Castel Morrone: il neo sindaco Cristoforo Villano detta la linea per la nuova amministrazione

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“Abbenché tu veda le mie idee piene di timori non creder che i miei sentimenti si sieno cangiati. Questo non temerlo mai. Muteranno i tempi ma ciò che nel mio cuore stava scritto … non si cancellerà se non quando il tutto sarà effettuato”. Così l’eroe Pilade Bronzetti scriveva all’amico E. Ghiroldi nel gennaio del 1857. Giovane e non ancora venticinquenne, Bronzetti sembrava quasi reclamare perdono per la sua imperfetta sicurezza ed esperienza nell’arte militare, ma chiedeva all’amico di non confondere tale sua acerbità con una scarsa fermezza di propositi e di intenzioni. Le sue idee erano solide, sicure e reclamavano di essere affermate. Bronzetti voleva dare l’Italia agli italiani, una nazione ad un popolo senza nazione. Il suo spirito patriottico, risorgimentale e romantico era pronto a sacrificarsi per questo: nessun compromesso sarebbe stato accettato. Pochi anni passarono dalla confessione scritta all’amico a quella epocale data in cui quel figlio di Mantova, ma già uomo italiano, si sacrificò sulle colline di Castel Morrone per permettere alla desiderata patria di sorgere.

Le parole di Pilade Bronzetti signoreggiano all’entrata della casa comunale di quel paese in cui perse la vita, Castel Morrone. Riaccendono il ricordo di quel cruento giorno di battaglia del 1° ottobre 1860, giorno in cui il maggiore Bronzetti perse la vita, sacrificandosi, con l’intento di ritardare le azioni delle forze borboniche e permettere agli alleati garibaldini di riorganizzare la difesa e il contrattacco che avrebbe portato alla vittoria della celebre battaglia del Volturno.

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Mantova generò l’uomo, Castel Morrone diede gloria eterna all’eroe.
Castel Morrone, terra antichissima di storia, ha visto sfilare sulle sue colline eserciti di etruschi, sanniti e romani. Ha accolto Annibale e i cartaginesi durante i celebri “Ozi di Capua”. Infine, è stato luogo decisivo per la vittoria garibaldina del Volturno che avrebbe portato alla nascita del nuovo Regno d’Italia. Oggi, la terra di Morrone è un luogo di naturale e imparagonabile bellezza, che sorge a 10 km a nord di Caserta. Il suo piccolo comune attraversa una fase di riorganizzazione e ricostruzione, cerca di risollevare la propria sorte. «Castel Morrone è un centro importante il cui valore dovrà ritornare ad essere conosciuto e riconosciuto» – ci dice il nuovo sindaco del paese, il Dott. Cristoforo Villano.

Dott. Villano, lei è un figlio di Castel Morrone. Ci può dire cosa significa essere cittadino morronese e qual è il suo rapporto col territorio?

«Identificarsi come cittadino morronese vuol dire prima di tutto voler bene a questo territorio. Io amo la mia terra. Nel ruolo di sindaco mi assumo le mie responsabilità e accetto le sfide con grande voglia, cercando di mostrare la determinazione giusta per risolvere le problematicità che vanno affrontate».

Quali sono le sfide che l’amministrazione ha accettato e quali saranno le linee guida che si seguiranno nel corso del tempo?

«La maggior sfida che abbiamo accettato è quella del cambiamento. Vogliamo che a Castel Morrone soffi un nuovo vento che porti con sé un rinnovamento. La prima cosa da cambiare è l’approccio che si ha con la casa comunale: bisogna capire che la casa comunale è un bene di tutti i cittadini, è aperta a tutti. Non voglio che si venga qui solo per ottemperare a qualche obbligo, ma desidero che questo luogo diventi un centro di incontro e di confronto. È importante dare un segnale di ritrovata coesione e amicizia fra tutti i cittadini. Il secondo passo è quello di sistemare tutto ciò che deve essere sistemato, a cominciare dai servizi essenziali. Per fare ciò c’è bisogno di una macchina amministrativa efficace e noi stiamo lavorando per realizzarla».

I fondi del PNRR quanto possono essere importanti per risollevare le sorti di questo comune?

«È la panacea di tutti i mali. Oggi come oggi i piccoli comuni come il nostro se non ricevono finanziamenti importanti non possono risollevarsi da soli. Dobbiamo credere fortemente nel PNRR».

Cosa vuole augurare ai cittadini del suo paese e ai lettori di Informare per il nuovo anno?

«Auguro innanzitutto un periodo di benessere per tutti. Mi auguro poi che il cittadino morronese possa vedere nel nuovo anno una luce diversa e possa credere in un paese migliore. Noi siamo qui per dare una speranza ai nostri concittadini e crediamo farlo mediante una sinergia tra cittadino e amministrazione. Faccio a tutti i lettori di Informare un augurio per un buon 2022».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°225 –  GENNAIO 2022

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