Castel Volturno ignora Salvini, altro flop dopo Mondragone

Piazza blindata, ma pochi sostenitori a Castel Volturno per il leader del centrodestra Matteo Salvini.

È proprio il caso di dirlo: Salvini in Campania è partito male ed è finito peggio. Oltre le immagini dell’animata contestazione di Mondragone, ciò che è emerso dal tour campano del “Capitano” è stato un sostegno flaccido, che mostra i limiti (storici e programmatici) della Lega al Sud. Uno scenario ripetuto stamattina a Castel Volturno, in Piazza VIII Ottobre 1943, dove il leader del Carroccio si è trovato davanti a pochi (pochissimi per com’è abituato) sostenitori, raccolti dietro i microfoni e le telecamere della stampa.

Per avere successo in questi territori serve credibilità, un requisito fondamentale per cittadini che nella politica non credono quasi più e che vedono le Istituzioni morire nei diversi ghetti che sorgono sul litorale. Castel Volturno ha deciso di non credere neanche stavolta a Salvini e di destinare a lui una disattenzione straordinaria; un menefreghismo militante che forse farà ancor più male al “Capitano”, dato che sulla disattenzione dei cittadini non si può lucrare come sulle contestazioni.

I mondragonesi e i castellani hanno le strade consumate a furia di passerelle politiche che, nei fatti, non portano ad alcun risultato e cambiamento concreto per il territorio. Terre che tra l’altro i leader politici non s’impegnano a conoscere approfonditamente per le loro strutturali difficoltà, alcune volte in netto contrasto con lo Stato di diritto. Il discorso di Salvini nei fatti è un mix di lamentele e promesse: “Sarò a Mondragone ogni settimana“, “Contestatori violenti“, “Ho il sospetto che dietro di loro ci sia la camorra“, “Per Castel Volturno non ci sono soluzioni di un quarto d’ora, ma lavoro lavoro lavoro“, “Non può essere ricordata come la città con il più alto numero di immigrati“.

Insomma, dallo scorso agosto sembra che non siano cambiate nemmeno le “frasi-titolo”. Unica gioia potrebbe essere il format “caffé con Salvini“, attraverso il quale il sindaco Petrella e i responsabili della Lega – Castel Volturno hanno avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere con il Matteo nazionale. E chissà che magari non vi siano stati anche aggiornamenti sulla situazione della Giunta comunale e sugli screzi interni al centrodestra castellano che vedrebbero proprio la Lega coinvolta in prima persona. Magari, in questo caso, la visita a Castel Volturno non sarebbe stata del tutto inutile.

(Foto in evidenza da Herald Italia)

di Antonio Casaccio

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