Castel Volturno, Emergency: «Grandi risultati con il progetto Demetra»

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La campagna vaccinale di Emergency Castel Volturno aperta ai migranti

Il 13 agosto 2021 è venuto a mancare Gino Strada, il fondatore dell’ONG italiana Emergency. Emergency fu fondata il 15 maggio 1994 da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti con Carlo Garbagnati e Giulio Cristofannini. L’obiettivo di quest’organizzazione e quello di offrire cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà.

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Dal 2005 Emergency opera anche in Italia, per garantire a tutti il rispetto del diritto a essere curati sancito anche dalla Costituzione. Una delle sedi è proprio a Castel Volturno ed abbiamo intervistato il Responsabile della Sede Sergio Serraino, in ricordo di Gino Strada e per un aggiornamento sulle attività svolte nel territorio.
L’attività che Emergency svolge su Castel Volturno è sempre molto forte, attiva e continua, con un impatto sul territorio molto grande.

Tra le varie criticità, si è dovuta affrontare l’emergenza Covid-19 ed Emergency, per dare una grande spinta, ha aperto la campagna vaccinale anche ai migranti. Come vi state organizzando?

«Dall’inizio dell’emergenza da Covid-19, quindi dal 2020, il nostro centro si occupa principalmente di assistenza ai bambini in quanto abbiamo chiuso l’ambulatorio per adulti che sono assistiti dall’ASL che sta facendo un lavoro dignitoso. Nonostante la grande affluenza, c’è stato un supporto maggiore con l’inserimento di nuovi medici e con il progettoDemetra” che sta dando un grande apporto a tutto l’apparato.
Siamo molto contenti di questa collaborazione con l’ASL di Caserta in quanto hanno risposto bene ed hanno potenziato i servizi. In particolare, con il progetto Demetra, che purtroppo è in fase di chiusura, ma speriamo che il territorio riesca a mantenere la continuità di questo tipo di attività».

Di che cosa si occupa il progetto Demetra?

«Il progetto Demetra prevedeva il potenziamento delle attività di assistenza sanitaria e di orientamento sociosanitario delle fasce più vulnerabili del litorale Domizio. Dunque ha visto il potenziamento dei servizi presso i distretti sanitari di Castel Volturno e Mondragone: con il rafforzamento dell’ambulatorio dedicato agli stranieri senza permesso di soggiorno a Castel Volturno, con l’apertura di un ambulatorio su Mondragone, con la presenza di mediatori culturali nelle giornate di apertura, con infermieri dedicati a questo tipo di progettualità e con un’unità di strada attiva sulla sensibilizzazione che girava un po’ dappertutto per informazione e kit di prevenzione».

Come ha risposto la popolazione migrante alla campagna vaccinale?

«È stato un grande risultato che abbiamo raggiunto noi, insieme alle altre associazioni di Castel Volturno, in quello che noi chiamiamo la rete di “Castel Volturno solidale” ovvero: Emergency, il centro Fernandes, la Caritas di Caserta, il Movimento migranti e rifugiati, i Padri comboniani e il Centro sociale ex canapificio. Noi abbiamo iniziato a discutere della questione vaccini da dicembre 2020 e l’abbiamo portato in regione da aprile 2021 con l’assessore Morcone, sollecitandolo ad aggiornare anche la piattaforma dell’adesione ai vaccini non solo con la tessera sanitaria, ma anche con il permesso di soggiorno, con il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) per gli extracomunitari ed il codice ENI (Europeo Non Iscritto) per i comunitari. La Campania è stata la seconda in Italia a adeguarsi alla piattaforma dopo l’Emilia-Romagna e la prima in Italia a dare il Green Pass a chi non ha il permesso di soggiorno, ma ha completato il ciclo vaccinale. A livello numerico abbiamo supportato circa 2000 persone e molti si sono mossi da soli.
Una cosa di cui siamo contenti è il fatto che si è attivata una sede vaccinale in Castel Volturno poiché molte persone avevano difficoltà a raggiungere la sede di Francolise».

In ricordo di Gino Strada: quanto è importante questa figura e il mantenere questi ideali giorno per giorno?

«Lui era sicuramente una grande figura di spessore sia morale che intellettuale. Una grande perdita per il nostro Paese perché era un punto di riferimento molto importante: è stato lui a volere fortemente l’ambulatorio fisso a Castel Volturno.
Noi abbiamo iniziato nel 2013 con una clinica mobile e poi c’è stata un’accelerata voluta dal Dottor Strada per attivare l’ambulatorio fisso nel 2015. Ricordo che nel 2014 c’è stata una partita del cuore tra Nazionale Cantanti ed Emergency ed una parte del ricavato andò per la costruzione del nostro ambulatorio.
Quella volta in cui il Dottor Strada fece l’incontro con noi, ricordo che si riallacciò ad una frase di Albert Einstein nella quale diceva: “La guerra non si può umanizzare, ma si può solo abolire”. E lui credeva fermamente in questo. Per lui non era un’utopia e, non a caso, uno degli ultimi suoi interventi è stato sulla situazione afghana che, ad oggi, è completamente esplosa».

Emergency fu fondata per le vittime di guerra. Anche se siete un piccolo ambulatorio, come vi siete mobilitati per la questione Afghanistan? Avete in atto qualche opera di sensibilizzazione?

«Già in tempi non sospetti, Emergency aveva in atto delle campagne contro le mine antiuomo e per l’abolizione della guerra.
Non so se in sede hanno intenzione di portare avanti iniziative specifiche, ma in generale Emergency sulla questione “guerra” ha sempre avuto le idee molto chiare. Purtroppo, sto seguendo la questione tramite la rassegna che ci inviano da Milano e l’informazione per via TV, ma non ho informazioni più dettagliate. So per certo che Emergency è un osservatore privilegiato della situazione a Kabul, dove operiamo in Afghanistan, nella quale non si fa solo chirurgia di guerra, ma ci sono centinaia di donne all’anno che partoriscono nei nostri ambulatori.
Oltre ciò Emergency in Afghanistan fa formazione sanitaria, essendo riconosciuto dallo Stato, dando istruzione per futuri specialisti nel campo ospedaliero. I
n Italia non c’è nessuna situazione di emergenza di questo tipo, ma ovunque si vedrà Emergency, si vedrà anche scritto l’articolo 32 della Costituzione che è il faro degli ideali di quest’organizzazione e che si basa sull’accesso gratuito alle cure per tutti senza distinzione di passaporto, razza, sesso, classe sociale.
Si curano tutti senza stare a guardare se esistono buoni o cattivi».

di Luisa Del Prete

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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