informareonline- castel-morrone-la-pasticceria-sparaco-ottiene-un-importante-riconoscimento-nazionale

Castel Morrone – La Pasticceria Sparaco ottiene un importante riconoscimento nazionale

Nicola Iannotta 30/11/2021
Updated 2021/12/16 at 3:53 PM
11 Minuti per la lettura

Credere nelle proprie idee e lottare per esse. Vedere i propri sogni e i propri progetti prendere forma, realizzarsi. Guido Sparaco è un giovane pasticciere che nel giro di pochi anni ha saputo confermarsi come grande professionista e imprenditore dall’occhio vigile.

Il suo sogno nasce nel laboratorio di una piccola pasticceria artigianale, situata a Castel Morrone, territorio della provincia di Caserta e terra che Guido, insieme al padre Nicola, amano, e che non hanno mai pensato di abbandonare.
Guido negli ultimi anni ha dimostrato di essere un imprenditore dalla forza motrice, capace di individuare le risorse giuste, capaci di trainare un’economia e di valorizzare la sua terra facendola conoscere anche al di fuori dei confini provinciali.

È infatti recente l’ultimo riconoscimento nazionale della Pasticceria Sparaco alla manifestazione “Mastro Panettone 2021”, una delle manifestazioni più importanti che premia il lievitato più buono dell’anno.

“Mastro Panettone” è una manifestazione che premia i migliori tra panettoni e pandoro artigianali d’Italia. Ad essa possono partecipare i pasticceri che si impegnano ad utilizzare solo lievito madre e canditi e a non usare conservanti, emulsionanti, coloranti o aromi artificiali. L’evento è organizzato da Goloasi.it, il portale delle Pasticcerie e delle Gelaterie italiane che ha programmato la finale del concorso a Bari. Il concorso si rivela come un’importante occasione per molte pasticcerie di far conoscere i loro prodotti ad un pubblico più ampio. Le tre categorie presenti sono: “Miglior panettone artigianale tradizionale”, “Miglior panettone artigianale creativo al cioccolato” e “Miglior pandoro artigianale”.

La giuria era composta da una commissione tecnica di professionisti del settore che anche quest’anno ha valutato centinaia di panettoni da tutta Italia e ha selezionato i finalisti per le tre categorie di concorso.

La pasticceria Sparaco ha raggiunto il secondo posto nella categoria “miglior panettone artigianale creativo al cioccolato”.

Abbiamo quindi intervistato il pasticciere Guido chiedendogli di raccontarci la storia della sua pasticceria e il lavoro che gli ha permesso di raggiungere questo importante riconoscimento.

Guido, ci presenti la tua pasticceria?

«La Pasticceria Sparaco nasce nel 1987 con Nicola Sparaco, che è mio padre: pasticciere di scuola napoletana, ha iniziato a lavorare all’arte dolciaria con Cirillo a Caserta. Una volta completato il suo percorso di apprendistato, mio padre ha deciso di fondare una pasticceria nel luogo in cui è nato, Castel Morrone. Una scelta derivante da uno strettissimo legame con le proprie origini e un amore profondo per la sua terra.

Io sono nato in pasticceria, sono cresciuto negli ambienti del laboratorio e una volta completati gli studi ho intrapreso un percorso che mi avrebbe portato a perfezionare le tecniche e il sapere dell’arte pasticcera.
Nel corso di questi anni abbiamo creato prodotti originali legati alla storia e alle tradizioni del territorio.

Il primo dolce è stato il Ficus, ovvero una riproduzione del frutto del fico d’india. Sono particolarmente legato a questo dolce, perché mi rappresenta, rappresenta la mia terra e per me ha significato una sorta di trampolino di lancio.
Ci sono state successivamente altre realizzazioni innovative come il PanArchico, un panettone salato. Idea che nasce grazie ad una collaborazione con il mio amico nonché grande professionista Angelo Santabarbara, casaro del caseificio La Teresina che mi ha fornito un tipo particolare di caciocavallo, “il Gerarchico”: si tratta di un formaggio che subisce un delicato processo di lavorazione, messo ad essiccare sulla paglia totalmente ricoperto da muffe nobili. In tal modo il prodotto acquisisce un gusto unico, che lo rende diverso da tutti gli altri. Il risultato finale è arricchito dalla pancetta di maiale bianco locale.

Altro prodotto che definisce la nostra identità è il panettone al mirto di Castel Morrone, una realizzazione che nasce dall’ingrediente cardine e principale che è il mirto delle nostre amate colline, raccolto dall’associazione Trekking Castel Morrone.

C’è poi la torta alle noci, Don Nicola, un omaggio a mio padre e ai trent’anni della nostra attività.

L’ultima realizzazione, quella che ci ha regalato tantissime soddisfazioni all’ultima edizione di Mastro Panettone è il PanPesca alla Seta Rossa».

