Premessa 
Quando si è sindaco di un territorio, in modo particolare di una città difficile e complessa come Castel Volturno, ci si candida per RAPPRESENTARE TUTTI i cittadini. Nessuno obbliga alla candidatura. Si sceglie autonomamente di mettere la propria faccia sui manifesti murali chiedendo voti a TUTTI, senza distinzioni  (poi il metodo usato dipende dalla persona). Non ho visto mai nessun candidato dire: chi ama la musica neomelodica non è un mio elettore, chi e tifoso del Napoli non è un mio elettore, chi non è comunista non è un mio elettore e così via…
Dimitri ha voluto fare le crociate… e CONTRO, andando spesso nel personale, incattivendo il rapporto umano e sociale dei sui stessi cittadini ed anche elettori. Non scendo in questa sede nei particolari di grande contraddizione che nei fatti ha ampiamente dimostrato (basterebbe allegare il video di Capozzi, cantante neomelodico che candidò nella sua lista e fatto esibire a Castel Volturno) ma in politica occorre guardare al risultato…e qual’è stato?
 

Sconfitto!

I cittadini l’hanno bocciato, il PD rappresentato da questa amministrazione non è entrato nemmeno in gioco, e non per il lavoro fatto, non per la qualità della giunta, non per la correttezza rappresentativa tenuta dai consiglieri comunali…NO! Unicamente per la mancanza di consapevolezza del ruolo avuta da Dimitri Russo,non sono stati votati, preferendo la destra.

Tutti camorristi? Tutti grigi?

No! Unicamente la ricerca spasmodica del protagonismo mediatico e di Facebook a cui non ha saputo rinunciare. Una “malattia” ma talmente convulsiva da non riuscire a correggersi, che l’ha reso insopportabile anche a coloro che gli erano amici (il sottoscritto).

Perché ne parlo? Non certo per la querela che mi ha fatto pervenire, di cui risponderò nei modi e nei luoghi dovuti con estrema serenità. Io ho fatto unicamente il mio dovere di giornalista e di persona impegnata per e in difesa dell’ambiente in una questione da lui ampiamente e pubblicamente riconosciuta in più occasioni.
Ancora… questa nota è principalmente per far comprendere agli amici e lettori che non può essere la querela strumentale di un Dimitri a preoccuparmi o peggio intimidirmi.

Infine…

Non essendo un tribunale, non condanniamo nessuno, noi esprimiamo le nostre opinioni, ascoltiamo i nostri lettori, e diamo unicamente dei pareri: i moderati di Oliva e la sinistra di Scialla (candidati entrambi a sindaci nelle ultime elezioni) hanno il dovere di ripartire dalle cose positive che hanno fatto, ma devono camminare per strade diverse, distinguersi su modi e azioni, altrimenti i cittadini non comprenderebbero perché si sono divisi alle elezioni, occorre far valere quelle differenze che l’elettorato ha dimostrato di volere e nei fatti premiando Oliva.
Inoltre occorre valutare l’evoluzione che avrà anche a carattere locale il M5S rispetto alla nuova alleanza di governo con il PD, visto che già si parla di future alleanze alle prossime regionali, ma è tutto un work in progress.

La politica di questo territorio, ha necessità di ritrovare confronti e  sinergie costruttive; di scontri personali, cattiverie o altro, abbiamo già dato.

Credo che il territorio abbia assoluta necessità di ricompattarsi, dalla nuova amministrazione che incontreremo quanto prima, e non arrivano buone notizia, già si parla di rimpasto di giunta e le difficoltà emerse nella composizione della stessa sono oggettive.

Sicuramente nella passata amministrazione, si è potuto contare su un consiglio comunale di assoluta affidabilità e compattezza che gli ha consentito di amministrare per tutti i 5 anni e fare scelte anche di forte rottura (cambiare degli assessori della prima ora o mandando a casa gli assessori che facevano riferimento al gruppo di Nicola Oliva).

Questa nuova amministrazione rappresenta più anime. più partiti e più interessi (politici e personali) il sindaco Petrella superata la criticità della stagione estiva, adesso dovrà dimostrare autorevolezza e programmazione per il futuro, occorre responsabilità e consapevolezza del ruolo, da parte di tutti gli attori chiamati ad operare… anche “amore” nel saper fare un passo indietro, perchè spazio e tempo ne è rimasto davvero poco. 
Castel Volturno NON può morire!

Tommaso Morlando
Direttore Magazine Informare

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