Castel Volturno: la TRASPARENZA non è un optional, ma un DIRITTO

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Pasquale Marrandino
Un comune che spende oltre 5 milioni di euro per la raccolta rifiuti, non può peccare di poca trasparenza. È il caso di Castel Volturno, un territorio estremamente sensibile all’emergenza rifiuti, ma che è costretto ancora a subire il “silenzio” (bugie) della sua classe dirigente, anzi, direttamente del suo Assessore all’Ambiente nonché Vicesindaco.

I fatti che andiamo a confutare sono emersi dall’intervento dell’Assessore all’Ambiente Pasquale Marrandino, durante il consiglio comunale del 12 febbraio. Proprio in quell’occasione, il consigliere d’opposizione Guido Schiavulli, chiedeva al Marrandino dove poter visionare i dati inerenti la raccolta differenziata. Una richiesta per niente strana o bizzarra, anzi, dovrebbe essere primaria prerogativa di un comune come Castel Volturno rendere pubblici e aggiornati queste importanti statistiche. Il che è confortato da un costo per la raccolta estremamente incidente sulle casse comunali, parliamo infatti di ben 5 milioni di euro. Ma non solo, essere trasparenti su questi dati è necessario per un territorio che, in percentuale e rispetto alla popolazione, è tra gli ultimi comuni casertani per la raccolta differenziata (15,80% il tasso di riciclaggio nel 2019).

A fronte di questa specifica richiesta fatta attraverso una chiara interrogazione, l’Assessore Marrandino sbeffeggia il consigliere Schiavulli, che ha l’unico torto di svolgere con serietà il proprio ruolo di “controllo”,  informandolo che i dati sono tutti pubblicati sull’Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti (ORGR – applicativo webservice O.R.So.). Ebbene, in quella occasione l’Assessore Marrandino ha mentito. E per ripristinare la verità non c’è bisogno di chissà quali inchieste, bensì basta fare come suggerito proprio dall’Assessore: andare sull’apposito sito (QUI). Anche il lettore più ingenuo riuscirà a constatare che i dati fanno riferimento all’anno 2019, assenti completamente quelli del 2020 e 2021.

Quindi, da inizio 2020, i cittadini castellani non possono conoscere i dati della raccolta differenziata, un servizio che, se effettuato rispettando le percentuali richieste per legge (65%), ci farebbe risparmiare oltre 1 milione di euro all’anno. A questo punto le domande si ribaltano: perché si vogliono occultare questi dati? Perché non si chiede all’azienda competente di rendere trasparenti questi risultati inerenti la raccolta?

Ci pare un’azione anche abbastanza semplice, oltre che assolutamente doverosa.

Così come doverosa dovrebbe essere un’opposizione più attenta, che non si lasci cogliere di sorpresa davanti a menzogne che si smentiscono facilmente. Resta la delusione civica per chi vorrebbe TRASPARENZA da un Assessorato rilevante per Castel Volturno, come quello all’ambiente, senza dover destreggiarsi tra false dichiarazioni e palesi bugie.

Informare (attendiamo da tempo e inutilmente  i dati richiesti, basta  un semplice file girato su wzap…oppure pubblicare regolarmente sul sito i risultati mensili…sarebbe unicamente un atto dovuto) e i cittadini aspettano ancora i dati.
Non entriamo volutamente in quest’articolo, sui circa 2 milioni di attrezzature, in parte abbandonate nel campo sportivo e dove dal 2017 si sta pagando una società di vigilanza (Union Security) perché vorremmo documentarci sull’inventario e le consegne che sempre l’assessore Marrandino, ha riferito essere a disposizione e consultabile. Assurdo che nel terzo millennio e con le nuove tecnologie, nonostante una legge sulla trasparenza amministrativa, si debba andare ancora a fare ricerche per conoscere dati che dovrebbero essere consultabili sul sito del comune.
Ma noi non demordiamo…attendiamo con pazienza che si comprenda che l’INFORMAZIONE è un diritto non certo una concessione.
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