Castel Volturno, morti 10 esemplari di Caretta caretta per pesca illegale

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La tartaruga marina Caretta caretta è una specie protetta di interesse prioritario per la comunità europea. In pochi giorni sono state ritrovate almeno una decina di tartarughe spiaggiate sulla costa di Castel Volturno, alcune con uova da deporre, come riscontrato dagli esami necroscopici eseguiti dall’istituto zooprofilattico di Napoli, e come confermato dalla Capitaneria di porto locale.

Gli animali, dopo essere rimasti imbrigliati nelle reti, posate troppo spesso in modo illegale, sono morti annegati (rimasti troppo a lungo senza riemergere per respirare) oppure per embolia, perché tirati in superficie dai pescatori troppo in fretta. Una delle dieci tartarughe morte portava in bocca ancora i resti della rete che aveva probabilmente provato a spezzare per liberarsi prima di morire. Una tartaruga, invece, è stata trovata sventrata.

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Nicola Campomorto, esperto che dal 2013 si occupa di tartarughe marine, ha risposto ad alcune nostre domande su quanto accaduto.

Come mai l’avvicinamento delle tartarughe marine alla costa di Castel Volturno?

«Le femmine di Caretta caretta dopo la fase di accoppiamento si spostano nelle zone di nidificazione e restano quindi sotto costa per le deposizioni. Anche nel periodo di internesting, ossia nell’intervallo che va da una deposizione all’altra, solitamente dai 12 ai 16 giorni, la tartaruga resta nella zona neritica».

Come mai tanti ritrovamenti di tartarughe spiaggiate?

«È evidente la correlazione tra l’attività di pesca costiera, in particolare la pesca a strascico, e la moria di tartarughe marine. Periodi e luoghi di maggiore intensità di esemplari morti corrispondono agli stessi tempi in cui la pesca è maggiore. In un grafico elaborato dai biologi della SZN A. Dohrn, a cui ho partecipato contribuendo alla raccolta dati dal 2010 al 2020 sugli spiaggiamenti, è evidente che la linea dei recuperi di esemplari vivi è grossomodo lineare nei vari mesi, quella delle morte ha un picco nei mesi di maggio e giugno con strascichi che si protraggono fino ad agosto. Periodi in cui, appunto, la pesca è più frequente. Oltre l’80% degli esemplari spiaggiati in Campania dal 2007 al 2021 erano morte al momento della segnalazione. Bisogna invertire questa rotta, sensibilizzando gestori dei lidi e bagnanti e, soprattutto, i pescatori. È importante sapere cosa fare nel caso in cui venga pescata accidentalmente una tartaruga. Non bisogna rigettarla in mare ma contattare la capitaneria di porto o la stazione zoologica A. Dohrn al 3346424670 che provvederà al recupero anche attraverso la rete di volontari disponibili sul territorio. Abbiamo previsto dei gadget da regalare a chi salva una tartaruga».

Cosa si può fare per evitare tutto questo?

«Sicuramente ci sono una serie di comportamenti che si potrebbero adottare per tutelare maggiormente questa specie, non usare plastica monouso ad esempio. Ridurre o eliminare il consumo di pesce, smaltire in modo corretto i rifiuti che, una volta abbandonati in strada o nelle campagne, con buona probabilità finiscono in mare. Evitare di usare le spiagge come ceneriere. Contribuire alle attività di monitoraggio effettuate nei mesi primaverili ed estivi, divenendo così parte attiva nella salvaguardia della Caretta caretta e del mare».

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