Castel Morrone: lo Stadio V. Palma nelle mani di chi?

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stadio v palma castel morrone
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L’amministrazione comunale di Castel Morrone ha convocato per questo pomeriggio, giorno 23 luglio, ore 18.30, un consiglio generale forte della partecipazione dei privati cittadini, per discutere di un argomento molto caro alla comunità: lo sport.

Oggetto principale del dibattito è stato lo Stadio V. Palma, dimora del club calcistico locale e recentemente teatro di una piacevolissima manifestazione sportiva che ha unito i diversi cittadini del paese.

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Lo stadio, purtroppo, versa in condizioni rovinose, nonostante la sua costruzione non risalga a tantissimi anni fa: colpa della mala condotta, della mala amministrazione, della mala gestione, della mala ecc ecc. Insomma, da diversi anni lo stadio versa in condizioni poco felici, tali che a nulla sono valsi, nel tempo, gli onorevoli sforzi dei diversi volontari, che di tanto in tanto nel corso degli anni hanno organizzato giornate collettive di “pulizia”.

Recentemente l’amministrazione comunale si è fatta carico di una spesa onerosa di circa 40000 euro – come oggi sottolineato in dibattito – per “almeno” rendere possibile la manifestazione agonistica tenutasi nelle precedenti settimane.

Ma i 40000 euro messi a bilancio non bastano, c’è bisogno di ben altro per ridare un minimo di vitalità alla struttura. Il Comune si è detto pur disposto e felice di compiere un ulteriore sforzo economico per la messa in sesto del complesso, con progetti già discussi e in parte avviati, a patto che l’ente il quale si assumerà l’incarico della gestione sia responsabile del proprio ruolo e dimostri cura nel proprio lavoro.

Queste le premesse, necessarie per non ripetere un modus operandi resosi abituale nel tempo, nonostante lo sforzo – dicono le parti in causa -di aver fatto il possibile secondo le proprie forze. Parole a cui credere e a cui dare fiducia, sia chiaro. Ma la realtà è comunque quella e va cambiata o, in altre parole, bisognerebbe riconoscere un certo limite nell’operoso sforzo passato, e accettare che la realtà di oggi è inaccettabile per il cittadino morronese che versa i propri contributi economici e assiste comunque all’impietosa visione della rovina dello stadio V. Palma.

Dunque, data la situazione, alla presente rovina strutturale, il Comune vuole porre rimedio inaugurando lavori di ristrutturazione.

Ma c’è di più, un gruppo di privati imprenditori sarebbe disposto a metter sul banco una parte consistente di investimenti per dar vita ad un progetto ben strutturato che possa far nascere a Castel Morrone un sistema sportivo ben organizzato.

Un sistema, per dirla tutta, socialmente e fortemente inclusivo: per i più giovani, pensando ai quali è stata ideata una scuola calcio completamente gratuita e per chi cerca lavoro, dal momento che un’organizzazione che dir si voglia seria ha bisogno di forza lavoro che la faccia tirare avanti.

Sembrerebbe una favola per chi guarda con sfiducia lo stato del V. Palma; eppure, è tutto vero: il progetto è stato già pensato e si potrebbe partire con i lavori di organizzazione già da subito, come ha affermato uno degli imprenditori, il Sig. Alessandro Villano.

L’unico problema da discutere: il Presidente della società sportiva. Eh già, perché l’investimento può esserci, ma ad amministrarlo dovrebbe essere una figura ritenuta affidabile e designata dagli investitori. Questo perché se i soldi si investono, chi finanzia vuole almeno preliminari garanzie di fiducia, nella sicurezza che il progetto si svolga secondo una scaletta premeditata.

Gli investitori si dicono anche pronti a discutere con l’attuale persona che ricopre l’incarico di Presidente dell’associazione sportiva locale, colui il quale ha gestito negli anni la squadra del paese, per raggiungere un compromesso di vedute. Tuttavia, la conditio sine qua non è quella: bisogna fare un passo indietro per dare la possibilità ad un progetto concreto di iniziare (concreto nel senso di salvaguardato da un budget economico forte).

A me verrebbe da dire «E qual è il problema? Anzi, fortuna che si sia presentata una possibilità di restyling da affiancare all’azione di restauro promossa dal Comune». E questo penserebbe chiunque sia fuori da una logica “morronese” ( e mi dispiace utilizzare questo aggettivo geolocalizzato con accezione negativa, perché io vivo e amo Castel Morrone -paese in cui sono nato e cresciuto-; pertanto mi duole il dover utilizzare questo aggettivo riferito a logiche locali, provinciali e infinitamente becere).

E invece le cose non stanno proprio così, l’attuale associazione sportiva (o perlomeno parte di essa) rappresentata dalla figura del suo attuale Presidente, il Sig. Onofrio Casapulla non ha ritenuto accettabile una proposta del genere e si è detto non disposto a metter da parte il suo titolo.

Viene spontaneo chiedersi «Perché?» Cioè: «Che motivo può esserci in un attaccamento così forte a un ruolo di Presidente di una squadra locale di terza categoria?» «Perché una presa di posizione così forte tale da trascurare la presa in esame di un progetto evidentemente positivo per il futuro della vita sportiva e per la comunità di Castel Morrone?»

Interessi economici? Assolutamente no! Non ci sono i presupposti per un dubbio del genere.

A dirla tutta gli interessi sembrerebbero essere meramente di tipo politico, perché legati a logiche faziose di partito locali. Questa pare l’unica spiegazione, comunque scioccante, perché alla prosperità del bene comune si sta anteponendo senza alcun ritegno l’aggressività partitica.

Chi sogna un futuro di rinascita per Castel Morrone sia avvisato, in una situazione in cui alla comunità si antepone la fazione, al discorso sul benessere collettivo si sostituisce un discorso di responsabilità e odi storici, non può esserci sviluppo.

Noi giovani non ci stiamo, perché certe logiche non le conosciamo e di esse non ne abbiamo mai fatto fatto parte. Noi giovani le rifiutiamo perché vogliamo un futuro diverso e animato: animato dalla solidarietà collettiva ma soprattutto dalla voglia di organizzare in comunione attività che reputiamo “belle”.

Noi giovani invochiamo con forza un nuovo dialogo dove siano messi da parte, con la razionalità di chi sta valutando il futuro del paese, i rancori personali e di fazione. Noi giovani chiediamo esempi. Noi giovani chiediamo modelli di comportamento. Questo per non fuggire via, per non pensare che essere morronesi significhi essere vittime di una certa mentalità. Noi vogliamo esempi di comunicazione, di diplomazia e di collaborazione dove Tutto ( e ribadisco Tutto) passa in secondo piano rispetto allo sviluppo della comunità.

Firmato, un giovane cittadino morronese.

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