Parlaci di questo nuovo prodotto e dell’importante vittoria ottenuta…

«Il PanPesca alla Seta Rossa nasce da una collaborazione con Michele Setaro della Casa Vinicola di Battipaglia. Ho conosciuto Michele Setaro ad una manifestazione, e fra di noi c’è stata subito una grande affinità. Mi ha chiesto di provare un suo prodotto d’eccellenza, l’Elisir Seta Rossa: si tratta di un estratto di vino cotto dal sapore unico, delicato e deciso allo stesso tempo. Il Sign. Setaro consiglia di bere quest’amaro col ghiaccio e di accompagnare la degustazione con del cioccolato. Dal momento che avevo deciso di partecipare alla manifestazione di Mastro Panettone 2021, e di mettermi alla prova nella categoria del “panettone artigianale creativo al cioccolato” ho subito individuato nell’Elisir la bagna giusta per conferire un sapore più delicato al lievitato al cioccolato. Infine, ho lavorato molto attorno ad un’idea. Era molto importante per me realizzare ancora una volta un prodotto capace di rievocare il ricordo del mio territorio, e l’identità particolare della mia pasticceria. Ho deciso di aggiungere le pesche candite all’impasto, così da ricollegarmi ad un accostamento tradizionale del mondo contadino da cui provengo: le pesche e il vino. Il vino arricchito nella sua tonalità fruttuosa dalle pesche è la bevanda contadina per eccellenza. Ho voluto riproporre il sapore gustoso di questo accostamento nell’opera dolciaria da me finalmente completata. Tradizione e innovazione, è questo il legame che accompagna sempre le mie idee di sviluppo.

Devo ammettere che il messaggio identitario è arrivato alla giuria, e per me questa è stata la più grande vittoria; ma altre soddisfazioni sono poi giunte quando il prodotto è stato valutato, selezionato per la finale, e infine ha raggiunto addirittura il secondo posto in classifica. Parlo di soddisfazioni perché io ho seguito tutta la gara, ho assaggiato tutti i panettoni e devo ammettere che il livello era davvero alto; quindi, è stato gratificante essere premiato fra una concorrenza così importante»

Cosa significa per te questa vittoria?

«È una vittoria davvero importante per me e per il mio territorio, io credo molto nelle potenzialità di questa terra, so bene quale sia la sua ricchezza. Sono qui, perché credo fortemente nella crescita e nello sviluppo territoriale e lavoro duramente affinché il nome della mia pasticceria e della mia terra venga riconosciuto in ambiti sempre più ampi».

Guido tu oltre ad essere un artista nell’arte della pasticceria sei un estimatore dell’arte figurativa. Parlaci di questo connubio che caratterizza il tuo stile.

«Sì, sono dell’idea che la pasticceria sia arte. Così come l’arte figurativa tende a rappresentare e a raccontare qualcosa: penso ad un’immagine, ad una scena particolare; con le mie realizzazioni, opere dell’arte pasticcera, voglio ugualmente raccontare una storia, un prodotto, un’esperienza. Voglio dare l’idea di un’espressione identitaria.

Nel mio preciso caso, racconto Castel Morrone, il suo ambiente, le sue tradizioni, le sue eccellenze.

Per questo motivo, è nata una collaborazione con l’artista Giovanni Tariello. Lo stile del pittore Tariello racconta molto bene il mondo contadino di Castel Morrone, e insieme abbiamo deciso di realizzare packaging originali per la mia attività. L’idea è nata da un mio risentimento verso i packaging standard: confezioni monotone, incapaci di esprimere l’identità di un’azienda, di un territorio. Per questo ho chiesto all’artista di realizzare per me un quadro che avrebbe dovuto arricchire il packaging. All’interno della scatola si ritrova inoltre un libretto contenente informazioni sulla storia della mia pasticceria, sulla storia dell’artista e sulla storia del territorio. È un’operazione culturale a tutti gli effetti. La mia idea consiste sostanzialmente in questo: il packaging deve presentare al cliente il territorio, il prodotto della mia pasticceria raccontarlo. Infine, abbiamo deciso di lasciare al cliente che sceglie di vivere la nostra esperienza artistica e gastronomica un ricordo: il packaging contiene una serie limitata, numerata e firmata di riproduzioni contenenti opere di Tariello».

Cosa vuoi dire ai giovani imprenditori che si cimentano in nuove sfide?

«Io penso che si debba sempre tentare e non aver paura. Quando si hanno delle idee bisogna sempre metterle in gioco: magari andrà bene o magari andrà male, chi può dirlo? A me non è andata subito bene. Ho dovuto lavorare duro, credere nelle mie idee, difenderle soprattutto e scommetterci. Alla fine, qualcosa ho raccolto e sono del parere che se uno crede fortemente in un’idea e lotta per affermarla ed è pronto anche a sacrificarsi per essa, qualcosa ne ricaverà. Ai giovani dico di provarci, solo il tempo, gli darà risposta che cercano. Solo il tempo dirà loro se l’idea che hanno avuto è stata buona o cattiva».

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *