Castel Volturno. L’arch. Pirozzi risponde a Informare sui rifiuti

Antonio Casaccio 25/03/2024
Updated 2024/03/25 at 5:34 PM
20 Minuti per la lettura

Nelle scorse settimane abbiamo inviato all’indirizzo del dirigente dell ufficio Ambiente, l’arch. Francesco Pirozzi, una richiesta per ottenere i documenti con l’offerta migliorativa inerente la gara d’appalto per il servizio rifiuti. Inoltre, da tempo, chiedevamo di poter intervistare il responsabile dell’ufficio architetto Pirozzi, per alcune inchieste che abbiamo condotto, ma tale richieste non hanno mai avuto risposta.

Non ricevendo mai alcun segnale, siamo rimasti sorpresi quando il 23 febbraio scorso ci ha fatto visita il dirigente Pirozzi presso la redazione. Siamo stati ben felici del confronto informale avuto con il nostro Tommaso Morlando, ma finalmente si è deciso di far seguire un’intervista in comune, per spiegare le tante vicende rimaste dopo anni senza risposta.

L’arch. Pirozzi ha accettato di buon grado, rispondendo a tutte le domande. Gli argomenti sono diversi e complessi, così li abbiamo suddivisi in paragrafi per agevolare il lettore. A margine delle risposte ci saranno dei commenti circa i fatti controversi che restano nonostante le dichiarazioni del dirigente.

La mancata fatturazione

“Il comune non fattura da 10 anni ai consorzi per il conferimento delle frazioni nobili dei rifiuti”. Durante un consiglio comunale lei ha fatto questa dichiarazione davvero scioccante. Perché il comune non fattura ai rispettivi consorzi?

«Il fatto che il comune non fatturi da 10 anni non significa che non percepisce soldi (fattura a soggetti diversi ma fattura .ndr). In genere il conferimento delle frazioni nobili dei rifiuti ai rispettivi consorzi di filiera fanno sì che il comune riceva degli agi. I valori di tali benefici vengono disciplinati dalle convenzioni strette con i consorzi e sono uguali in tutta Italia. La legge dà all’ente la possibilità di conferire direttamente e ottenere i ristori, oppure di delegare il tutto alla ditta che svolge il servizio rifiuti e che si occuperà poi di corrispondere al comune l’importo ottenuto dal conferimento. Nel nuovo piano industriale abbiamo scritto che la ditta vincitrice della gara si occuperà del conferimento delle frazioni nobili e che, indipendentemente dal lavoro svolto, riconoscono all’ente un quantum individuato sulla scorta delle proiezioni sulle quantità della raccolta rifiuti».

E per l’azienda che ha gestito il servizio fino a poco fa (Isvec srl), come si è agito per i mancati introiti?

«Per la Isvec abbiamo dato la delega con una differenza: a fine mandato ho inviato una nota chiedendo il rendiconto di quanto l’azienda ha guadagnato dal conferimento ai consorzi. L’ente deve pagare le ultime due fatture all’azienda e quest’ultima ha chiesto una compensazione per “vantati servizi aggiuntivi”, ma prima di dargli torto o ragione ho preteso tutta la documentazione. Il pagamento delle due fatture, quindi, al momento è fermo in attesa che l’azienda ci dia queste risposte. Non abbiamo fatturato a Conai e Coreve, ma fattureremo ad Isvec, quindi non sono soldi persi».

Come si è agito nel passato?

«Con Teknoservice abbiamo agito per compensazione. In pratica o corrispondi all’ente i soldi fatturati ai vari consorzi oppure mi dai dei servizi».

Il commento (di A. Casaccio). Nelle risposte il tecnico è molto generico: a detta sua il comune non fattura da 10 anni, ma percepisce lo stesso dei soldi anche se non si sa come.

Possiamo prendere come riferimento l’ultima azienda che ha gestito il servizio rifiuti, ovvero la Isvec. Per quest’ultima l’arch. Pirozzi afferma che l’ente chiederà solo ora i mancati introiti dovuti all’eventuale mancato conferimento delle frazioni nobili dei rifiuti (vetro, cartone etc.). Quindi dopo anni che l’azienda gestisce il servizio, l’ente si è attivato solo alla fine del mandato per esigere quanto dovuto (e a seguito della nostra inchiesta). Oltre il conferimento ai consorzi, ricordiamo che per contratto l’azienda, dopo 5 mesi dalla firma, è tenuta ad arrivare al 65% di raccola differenziata con penali economiche importanti per il mancato raggiungimento. Sulle penali nel corso degli anni non c’è nessun riscontro, anche queste dovrebbero essere quantificate quando il comune farà la compensazione con le ultime due fatture di Isvec.

