CASTEL VOLTURNO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “STRONZOLOGY”

1797440_767485596622238_9222933376639707808_n                                                                                                                                                                      10303378_767485016622296_5908356633122766955_n PRESENTAZIONE DEL LIBRO “STRONZOLOGY” DI AMLETO DE SILVA 

 

A fine Novembre, presso il Crazy Horse Cafè di Pinetamare si è tenuta la presentazione del libro “Stronzology – Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi” dello scrittore, vignettista e autore teatrale napoletano Amleto De Silva. Un libro ironico e arguto quanto il suo autore, promotore di un modo di scrivere che, come lui stesso dice, “punta a non rompere le scatole a chi legge”. L’incontro, moderato dal giornalista de “Il Mattino” Vincenzo Ammaliato, e preceduto da un’introduzione di Raffaele Cortile ha visto, in una gremita sala del Crazy Horse, il susseguirsi di oltre due ore intense, piene di humour: De Silva, o Amlo, come si fa chiamare da tutti, ha spiegato attraverso vari spunti tratti dal libro l’idea principale che lo connota, e di conseguenza la visione del mondo e della società contemporanea soggiacente. Una visione dissacrante e lucida, cosciente del fatto che se prima i cosiddetti “stronzi” erano in numero minore e quando scoperti, socialmente emarginati poiché un codice etico e morale rendeva le persone in grado di riconoscere questi soggetti negativi, ora il principio per il quale “vale tutto”, la perdita di valori degni di questo nome, ha messo gli “stronzi” nella condizione di moltiplicarsi ed espandersi in tutte le direzioni possibili. “C’erano limiti – precisa De Silva – etici, morali e anche religiosi seri, che aiutavano la convivenza civile. Non c’era quel clima di lotta continua che c’è oggi, che non si sa più come rapportarsi alle persone perché possono fregarti in qualsiasi momento.” Si intuisce da queste parole che “Stronzology” è una sorta di saggio di filosofia (come Amlo la intende, cioè come la capacità di “ragionare insieme”) che descrive il mondo degli “stronzi”, che aiuta a inquadrare un fenomeno che è il risultato di una complessa situazione di deriva politica, culturale, economica, ideologica. Un fenomeno che può essere arginato e invertito, dice l’autore, “riscoprendo principi etici per cui su certe cose non si discute. In questo senso il ‘pre-giudizio’ è utile: bisogna saper prendere le distanze da qualcosa che si sa a monte essere sbagliata.” L’incontro si conclude con i complimenti e i ringraziamenti dello scrittore all’attento e partecipe pubblico in sala.

Prima della presentazione, noi di ‘Informare’ abbiamo incontrato Amlo per una breve intervista:

  • Come e quando hai cominciato a scrivere? Sappiamo che sei anche vignettista e autore di testi teatrali…

“Ho sempre adorato la satira e il fumetto. Prima ero un pubblicitario, ho iniziato a scrivere verso i 30 anni, aprendo il mio blog, che ha avuto un seguito inaspettato: cominciarono a contattarmi degli editori, e lo fece anche Enrico Montesano, con cui partì una collaborazione per uno spettacolo teatrale. Sono stato fortunato.”

  • Come nasce l’idea di scrivere “Stronzology”? E qual è l’idea principale del libro?

“Avevo cominciato sul blog a scrivere qualcosa sull’argomento, quando mi proposero di farne un libro nell’ambito di una collana sulle dipendenze. Lo ‘stronzo’ si divide in 2 categorie: l’irriducibile è quello che lo è sempre, ovunque e con chiunque. Gli altri possiamo essere un po’ tutti, perché ognuno di noi che non lo sia davvero, sa bene quando si comporta da tale. Lo ‘stronzo’ per antonomasia è quello che fa l’amico, e aspetta solo il momento giusto per…’manifestarsi’.”

  • Qual è il messaggio che vuoi fare arrivare? E che consiglio potresti dare in generale ai giovani per il futuro?

“Mi propongo di divertire ma anche di far riflettere su certe cose che non sono altro che lo specchio della società di oggi. Credo però che invertire la rotta sia possibile, ho speranza per i giovani, ai quali consiglio di non svendersi mai, perché non paga, e di saper valorizzare e quindi far valorizzare i propri talenti e il proprio lavoro.”

 

Valeria Vitale (informare)

About Tommaso Morlando

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