tenendo conto che i campioni sono stati raccolti durante l’ultima stagione balneare, si evincono senza difficoltà i rischi per la salute pubblica”

“Dinanzi ad una situazione del genere – prosegue Borrelli – è necessario un intervento dell’Arpac. Bisogna valutare al più presto le reali concentrazioni di liquami nelle acque dei Regi Lagni per adottare i provvedimenti più opportuni. Il litorale Domizio, l’area di Lago Patria, Varcaturo e Licola sono zone che dovrebbero vivere di turismo balneare. Invece, da troppi anni, inquinamento e degrado limitano il loro sviluppo. Al di là dei rischi per la salute, è necessario intervenire per restituire purezza alle acque in modo da evitare contraccolpi per un’economia turistica che attende ancora di espandersi”.

“La mancata depurazione dei Regi Lagni – aggiunge Rita Martone -, oltre a provocare danni alla salute dei cittadini, penalizza in maniera totalizzante il comparto turistico e commerciale del litorale Domizio, senza annoverare che una delle più grandi opere realizzate in Campania nel ‘600 oggi è una vera e propria discarica a cielo aperto. Se le intenzioni sono, così come si afferma, quelle di voler rilanciare la zona, è necessario un intervento immediato, con azioni frutto di una pianificazione che parta già da domani”.

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