Castel Volturno, l’ex Ass. Bonanno sbugiarda il sindaco Petrella

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Raffaele Bonanno, ex assessore a Castel Volturno e da poco rimpiazzato dall’Avv. Raffaele Arena, è un veterano degli uffici comunali, con ben 42 anni di esperienza alle spalle.

Una personalità competente per Castel Volturno, scelto dal sindaco Luigi Petrella, che dopo un anno di lunghe trattative con la sua maggioranza, lo scorso luglio, gli affidò le deleghe a Pianificazione Urbanistica e Governo del Territorio, Politiche Energetiche, Attuazione Protocollo d’Intesa del Commissario Straordinario di Governo, Accordo di Programma, Patrimonio e Lavori Pubblici. Insomma: un superAssessorato che aveva davanti a sé delle sfide ambiziose per la rinascita del territorio.

Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando nel consiglio comunale del 26 gennaio scorso, il sindaco Petrella annuncia le dimissioni di Bonanno, per cause familiari che lo terranno troppo occupato rispetto all’importante incarico che ricopre.

Ebbene, abbiamo intervistato l’ex assessore Bonanno che ci ha confessato i fatti, assolutamente gravi, avvenuti e la balla del sindaco nell’ultimo consiglio comunale.

Architetto  Bonanno, lei ha davvero mollato per urgenze familiari?

«Non ho avuto né problemi familiari né personali, quella è semplicemente stata una scusa banale utilizzata dal sindaco Petrella. Mi ha nominato assessore a marzo, senza delega, quella all’urbanistica e ai lavori pubblici l’ho ricevuta soltanto a luglio, non ho avuto nemmeno il tempo di fare le dovute verifiche. Vedevo disorganizzazione negli uffici a causa di mancanza del personale, così insistevo per la nomina di figure esterne che potessero dare una mano almeno all’ufficio urbanistico e ai lavori pubblici. Posso affermare che notavo nomine di tecnici, direzione lavori (ecc.) un po’ preoccupanti, nonostante si attingesse dalla short list, in quanto i lavori in esercizio sul territorio, non sempre venivano diretti con solerzia  e assiduità  dai professionisti con problematiche, della qualità del prodotto garantito.

Il sindaco, quindi, non l’aveva avvisato della dichiarazione che ha fatto in consiglio comunale, dove parlava dei suoi problemi familiari?

«Non ne sapevo nulla. È stata una vera scorrettezza da parte sua, sia umana che politica».

Anche perché siete compagni di partito…

«Non penso che siamo compagni di partito perché lui non ha nessuna tessera per quanto io sappia».

C’è stato un altro episodio grave che l’ha riguardato dietro questa vicenda?

«Certo ,un po’ increscioso  comunque ,sono stato avvicinato da una seconda persona, che mi ha detto chiaramente e con insistenza: “ti devi dimettere”. Io lì per lì gli rispondo che queste sono scelte che dovevo discutere con il partito, perché io sono stato scelto da Fratelli d’Italia, dal canto suo questo signore mi informa che è stato proprio lui a scegliermi come assessore. Ovviamente ero stupito e gli ho ribadito che, per quanto ne so, io sono stato scelto dal partito».

Era all’interno del consiglio comunale?

«Questa seconda persona è esterna al consiglio comunale, si, ma all’interno del consiglio  chiaramente è sub interessato (Chi sarà? Indovina indovinello N.d.R.)».

Cos’ha fatto davanti a questa pressione?

«A quel punto ho detto: io non mi dimetto, voglio capire le motivazioni  che addurrà il sindaco. Ebbene, queste motivazioni non ci sono mai state. Forse non aveva la determinazione necessaria per affrontarmi ed ascoltarmi. Comunque  le mie dimissioni  dovevano essere indicate dal partito  o dal sindaco con  motivazioni oggettive  e giustificative e non  certo da una  personalità esterna all’Amministrazione e al consiglio comunale».

È la prima volta che le capita una cosa del genere?

«Non ho mai assistito ad una situazione cosi incresciosa e di tal genere. Mai. In quarant’anni nessuno mi ha mai imposto: “dimettiti”» senza alcuna motivazione, oggettiva o soggettiva.

Quando era in Giunta cosa ha proposto al sindaco Petrella?

«Quello che volevo fare, e che il sindaco Petrella non ha mai voluto, era l’accorpamento degli uffici comunali in una sola struttura, in modo tale che ci fossero più organizzazione e controllo. Ci sono casi all’interno del comune dove impiegati hanno a disposizione ben  due o tre stanze. Io non mi spiegavo come fosse possibile non pensare ad un accorpamento e rendere fruibili e operativi   e soprattutto funzionali altri spazi .

Purtroppo  la macchina amministrativa comunale  è  approssimativa  e portata avanti alla giornata, non c’è relativamente un organizzazione e una pianificazione  che possa dare ai cittadini  un servizio eterogeneo».

I fatti che lei afferma sono estremamente gravi, ha informato i rappresentanti regionali di Fratelli d’Italia?

«Certo, ne ho parlato sia con Gimmi Cangiano che con Marco Cerreto, ma purtroppo Castel Volturno è un caso a parte  è muro di gomma. Entrambi sono molto sfiduciati».

Aspetta un intervento dal coordinamento regionale di FdI?

«Assolutamente sì. Il segretario provinciale di FdI (Marco Cerreto N.d.R.) dovrà sicuramente confrontarsi col sindaco per capire se lui è davvero del partito oppure no. Con la nomina ad assessore di un esponente del PD, direi che ha dato il via all’ennesima performance imbarazzante che ci fa capire che Petrella non è di FdI».

Qual è il suo responso sul sindaco Petrella?

«Io lo vedo … quasi disinteressato a tutto, sembra che l’unica cosa importante per lui sia la poltrona. Gli proponi delle cose che inizialmente accetta, per poi lasciarle nel nulla. È il potere della scrivania…».

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