Castel Volturno: il Consigliere Nicola Oliva illustra il nuovo Piano urbanistico comunale

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Nicola Oliva, oggi Consigliere comunale a Castel Volturno, è stato tra i principali promotori del Piano urbanistico comunale durante l’amministrazione Dimitri Russo. Nonostante il grande lavoro sul tema, l’amministrazione Russo non ha mai portato a compimento il Puc e a rivendicare questa futura vittoria (?) sarà il sindaco Luigi Petrella e la sua maggioranza. Come anticipato nella nostra analisi sul Puc, ci sono tante cose che non ci convincono ed abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti del Piano proprio con il Consigliere comunale Nicola Oliva.

Come mai non siete riusciti a presentarlo con la vostra amministrazione?

«Ho sempre visto il PUC come un qualcosa di fondamentale, per tal motivo ho partecipato in maniera assidua a tutte le fasi. Chi aveva contatti con il professore è stato sempre, come è giusto che sia, l’Assessore all’Urbanistica, Franco Traettino. Sul perché non siamo riusciti a presentarlo, c’è da dire che rispetto all’ultima delibera di giunta che siamo riusciti a fare, c’è stato un cambio tra le persone nelle strutture di riferimento dell’Università e questo portò a dei mesi vuoti, poi l’Amministrazione arrivò al termine. Con stima ho apprezzato l’attuale Amministrazione sul tema».

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Perché rimasto fermo a lungo alla firma del dirigente Fiorillo?

«Lui lamentava un sovraccarico di lavoro dovuto ai suoi uffici e ha sempre mostrato un’impossibilità di tempi per gestire il discorso del PUC. Posso dire che si sperava di riuscirci con quel funzionario».

Rispetto al vostro piano preparato, cosa è stato modificato rispetto a quello attuale? Ci sono state iniziative politiche di questa amministrazione?

«Rispetto al piano iniziale non mi risultano modifiche, tranne che l’estrapolazione dei progetti specifici portati avanti da un gruppo di progettisti a cui l’Università ha affidato l’incarico. C’erano dei progetti con scopo esplicativo, cioè su determinate aree e che servivano ad illustrare quello che eventualmente poteva essere realizzato lì. Proprio per dare alla cittadinanza qualcosa già di fattivo, anziché lasciarlo all’immaginazione.
Questi progetti sono stati stralciati dal PUC, che però sostanzialmente non ne risente. Non sono cambiati i princìpi cardine, Castel Volturno non ha bisogno di nuove abitazioni, quindi si è lasciato spazio ad attività che possano creare occupazione, sviluppare turismo ed economia. Il piano è abbastanza flessibile per assorbire le varie potenzialità, prima tra tutte, il porto di Pinetamare, con zone retro portuali, dove andranno, in maniera naturale, ad ubicarsi i vari servizi».

Dei beni confiscati è stata fatta un’anagrafe, sappiamo cosa va abbattuto e ricostruito? I beni confiscati sono stati agganciati alla legge regionale, per poterli dare poi in locazione alle persone che ne hanno bisogno?

«L’anagrafe dei beni confiscati fu fatta proprio all’inizio e fu caricata anche sul sito ministeriale, è stata assorbita dal PUC, ma non so se sia stata aggiornata. All’epoca i beni erano intorno ai 116».

Determinati fogli del comune sono gravati da usi civici, allora come è possibile che si siano previsti tanti insediamenti? Come sorvolerete questa parte?

«Io non credo siano stati previsti interventi, perché questo PUC non ne prevede. Al massimo sono stati individuati delle attività esistenti sulle quali la legge non ti consente di intervenire andando dal privato. Inizialmente è stato uno degli argomenti più complessi ed è stato affrontato con la nuova cartografia, individuando con precisone le aree».

Sulle cave dismesse quali sono i progetti inseriti nel Puc?

«Noi all’epoca ci abbiamo ragionato, con la legge “Piano cave”, con la quale si sono effettuati dei primi interventi, ma aveva dei parametri assurdi. Con il PUC quei numeri scompaiono. Esso ad oggi prevede qualcosa da fare sull’acqua, ecocompatibile e che diventi attrattore turistico. Ci sono tante indicazioni che vanno a migliorare la situazione attuale».

A tuo parere quali sono i tempi del Piano?

«Posso dire con certezza che si è chiusa la fase dell’osservazione. Credo che i tempi derivino dalla Provincia, dalle risposte che dobbiamo ottenere una dalle osservazioni e dall’invio del piano definitivo. Spero possano essere 90 giorni da oggi».

di Redazione Informare

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°222 – OTTOBRE 2021

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