Castel Volturno, Cesare Diana: “Ogni candidato ha il suo padrone. Ecco perché sono fuori dai tavoli”

Antonio Casaccio 17/04/2024
Updated 2024/04/17 at 2:49 PM
7 Minuti per la lettura

CASTEL VOLTURNO. Cesare Diana è nuovamente candidato sindaco, con lui un insieme di liste civiche per un totale di circa 80 candidati consiglieri comunali. Lo abbiamo ospitato in redazione per parlare del fermento intorno ai candidati e ai futuri schieramenti ufficiali dei partiti. Oltre ciò, il candidato di Castel Volturno Diana si è lasciato ad importanti considerazioni sul consigliere regionale Giovanni Zannini, tra coloro già in azione in vista della tornata elettorale.

L’intervista a Cesare Diana, candidato sindaco di Castel Volturno

Cesare Diana, nuovamente candidato sindaco di Castel Volturno. Perché?

“I cittadini di Castel Volturno hanno vissuto per 10 anni prima un’amministrazione di sinistra e poi una di destra. Credo che il fallimento di queste siano sotto gli occhi di tutti: oggi è necessario parlare di uomini. Cinque anni fa ho deciso di costituire l’associazione Centro, presente a queste elezioni, che ha l’intenzione di mettere in primo piano le esigenze del cittadino”.

Che ci dici sui tavoli per scegliere il candidato unico alternativo al sindaco Petrella?

“Io non sono mai stato invitato a nessun tavolo. Abbiamo avuto incontri con il consigliere regionale Giovanni Zannini, che auspicava una sintesi tra noi candidati sindaci antagonisti a Luigi Petrella. Lui voleva Giovanni Parente come candidato unico per creare l’alternativa contro il centrodestra di Petrella”.

Quindi ogni candidato ha un riferimento regionale?

“Oggi tutti i candidati hanno il proprio padrone, soprattutto tra i consiglieri regionali più influenti. Parliamo di persone che non hanno la libertà di sedersi e lavorare per il bene di Castel Volturno”.

Secondo te, sono scelte calate dall’alto dai partiti?

“Sì, confermo. Non solo partiti, ci sono consiglieri regionali che hanno casacche di tutti i colori…verde, giallo e rosso”.

Intendi Zannini?

“Sì. Ognuno fa politica a modo suo”.

Va ad allearsi a seconda delle convenienze?

“Zannini rappresenta il presidente De Luca in provincia di Caserta. Al consigliere Zannini va dato il merito di stare davvero vicino alle amministrazioni. Su Castel Volturno non sono d’accordo con la sua idea”.

Hai personalmente incontrato il consigliere Zannini, che tipo di dialogo avete avuto in merito alle elezioni?

“Lui (Zannini n.d.r.) ha fatto tre ipotesi condivisibili. La prima era quella di mettersi attorno al tavolo per scegliere una persona super-partes di alternativa a Luigi Petrella. La seconda opzione riguardava la possibilità di scegliere il candidato unico tra coloro seduti al tavolo, quindi tra noi sei. L’ultima opzione consisteva nella sottoscrizione di un documento, in cui tutti dichiaravano di sostenere il candidato che sarebbe arrivato al ballottaggio contro Luigi Petrella. Devo essere sincero: era una strategia anche efficace”.

Tutte le tattiche sarebbero state partorite da Zannini?

“Sì”.

Se non andassi al ballottaggio, cosa farai?

Libererò il mio elettorato, i miei elettori sceglieranno chi votare senza alcuna indicazione politica. Non farò alcun tipo di apparentamento”.

Hai detto che dal tavolo non è emersa una reale alternativa al sindaco uscente. Credi ci siano in quel tavolo candidati complementari a Luigi Petrella?

“Sì. Sia Pasquale Marrandino che Vincenzo Gatta, il primo ha il sostegno di Forza Italia e il secondo si è dichiarato di centrodestra al tavolo”.

Hai cinque liste con circa 80 candidati: sono tantissimi. Hai operato con onestà intellettuale nella scelta dei candidati consiglieri o ti sei affidato ai famosi “portatori di voti”?

“Per scelta non abbiamo nessuno portatore di voti, per tale motivo abbiamo aumentato il numero di liste. Si tratta di cittadini che per il 99% risiedono a Castel Volturno, vi sono anche ex presidenti di associazioni. Ma se avessimo scelto i portatori di voti, cosa sarebbe successo? Parliamo sempre dei soliti nomi che passano da destra a sinistra. A Castel Volturno c’è un sistema di famiglie molto forte e influente“.

Ci sono due candidati che sono parenti…

“La famiglia Petrella esprime due candidati, uno con la destra e uno con la sinistra (Anastasia Petrella csx – Luigi Petrella cdx n.d.r.). Non è una cosa negativa, è semplicemente una famiglia che si è saputa schierare“.

Ci fai una panoramica dei consiglieri scelti?

“Si tratta di persone che hanno ricoperto il ruolo di consigliere in amministrazioni passate, componenti della società civile e che si sono impegnati nell’associazionismo. Per coloro che masticavano poco di dinamiche amministrative, abbiamo organizzato un corso di politica portato avanti da una segretaria comunale di un comune napoletano”.

Noti un’attenzione importante su Castel Volturno e sul suo futuro politico? Che spiegazione ti dai?

“C’è una maggiore attenzione nei confronti della nostra città, soprattutto per i finanziamenti del Pnrr. In realtà i fondi europei non riusciranno a rimettere in sesto le casse comunali, ma ci serviranno per tornare a dare lusto al nostro territorio con progetti importanti. Spero non siano un volano per le solite poche imprese…”.

Il coordinatore cittadino di Forza Italia, Stefano Tommasi, ha sferrato un duro colpo a Luigi Petrella. Lo ha accusato di malaffare e definito la testa di legno di Mimmo Giancotti. Cosa ne pensi di quello che ha detto e di quest’ultimo personaggio?

“Ho amministrato con Giancotti quando ero nel PdL. Io non posso fare politica con Domenico Giancotti. Bisogna dire che è diventato “bravo” nella gestione della Lega in quest’amministrazione, passando da un consigliere ad avere due assessori e un vicesindaco. Conosce molto bene i meccanismi della politica castellana. Ripeto: non posso fare politica con lui!”.

Ultimamente abbiamo visto delle discussioni social molto accese tra te e l’ex sindaco Dimitri Russo. Vuoi commentare?

“Parla ancora? Non ha vergogna di parlare dopo che ha regalato questo territorio a Giggino Petrella, non si è ricandidato e ha tre rinvii a giudizio per incapacità amministartiva? È ignorante dal punto di vista amministrativo. Dimitri continua ad attaccare, ma perché non si candida se ha tante cose da dire?“.

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