Occorre aggiungere che la Isvec non ha mai redatto un report mensile sul servizio svolto, sulla pagina dell’ente i cittadini non sanno le quantità di rifiuti raccolti dall’azienda, così come non sono documentati eventuali interventi straordinari. La cosa incredibile è che il comune non ha mai preteso la pubblicazione dei report, come invece ben faceva la Teknoservice quando era responsabile del servizio, tutto molto chiaro dalla sezione “ambiente” del comune.

Ora la Isvec ha richiesto una compensazione per “vantati servizi aggiunitivi“, di cui però non vi è stata alcuna pubblicità o attestazione consultabile per cittadini o stampa. Non solo non si ha notizia dei lavori in più svolti dall’azienda, ma per lunghi periodi sono mancati anche i dati sulla percentuale di raccolta differenziata, come abbiamo testimoniato in diverse inchieste. Dopo tutte queste omissioni solo ora il comune chiede il conto.

Il caso “Piano industriale”

Piano industriale. Il comune ha prima dato l’incarico ad un tecnico, l’ing. Francesco Girardi, corrispondendogli anche una somma di denaro. Perché all’improvviso si è deciso di cestinare il piano presentato da Girardi? Anche perché l’ingegnere in questione, nel settore è un eccellenza, ed è il responsabile in uno dei comuni più virtuosi d’Italia sulla differenziata (Tivoli .ndr)…

«Nessuno vuole sminuire i risultati che l’ing. Girardi sta raccogliendo in altre sedi. Quando sono arrivato ho avuto l’incarico di Rup per la redazione del piano e ho fatto una manifestazione d’interesse legittima. Il piano di Girardi riguardava il mandato a cavallo tra il mio incarico e quello precedente. Io non mi sono sentito di condividerlo anche perché era un progetto avviato con assunti che non mi soddisfacevano: per me bisognava partire daccapo. Il tecnico che ha redatto il Piano al posto di Girardi, l’ing. Mario Oscurato, non è uno sprovveduto, è un dipendente pubblico e ha incarichi fiduciari anche prefettizi».

E infatti gli avete dato 18mila euro per l’incarico, ma nel frattempo avevate già pagato Girardi…

«L’importo non è stato pagato per il piano industriale, l’ing. Girardi non ha ricevuto l’incarico esclusivo per la sua redazione. In realtà si trattava di un incarico di supporto dell’ufficio volto anche a sistemare delle situazioni che si sono create con il passaggio dalla Senesi alla Teknoservice. Ciò che è stato corrisposto all’ing. Girardi non era focalizzato solo alla redazione del piano».

Cos’è che non le convinceva del piano dell’ing. Girardi rispetto a quello che avete poi presentato?

«Il tema di Destra Volturno. Su questo avevamo punti di vista differenti dal piano di Girardi».

Questione buste. Nel Piano industriale è previsto un mini-appalto di 2.3 milioni di euro per l’acquisto di buste per il conferimento dei rifiuti da distribuire ai cittadini. Sono stati fatti dei preventivi di raffronto? Non è una cifra spropositata?

«Vengo tutti i giorni vessato da signori che millantano di pagare la tassa dei rifiuti e dicono che noi siamo un comune di poveracci perché non distribuiamo le buste. Non sono stati fatti preventivi, ma quel costo delle buste non viene fuori per caso. In 5 anni sono 500mila euro l’anno, poi sono diverse a seconda della tipologia di rifiuto e sono pensate per 29mila abitanti. Non mi sembra una cifra alta, il costo per ogni sacchetto è di due centesimi».

L’importo sarà gestito direttamente dall’azienda che si occuperà del servizio?

«L’azienda avrà questa capacità di spesa, poi dovrà rendicontarla all’ente».

Il piano risulta manchevole in più punti. Ad esempio, perché non c’è un dettaglio sulle modalità di spazzamento?

«Abbiamo un territorio di 72kmq. Ci siamo focalizzati prima sulle esigenze reali, poi in un secondo momento riusciremo di certo ad organizzarci».

L’ex assessore Marrandino, durante quel famoso consiglio comunale, ha detto che vi erano i carabinieri davanti la sua scrivania mentre redigeva la gara d’appalto sui rifiuti. Quanto affermato dal vecchio assessore è vero?

