Castel Volturno

Castel Volturno – Chi è STATO renda conto!

Antonio Casaccio 07/11/2022
Updated 2022/11/07 at 8:42 PM
7 Minuti per la lettura

La tragica notizia dell’efferato omicidio di Luigi Izzo ha riacceso nuovamente i riflettori sulle tante problematiche legate a Castel Volturno. Il dolore per la morte di Luigi, barbiere di 38 anni, ha invaso una comunità che si è stretta alla famiglia, condannando fermamente un gesto inaccetabile, che ha sottratto alla Città un padre e un professionista tanto apprezzato dai castellani. È stata la follia di un uomo, accecato dalla voglia di vendetta, che non ha esitato prima a colpire con un fendente Luigi per poi inseguirlo e terminarlo. Una barbarie inadutia che, ahìnoi, ritroviamo nella rabbia feroce di diversi omicidi che accadono nel nostro Paese.

Castel Volturno si è unita al dolore della famiglia, perché è consapevole che questo ingiustificabile omicidio è lontano anni luce dalla dinamica di una cittadina fatta di persone che si conosco, rispettano e vivono in pace nonostante le enormi difficoltà circostanti. La tragedia che ha colpito Luigi e la sua famiglia non dev’essere un pretesto per disegnare Castel Volturno come una città di mostri, dove il degrado culturale sfocia in una criminalità incontrollata; chi vive questo territorio ogni giorno sa che non è così.

La foto di una realtà difficile: controlli e domiciliari

Fatta questa doverosa premessa, non si può non costatare il ritorno mediatico che da un fatto di cronaca nera si è esteso alle dinamiche che la Città vive da anni. Il sindaco Luigi Petrella, intervistato a Rai2, ha fatto una fotografia delle emergenze che vive un territorio su cui grava una tremenda carenza di controlli delle forze dell’ordine, oltre che della Polizia Municipale, di una presenza massiccia di immigrati irregolari e del caos riguardante i tanti soggetti colpiti dai domiciliari.

La poca capillarità dei controlli è particolarmente preoccupante in un territorio che è stato un fortino del clan dei casalesi e che, dopo la decapitazione dell’organizzazione criminale, si è trovato finalmente a respirare aria pulita. Questa “liberazione” rappresenta una lama a doppio taglio, poiché resta un territorio fragile che, confortato dalle problematiche in corso (povertà, dispersione scolastica, immobili abbandonati), si rende appetibile per clan dell’agroaversano che vedono in Castel Volturno una possibile nuova roccaforte per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Senza controlli si corre il rischio di lasciare ampie aree del territorio ad appannaggio dei clan dediti allo spaccio e alle estorsioni, un ritorno della camorra locale che porterebbe Castel Volturno indietro di oltre 10 anni. L’allarme lanciato dal sindaco sulla carenza del personale della Polizia Municipale, ridotto a cinque unità, è particolarmente indicativo di un rischio alto qualora ritardassero ancora interventi speciali e mirati.

Oltre questo, c’è da dire che la carenza di controlli spinge tanti soggetti non residenti e colpiti da arresto domiciliare, a spostarsi a Castel Volturno per godere di maggiore libertà a fronte di una minore sorveglianza. Molti di quei 600 soggetti colpiti dai domiciliari, in realtà, non sono di Castel Volturno, ma si fanno assegnare in questo comune sfruttando la disponibilità di seconde case di amici e/o parenti, oppure dei bassissimi affitti che si trovano in determinate aree del territorio (Destra Volturno o Bagnara di Pescopagano). Si tratta di fatti di gran rilevanza, in quanto fanno emergere che Castel Volturno non è fatta di cittadini completamente dediti ai crimini, ma è abusata da chi da fuori sfrutta le problematicità insite nel territorio.

Immobili e immigrati irregolari

Uno dei fulcri delle tante criticità del territorio è di certo la presenza di centinaia e centinaia di immobili sfitti, abbandonati e che versano in stato di degrado. Questi sono da anni un attrattore per i tanti immigrati irregolari che trovano un luogo sicuro in cui impostare la propria sussitenza, una volta finito il denso lavoro nero nei campi ad appannaggio di caporali che sfruttano la loro condizione di irregolarità e la loro manodopera. Uomini e donne che hanno costruito famiglie e comunità solide, che hanno portato all’insistenza di oltre 90 etnie presenti sul territorio che convivono pacificamente, ma che sono avvolte da degrado e miseria. La loro presenza è la conseguenza diretta di istituzioni che preferiscono vedere questi invisibili circoscritti al territorio di Castel Volturno, senza intervenire con misure ad hoc, ma semplicemente facendo finta che non esistano.

Tutto ciò è accentuato da proprietari senza scrupoli che fittano per pochi soldi (e a nero) questi immobili fatiscenti, cavalcando economicamente la disperazione di famiglie straniere e italiane. In virtù di questa realtà l’attuale premier Giorgia Meloni annunciò la necessità di una Legge speciale per Castel Volturno, che è più o meno quello che si dice da vent’anni a questa parte. Speriamo che questo governo non si unisca al coro dei tanti promettitori ambulanti, ma abbia il coraggio di affrontare le emergenze del territorio.

Il Sindaco: “Mercoledì tavolo operativo in Prefettura”

Non si sono fatte attendere le reazioni della politica comunale, con il sindaco che ha annunciato il lutto cittadino per la morte di Luigi Izzo ed è intervenuto sul problema sicurezza del comune, denunciando le tante carenze strutturali. “Mercoledì avrò un tavolo in prefettura nell’ambito del comitato provinciale di pubblica sicurezza” – afferma il sindaco Petrella.

“È l’ora di avere risposte concrete dalle Istituzioni preposte, dopo il tavolo di mercoledì faremo un Consiglio comunale allargato con le forze di controllo competenti, che potranno intervenire”. La speranza è quella di discutere in Consiglio comunale le proposte fattive che emergeranno dal tavolo di mercoledì.

Pronto l’intervento anche del commissario cittadino di Forza Italia Stefano Tommasi che, intercettato dal Corriere di Caserta, afferma: “Scriverò personalmente al ministro degli interni ed al prefetto di caserta per lo stato di abbandono in cui versa Castel Volturno,diventato oramai terreno fertile per l’attecchimento delinquenziale. Ho inoltre coinvolto il sottosegretario alla giustizia Sisto ,chiedendogli di attivarsi per bloccare la procura di Santa Maria Capuavetere a consentire i troppi arresti domiciliari a persone che abitualmente non sono residenti sul nostro territorio. Facciamo in modo che il nostro amico Luigi Izzo non sia morto invano”.

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