In questi giorni, un comunicato stampa ha annunciato che alle, prossime elezioni, l’attuale sindaco Dimitri Russo non si ricandiderà. Quod erat in votis,verrebbe da dire. Eppure, la sua scelta merita rispetto perché ha compreso che, talvolta nella vita, occorre fare un passo indietro oggi, per poi magari, farne tre in avanti domani. Una decisione che era nell’aria da tempo e che, per quanto possa dispiacere, era inevitabile.

Nella lunga dichiarazione, pubblicata sulla propria pagina Facebook, Dimitri Russo afferma: “Lasciare la politica e ritornare a lavorare è una sconfitta.” Un’idea rispettabile, in quanto legata a convinzioni personale, ma che fa riflettere su un concetto ben più importante: il fare politica non dovrebbe essere considerato come un lavoro. Ad ogni modo, l’augurio al sindaco Russo è quello di raggiungere il successo nella futura professione che andrà ad intraprendere, affinché, anche attraverso quest’ultima, possa comprendere dove ha fallito in precedenza.

Sorge spontaneo però, chiedersi cosa abbia spinto, e continui a spingere, tanti candidati a proporsi nel ruolo di sindaco. Gente senza storia, che appaiono come sconosciuti alla cittadinanza di Castel Volturno, scatole vuote e senza contenuti né politici né programmatici. “Chi siete? Cosa volete ? Un fiorino“, direbbe il noto casellante del film Non ci resta che piangere“.

Noi di Informare, da sempre al servizio della società civile e liberi da qualsiasi competizione politica, attendiamo la prossima amministrazione comunale, augurandoci che non sia, anch’essa, utilizzata come strumento per il proprio tornaconto personale.

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