Castel Volturno ha bisogno urgente di futuro

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Riportiamo di seguito integralmente il post di Mario Luise, ex sindaco di Castel Volturno, che esprime l’attuale e reale situazione castellana:
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Mario Luise

“Il paese ha bisogno urgentemente di futuro. Un sindaco e una Amministrazione comunale possono imprimere una svolta nella gestione del territorio. Possono, senza pensare al consenso, fare scelte coraggiose e impopolari (al momento), per uscire dallo strapiombo in cui si è caduti. E aprire una finestra sul futuro. Ma se questo non succede – spesso perché il quadro dirigente non è sufficientemente adeguato – bisogna evitare una stanca e apatica accettazione dell’esistente da parte della gente, altrimenti sarà sempre più difficile risalire la china. Anzi, in questo modo, si perde l’energia per il cambiamento, perché svanisce la fiducia in se stessi e nella politica. Questo atteggiamento, fatalmente si trasmette al territorio, che subito lo assorbe, e lo rimbalza all’esterno come una sfiducia collettiva nell’avvenire. E si vede. Si vede nel disimpegno, nell’immobilismo dell’attività amministrativa, nell’assenza di progetti di rilancio e di sviluppo. Sopravvive solo una perniciosa attesa dell’intervento baliatico esterno: si aspetta che lo Stato e la Regione pongano mano al risanamento ( ma chi ha fatto ammalare il territorio?). Nel frattempo tutto tristemente langue. Allo stato, è augurabile che si accelerino almeno le procedure, e che molti progetti già approvati diventino cantierabili, perché questo può produrre un effetto virtuoso di trascinamento generale per risalire dal fossato. E risollevare il morale.

Ma, nell’attesa, la gente percepisce l’Ente come cosa inutile, perché non lo vede attivo e presente nemmeno nelle piccole cose. Si arrangia da sola e si allontana dalla politica e dalle istituzioni. Che fare? La verità è che non bastano solo il sindaco e l’A. C. La gente, talvolta, ha la memoria corta, e dimentica che è essa stessa parte consistente del problema perché, come elettorato, è sempre coinvolta nella scelta delle formazioni politiche per la guida del paese. Chi è causa del suo male pianga se stesso? No, assolutamente: questo non è un atteggiamento politicamente accettabile. È necessario, invece, capire dove si è sbagliato, per poi risollevarsi, organizzarsi, e ritornare a prospettarsi un futuro credibile. Destra e Sinistra non sono la stessa cosa, per cui le differenze nelle scelte che vengono effettuate devono venire alla luce dai confronti, dalla critica e dall’autocritica, dalle proposte, dalle iniziative, uscendo dall’appiattimento e dai piccoli conciliaboli virtuali. È nei momenti di crisi che bisogna chiedersi la ragione delle cose. In questo modo la crisi può addirittura originare una crescita collettiva, una coscienza nuova, aiutare ad uscire da una sterile lamentazione. E squarciare il buio di un triste presente”.
di Mario Luise 
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