Castel Volturno: ecco il ritorno al passato (una storia di camorra)

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“Calati juncu chi passa la china” è un vecchio detto siciliano che sta a significare letteralmente “Piegati giunco finché non è passata la piena“. Una metafora calzante per l’attuale situazione politica di Castel Volturno e del ritorno, passata la tempesta, di vecchi personaggi che, seppur ben mimetizzati in giacca e cravatta, rappresentano il peggio del vecchio marciume camorristico e che hanno agito unicamente per poter condizionare le attività dell’amministrazione ai loro interessi.

Apprendiamo dalla testata giornalistica CasertaCe, la foto esclusiva che vede Mimmo Giancotti all’interno degli uffici comunali alla presenza di alcuni consiglieri.

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Premettendo che il Giancotti non abbia alcuna sentenza di condanna a carico, è doveroso ricordare che il suo nome è presente in diverse ordinanze antimafia.
A dx. Domenico Giancotti all’interno del comune di Castel Volturno. Foto esclusiva di CasertaCe

Di lui ha parlato anche il camorrista e pluriomicida Luigi Guida (detto “O’ndrink”), all’epoca reggente del clan Bidognetti sul territorio di Castel Volturno. Non solo all’interno di una dichiarazione al Pubblico ministero del 6 ottobre 2010, ma anche nel processo Eco4, dove l’ex reggente dei Bidognetti, oggi collaboratore di giustizia, ha affermato di aver “imposto (all’allora sindaco Scalzone N.d.r.) la nomina dell’assessore all’Ambiente Domenico Giancotti, che era mio uomo“.

Ovviamente ciò non costituisce e non ha costituito reato, ma pone un immenso interrogativo su una questione morale spesso latitante nella politica comunale. Il nome di Giancotti rievoca inevitabilmente un periodo e personaggi oscuri per il litorale domitio, anni in cui anche il nostro giornale battagliava contro i soprusi in atto dal clan dei casalesi. Il problema vero è comprendere qual è il peso politico di Giancotti all’interno dell’amministrazione e, soprattutto, a che titolo lui sia presente negli uffici comunali, gomito a gomito con consiglieri e chissà chi altro.

Da sx. il sindaco Petrella, Matteo Salvini e Domenico Giancotti
Il sindaco Petrella raggiunto telefonicamente: “Domenico Giancotti è il rappresentante locale della Lega“.

Sempre Petrella: “Quello che dice CasertaCe è falso! La foto non dimostra nessuna riunione di giunta, non c’è la segretaria comunale. Tengo a chiarire che Giancotti è esponente della Lega locale, indicatomi sin dall’inizio dal responsabile provinciale della Lega Mastroianni come loro unico riferimento. Pertanto partecipa regolarmente agli interpartitici. Faccio il sindaco non l’inquirente, Giancotti per me è un normale cittadino e se ci si incontra al bar prendiamo il caffè insieme… PUNTO!”.

Ma all’interpartitico chi partecipa?

Petrella: “Io e il consigliere Flavio Iovene per F.d.I., Giovanni Arpino e i suoi consiglieri per F.I., Domenico  Giancotti  e i suoi consiglieri per la Lega, e 2 del gruppo misto fanno riferimento al presidente del Consiglio Giulio Natale“.
Pertanto il signor Domenico Giancotti è legittimato ufficialmente dai partiti nazionali e dai riferimenti locali e provinciali, ad essere da guida, indirizzo e scelte alla politica locale. Prendiamo atto, però, delle parole del sindaco Petrella e ci chiediamo se sia davvero questa la “rivoluzione” tanto osannata da Salvini per riconquistare il Sud. Una domanda più che legittima visto il background del rappresentante della Lega a Castel Volturno Giancotti.

Un nodo politico che prima o poi dovrà sciogliersi e che imbarazza non poco il leader Salvini. Quest’ultimo punta fortemente sul tema “antimafia” per guadagnare consensi al Sud.

Restiamo in attesa di una presa posizione ufficiale della Lega Provinciale e Nazionale, ricordando che lo stesso Giancotti faceva parte, da assessore, all’amministrazione dell’ex sindaco di F.I. Antonio Scalzone, sciolto ben 2 volte per infiltrazione camorristica.
Castel Volturno è un comune che, grazie alla passata amministrazione di Centro Sinistra, sta ricevendo enormi risorse ed è al centro di importantissimi progetti d’investimento ed iniziative anche di privati che fanno sperare in un reale cambiamento, ma queste “ombre”, che immaginavamo svanite, continuano ad oscurare il futuro di questa sfortunata città.

Il Presidente dell’Associazione Officina Volturno Tommaso Morlando, dal canto suo, risponde con una breve nota allo scenario delineatosi: “Coloro che sono stati sciolti per camorra in passato, perché ampiamente indicati e denunciati come camorristi, sia nei metodi che nello stile, stanno pericolosamente e sfrontatamente tornando. Chiederemo la massima attenzione da parte delle Istituzioni. Indietro NON si torna!“.

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