«Castel Volturno ha bisogno di tanti proiettori accesi»: al Parco Faber il progetto “Cinema sul lago” di Rain Arcigay Caserta

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Nell’atmosfera suggestiva del Lago Allocca, nel Parco Faber di Castel Volturno, prende vita il progettoCinema sul lago” promosso da Rain Arcigay di Caserta. Una rassegna cinematografica, suddivisa in cinque incontri dal 15 al 29 luglio, diversa dalle altre: gli spettatori possono ammirare i film, all’interno di barchette galleggianti nel lago. Questo progetto, così caratteristico, parte da molto lontano.

A partire da novembre 2021,dopo la notizia della vittoria del “Premio Creative Living Lab“, Rain Arcigay Caserta ha voluto utilizzare il mezzo potentissimo del cinema per coinvolgere gli abitanti del Parco con l’obiettivo di far rinascere la comunità urbana. Un processo evolutivo davvero importante, di cui ci parla il Presidente di Arcigay Caserta Bernardo Diana.

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Cinema sul lago, una rassegna molto particolare che volge a valorizzare il territorio, ma soprattutto a creare comunità nel Parco Faber. Da dove siete partiti e come si è evoluto il tutto?

«Siamo partiti dalla pandemia: eravamo da casa, in modalità smart, guardavamo le foto della sede nel Parco Faber che affaccia su questo lago e non sapevamo come poter riattivare questo bene confiscato alla criminalità organizzata. Collegandoci, poi, al fatto che i cinema erano chiusi, abbiamo pensato di fare questo “Cinema sul lago”, con delle barchette galleggianti su cui poter vedere il film proiettato sul maxischermo.

L’idea ci ha entusiasmati da subito e, poco dopo, uscì un bando di un progetto, finanziato dal Ministero della Cultura, della Direzione generale creatività contemporanea che si occupa di riqualificazione urbana attraverso attività creative contemporanee. Il luogo ci sembrava perfetto: ha un grande fascino suggestivo, con tanto potenziale, ma necessita di un processo di rigenerazione urbana e sociale.

Dopo circa un anno, abbiamo avuto la notizia di aver ricevuto il “Premio Creative Living Lab”: non ce l’aspettavamo ed è stato molto emozionante. Questo è stato il nostro punto di partenza».

Siete partiti, dunque, con l’obiettivo di integrarvi con gli abitanti del Parco e creare comunità tra essi. Come ha risposto la gente? Avete raggiunto l’obiettivo?

«Una parte del Parco, che abita anch’essa nei beni confiscati, ha risposto in maniera molto positiva: erano emozionati e contenti perché sentivano in questo progetto un senso di riscatto. Siamo riusciti a creare un bel senso di comunità e soprattutto, organizzando anche attività ricreative e cene insieme, a far interagire famiglie che prima erano estranee tra loro, seppur vicine di casa. Purtroppo, l’altra parte del Parco invece, non ha risposto all’iniziativa».

Dopo questa rassegna, continuerete le attività sul territorio? Come?

«L’attività del “Cinema sul lago” ha avuto inizio nel novembre 2021 e termina il 31 luglio 2022. Non sappiamo, però, se vogliamo continuare a lottare qui al Parco Faber. Abbiamo fatto questo progetto e dato un input alle persone, adesso vogliamo lasciarle continuare per la loro strada, restando però sempre attenti a quello che succede a Castel Volturno.

Purtroppo, il progetto iniziale di Housing sociale, di cui abbiamo parlato nella scorsa intervista ad ottobre 2021, non potrà effettuarsi per problemi strutturali per cui il budget economico non sarà mai raggiungibile. Useremo questo posto come base operativa su Castel Volturno, ma senza quel progetto sociale, restando attivi anche con le altre realtà del territorio. Accendiamo questa luce, come il proiettore di queste serate: Castel Volturno ha bisogno di tante luci accese».

Lo scorso mese per l’Arcigay di Caserta è stato molto importante, non solo per il progetto del Cinema sul Lago, ma anche per il successo del primo Pride di Aversa. Come commenti queste grandi soddisfazioni?

«È stato un giorno fantastico. Mi aspettavo che sarebbe stato un successo perché i volontari che abbiamo raccolto per Aversa da subito hanno aderito all’iniziativa con grande entusiasmo. Tutti si sono messi a lavorare per questa causa comune che era portare il Pride ad Aversa. La parata è andata benissimo.

L’amministrazione e la Chiesa di Aversa temevano che noi avremmo potuto portare “scandalo/distruzione” nelle strade della città; successivamente ho ricevuto i complimenti in primis da un prete portavoce del Vescovo e poi dal Sindaco di Aversa. Nei giorni seguenti ci siamo incontrati e sono in corso i preparativi per aprire una sede su Aversa: per raccogliere tutte le energie positive che abbiamo riscontrato durante quelle giornate».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°232 – AGOSTO 2022

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