Castel Volturno, anche i “Medici per l’Ambiente” contro l’impianto di rifiuti

Il Presidente ISDE – Medici per l’Ambiente Campania e altresì presidente ISDE Caserta, il dott. Gaetano Rivezzi, scrive al sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella e ai componenti dell’imminente Conferenza dei Servizi. Al centro della comunicazione le osservazioni dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente relative alla richiesta di autorizzazione AIA per impianto di Rifiuti Pericolosi e Non a Castel Volturno.

Di seguito il testo:
“OSSERVAZIONI al Sindaco del Comune di Castel Volturno e ai partecipanti della Conferenza dei Servizi, ai sensi dell’art. 14 e seguenti della legge 7.8.1990 n. 241 e s.m.i, relativa all’istanza per il rilascio dell’autorizzazione unica alla realizzazione e gestione di un impianto di rifiuti pericolosi e non pericolosi, da ubicare nel Comune di Castel Volturno, S. P. 333 Località Tre Pizzi, giusta nota della Regione Campania prot. 2020.0586433 del 9.12.2020.
In riferimento alla prossima indizione e convocazione della Conferenza dei servizi riportata in oggetto si rappresenta quanto segue:

In qualità di Presidente regionale della Società Scientifica International Society Doctors for Environment (ISDE – Medici per l’Ambiente) sono stato sollecitato, da numerosi cittadini residenti a Castel Volturno, firmatari anche di una petizione inviata al Sindaco e amministratori del comune casertano, ad apportare elementi tecnici utili da portare nella prossima Conferenza dei Servizi, indetta per stabilire se ci possa essere una autorizzazione unica per la realizzazione e gestione di un impianto di rifiuti pericolosi in località Tre Pizzi nel territorio comunale di Castel Volturno, La società scientifica medica ISDE, di cui faccio parte come rappresentante della Sezione provinciale di Caserta e della regione Campania, si occupa da molti anni dell’impatto sanitario che lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e non hanno sulla popolazione.

Tale Associazione è leader in Italia e in Europa sulla tematica della tutela dell’Ambiente e della Salute.
Conosce e segue da oltre 15 anni le criticità ambientali e sanitarie del territorio campano e nello specifico i territori della Provincia di Caserta e Napoli ad alto impatto ambientale come nel caso di Castel Volturno riconosciuto come comune ricadente nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Centinaia di rilevamenti ambientali delle forze di polizia municipale e provinciale correlati a decine di studi Medico-Epidemiologici, hanno sancito che esiste un rapporto di causa-effetto tra sostanze chimiche facenti parte di rifiuti industriali pericolosi e patologie endocrine, oncologiche e cardiorespiratorie. Soprattutto la concentrazione e la mescolanza di tali sostanze chiamate PET (Elementi Potenzialmente Tossici) creano alterazioni inquinanti del ciclo alimentare, ciclo delle acque e dell’atmosfera, accumulo nei tessuti umani e scatenamento di alterazioni patologiche. Questa considerazione scientifica è stata riconosciuta anche dal legislatore che negli ultimi anni propone ed impone, in alcuni casi, una valutazione di impatto sanitario prima di autorizzare impianti industriali che trattano rifiuti pericolosi, e generano inquinamento (piccolo o grande che sia).
Inoltre l’allocazione di un simile impianto in un’area di alto degrado territoriale aumenterebbe notevolmente il già alto coefficiente di impatto ambientale, peggiorando al qualità della vita e aumenterebbe il rischio di ammalarsi.
Restando sulla tematica sanitaria, i dati di patologia degli abitanti di Castel Volturno e comuni limitrofi sono molto significativi per un abbassamento dell’età in cui si manifestano malattie cardiovascolari ed oncologiche. A questo proposito le linee guida dell’Istituto superiore di Sanità del 2017 raccomandano fortemente un’analisi dei dati sanitari locali prima di qualsiasi autorizzazione a costruire impianti che trattano, smaltiscono o producono materiali inquinanti, soprattutto dove allocano Siti di Interesse nazionale o regionale (SIN e SIR) che già hanno raggiunto il limite massimo di impatto. L’ Osservazione tecnica che immediatamente si evince dalla attenta analisi del progetto da realizzare, di cui in oggetto, è che viene dichiarato NULLO o TRASCURABILE l’effetto potenziale sulla Salute Pubblica nonostante il materiale di conferimento da trattare e smaltire sia altamente pericoloso ed espresso in circa MILLE CODICI CER !! Solo a titolo di esempio si potranno quindi stoccare, smaltire e miscelare tantissimi materiali pericolosi o altamente tossici:… dai carburanti alle vernici, dagli oli alle batterie al piombo, dai fanghi tossici alle ceneri provenienti da combustione e dalle bonifiche, dalle polveri dei toner ai farmaci citostatici, dalle colle ai solventi, dai pesticidi a tutti i tipi di farmaci, dai rifiuti ospedalieri alle resine e condensatori contenenti PCB (ecc.ecc).
Clicca QUI per leggere la relazione completa dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente

Conclusioni: Le considerazioni finali ricavate dalla accurata lettura del progetto presentato evidenziano STIME di RISCHIO SANITARIO INSUFFICIENTI e per molti aspetti OMISSIVE proveniente dallo stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi ( definiti meglio come tossici) e non pericolosi. Il progetto presentato NON indica soluzioni tecniche sufficienti che possano contenere l’alto impatto ambientale correlato alla costruzione di un impianto di trattamento di rifiuti altamente pericolosi. Le misure cautelative per un simile impianto, necessarie per la tutela della Salute, sancite dalla Costituzione, a nostro avviso NON sono minimamente sufficienti e necessiterebbero di una VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) e di una alta tecnologia innovativa per evitare che le numerosissime sostanze tossiche che si accumuleranno costituirebbero una vera e propria discarica speciale aggiuntiva, alle tantissime discariche mai bonificate del litorale domitio. Disponibile per ogni chiarimento o approfondimento tecnico, porgo, a nome del Direttivo di ISDECampania, cordiali saluti.

Il Presidente regionale ISDECampania

Dr. Gaetano Rivezzi

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