«La gara d’appalto precedente, quella ponte, era stata attenzionata dalle forze dell’ordine. C’era una grande attenzione e di conseguenza si creava tensione in ufficio. Assolutamente non erano presenti durante la redazione del piano. Parliamo di una gara da 25 milioni di euro, in qualsiasi altro comune si sarebbe andati sulle prime pagine dei giornali, invece abbiamo gestito bene il tutto».

Un’altra scelta fatta dal comune è quella di scorporare il servizio di decoro urbano e cura del verde pubblico dall’appalto per i rifiuti. Quando è prevista la pubblicazione del bando?

«Tra marzo e aprile pubblicheremo il bando per l’affidamento del servizio di decoro urbano».

Il commento (di A. Casaccio). Sul Piano industriale notiamo un’incongruenza lampante tra le parole dell’arch. Pirozzi e i progetti presentati rispettivamente dall’ing. Girardi e dall’ing. Oscurato. Il dirigente dice che ha preferito un nuovo piano perché non era soddisfatto di come il “piano Girardi” trattava la delicata questione dell’area di Destra Volturno.

Ebbene, dopo queste parole e dopo aver sborsato 18 mila euro per un nuovo piano, i cittadini castellani penseranno di trovare nel nuovo documento una trattazione specifica su Destra Volturno. In realtà, nel piano di Pirozzi, l’area di Destra Volturno non è nominata neanche una volta. Nessuna azione specifica né solo una citazione in riferimento a quella zona.

Altra questione riguarda il mini-appalto dei sacchetti. Dato che il costo continua a sembrarci elevato, abbiamo provato a capire quanto spendessero gli altri comuni. Prendiamo un riferimento: Castellammare di Stabia, un comune di oltre 64mila abitanti che ha pubblicato una gara per la fornitura dei sacchetti e la manutenzione degli erogatori per un costo di €135.240,00 euro all’anno. A rigor di logica, considerando che Castel Volturno ha meno della metà degli abitanti di Castellammare (29 mila), il costo dovrebbe essere minore.

E invece a Castel Volturno il costo totale annuo per i sacchetti è di €438.897,00 euro. Più del triplo dei soldi spesi da Castellammare nonostante la sostanziale differenza di popolazione (29mila abitanti Castel Volturno contro i 64mila di Castellammare di Stabia).

Il meglio deve ancora venire. Sapete chi è il dirigente dell’area tecnica di Castellammare di Stabia che ha ricevuto l’aggiudicazione della gara sui sacchetti? Proprio l’ing. Mario Oscurato. Ma com’è possibile che in un comune ci sia un costo dei sacchetti tanto superiore nonostante la popolazione sia minore e il tecnico è lo stesso? Nel piano industriale non si fa menzione di sacchetti dotati di qr code o di erogatori di ultima generazione, caratteristiche che avrebbero potuto giustificare un costo così alto.

Sarà che essendo comune di villeggiatura estiva i sacchetti a Castel Volturno saranno griffati Louis Vouitton o Nike, anche perché altrimenti sarà difficile spiegare un costo esorbitante.

Ancora, non per ultimo, il dirigente parla di una futura organizzazione dello spazzamento stradale, rinviando in un secondo momento. Peccato che proprio il Piano idnustriale dovrebbe già contenere i dettagli sulle modalità, i tempi e le aree istituzionali da inserire in un programma generale con allegato anche uno stradario. Tutto questo non c’è.

Le attrezzature abbandonate

Le attrezzature per il servizio rifiuti elargite dalla regione sono ancora abbandonate al campo sportivo. Ci saranno conseguenze per questa gestione inefficiente?

«Abbiamo ricevuto dalla regione Campania un botto di attrezzature: secchi, secchielli, mini isole ecologiche. Abbiamo relazionato abbondantemente alla regione, se questa vede una gestione malaccorta provvederà come di dovere».

Sono previste delle penali a causa dello stato odierno in cui versano le attrezzature?

«Non ci sono penali e non è stata una gestione così disastrosa».

Dai fatti non sembrerebbe proprio così. Perché dice che non è stata una gestione fallimentare se le mini isole sono ancora abbandonate al campo sportivo?

«Le attrezzature più piccole sono state consegnate così come i carrellati. Io non so chi abbia partorito prima di noi questo progetto, ma le mini isole ecologiche erano state prese per darle a piccole-medie comunità, quindi all’interno di strutture scolastiche o nei parchi. Addirittura si è ipotizzato di piazzarne qualcuna a Destra Volturno. Un’idea del genere avrebbe significato consegnarle allo sfasciacarrozze di turno nel giro di 24h: è improponibile. Le attrezzature ci sono arrivate in pieno covid e non abbiamo avuto il tempo di formare le risorse umane a disposizione».

