Castel Volturno: cosa dicono i politici locali per la crisi degli assessori

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Abbiamo sentito anche alcuni consiglieri comunali, tra questi il capo gruppo consiliare e referente locale di Fratelli D’Italia Flavio Iovene


Allora Flavio, ma cosa succede a questa maggioranza e questo stillicidio degli assessori?


«Tommaso, grazie per avermi chiamato. Ritengo prioritario chiedere scusa ai tanti elettori che ci hanno premiato e che da noi si sarebbero aspettati molto di più. Non vuole essere una scusante, ma la pandemia ha bloccato tutto per oltre 4 mesi, e posso dire che è stata gestita molto bene, non trascurando la presenza degli extracomunitari, abbiamo assistito a livello sociale e umanitario migliaia di persone, grazie a un tavolo comunale con la presenza di associazioni umanitarie, della Caritas e del sociale, tutto coordinato dai nostri uffici e diretti dalla dottoressa La Penna».


Comprendo, ma siamo già in piena estate e cosa verrà fatto sui parcheggi? In consiglio le opposizioni hanno paventato motivi d’illegittimità… quindi?


«Certo, i tempi sono stati molto ristretti, ma se si ascolta la relazione del comandante della Polizia Municipale Vincenzo De Simone, ci si renderà conto che non potevamo venire meno ad una richiesta di legalità, si ha necessità di questo strumento per poter combattere gli abusivi e la delinquenza che gestisce e protegge costoro, sono arrivati addirittura alle minacce e intimidazioni contro la Polizia municipale e questo è inaccettabile. Tempi e modi diversi per sistemare al meglio il tutto, ma è un piano in difesa dei cittadini di Pinetamare e di tutto il territorio»


Sulle dimissioni dell’assessore Parente che hanno sorpreso tutti… cosa mi puoi dire?


«Il dott. Parente è una persona di alto profilo ed un valore aggiunto per la nostra amministrazione, sono convinto che il sindaco Petrella respingerà le sue dimissioni e a nome del partito gli chiedo di ripensarci.
Un anno non facile in tutti i sensi, ma abbiamo l’obbligo di uscire da questa stagnazione e dare ai cittadini le risposte che abbiamo garantito in campagna elettorale, il tempo per personalismi e lotte interne è terminato, adesso si pensi a lavorare».

Mi sono sentito anche con il Dott. Giovanni Parente che in poche battute ha spiegato le sue dimissioni:


Allora Giovanni cosa è successo realmente per determinare questa scelta?


«Premesso che ho avuto fin dall’inizio un ottimo rapporto e supporto con il sindaco Petrella, e non è certo verso di lui la mia delusione, il mio dissenso è dovuto ad un immobilismo ingiustificato in alcuni settori e a forme ingiustificate di personalismo che non ci hanno consentito di agire come gruppo omogeneo».

Ma la nota finale nella tua dichiarazione, che dice “di aver ricevuto del fuoco amico”?

«Sono abituato a lavorare per obbiettivi, a portare risultati concreti e lo faccio con passione e spirito di sacrificio, ma questo ad alcuni forse non bastava, e credo anche che ci sia poca conoscenza delle leggi che regolano un amministrazione pubblica che non è certo casa propria… ma non porto rancore verso nessuno, ne tantomeno mi va di fare polemiche, auguro al sindaco e buon lavoro».

Ma abbandoni la politica?


«Assolutamente no! Da domani già sarò al lavoro per ricompattare il mio gruppo e lavorare per il futuro del territorio, al quale voglio continuare a dare il mio contributo ed impegnarmi per la crescita dei giovani».

Chiedo a Nicola Oliva, già candidato a sindaco al ballottaggio, un parere sull’ultimo consiglio comunale e sulle revoche assessoriali…

«Rispetto a tutti gli episodi che hanno volgarmente rappresentato il Consiglio Comunale di ieri mi sarei aspettato “la Verità”, che purtroppo non appartiene a questo tipo di Politica a cui siamo costretti ad assistere da un anno a questa parte. La verità fa sempre più onore, per chi ne ha. In un anno si è ormai perso il conto di nomine e di dimissioni, di revoche e nuovi accordi».


Ma alla fine quale è la situazione generale?


«Ad oggi il sindaco è al Punto Zero con soli due assessori su 5 e la città continua ad avere enormi problemi non affrontati».

di Tommaso Morlando

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