Insieme alle attrezzature la regione ha inviato personale da utilizzare come supporto al servizio di raccolta differenziata. Di quante risorse umane parliamo oggi?

«Non sono mai stati 70, ma sui 54. Oggi ne sono 5».

Che fine hanno fatto?

«Sono andati in quiescenza lavorativa (pensione .ndr) oppure ricollocati dalla regione. Ho scritto alla regione chiedendo di riprendersi queste persone e di darci degli autisti, di cui realmente ci occorre. Le persone che avevamo e abbiamo a disposizione dalla regione non sono formati per far fronte alla raccolta rifiuti, al massimo potevano fare la raccolta di carta e cartone».

Ci può indicare temporalmente com’è avvenuta la diminuzione?

«In pieno covid avevamo tutti i 54 dipendenti, poi nell’ultimo anno e mezzo se li sono ripresi quasi tutti».

Ripresi perché non utilizzati…

«No, impossibile».

E perché no?

«Io ho chiesto di riprenderseli. È stata una scelta dell’ente dire alla regione di riprendersi questi lavoratori e di darci in cambio degli autisti».

Oggi il personale che resta cosa farà?

«I 5 lavoratori rimasti sono in carico all’azienda che si occuperà del servizio rifiuti».

È prevista una penale per il mancato utilizzo delle attrezzature?

«No, non è prevista alcuna penale».

Cosa si farà con le attrezzature rimaste?

«I porter verranno utilizzati per il servizio stagionale mentre per le grandi isole ci tocca solo individuare dove posizionarle».

Quindi ora le impiegate?

«Eh ma adesso cambia il discorso, abbiamo anche individuato più o meno dove posizionarle».

Il commento (di A. Casaccio). Sulle attrezzature il dirigente esplicita la necessità di avere degli autisti invece del personale inviato dalla regione. Dal documento di rendicontazione notiamo che la regione ha disposto 4 autisti da aggiungere al servizio rifiuti del comune, quindi almeno 4 autisti dovrebbero essere in servizio.

Il punto è che rimandare indietro personale per la raccolta differenziata è una scelta importante, soprattutto per un comune che ha una spesa enorme in termini di servizio rifiuti e viaggia su percentuali di raccolta inferiori al 30%.

Un dato di fatto che viene ancor più alimentato dalle tante mini isole ecologiche elettroniche lasciate ancora alle intemperie nel campo sportivo dal 2018. Prima, come afferma il dirigente, non si sapeva come utilizzarne mentre ora diventano magicamente utili e date all’azienda che si occuperà del servizio.

L’appalto rifiuti

Come valuta l’offerta migliorativa presentata dalla Rti che hanno vinto la gara d’appalto da 25 milioni di euro per il servizio rifiuti?

«All’ente sarebbe bastata la metà dei servizi inseriti nell’offerta migliorativa. Per vincere la gara evidentemente dovevano spingere su un’offerta tecnica più forte. È un progetto ambizioso che ha toccato parecchi punti sensibili e criticati: le guardie ambientali, l’informazione, la mappatura delle zone in cui ci sono sversamenti illeciti. Va davvero troppo bene».

Se non viene attuato quanto scritto nell’offerta?

«Ci sono le penali».

Quando entrerà pienamente in servizio l’azienda?

«A Marzo occorre chiudere e firmare il contratto, così le aziende potranno partire».

(Il commento di A. Casaccio) Il dirigente è stato ben felice di analizzare le tante offerte migliorative presentate dallla WM Magenta D.M. e dalla Technology S.r.l., peccato che proprio le aziende aggiudicatarie hanno così sottolineato le carenze del Piano industriale.

Se si legge la relazione tecnica presentata dalle aziende notiamo tantissime voci “Non previsto dalla base di gara“. Le imprese hanno voluto aggiungere servizi che avrebbero già dovuto essere nel capitolato di una gara d’appalto da 25 milioni di euro, alcune di queste di straordinaria importanza come “l’implementazione di un servizio di messa in sicurezza dei rifiuti abbandonati contenenti amianto” o l’aggiunta di un automezzo nel periodo estivo.

Il comune di Castel Volturno è quotidianamente vessato da sversamenti illeciti con rifiuti pericolosi di ogni genere, sarebbe stato opportuno inserire specifiche del genere già nel Piano industriale.

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