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Caso Whirpool di Napoli: lavoratori allo sbando

Giovanni Terzi 21/10/2021
Updated 2021/10/21 at 11:16 AM
5 Minuti per la lettura

Caso Whirpool di Napoli: lavoratori allo sbando

La procedura di licenziamento aperta da Whirlpool per lo stabilimento di Napoli, in scadenza il 29 settembre, fu sospesa fino al 15 ottobre. Durante l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico emerse un progetto di reindustrializzazione che coinvolge 5 aziende. La proroga servì a valutare le proposte presentata da Invitalia durante il confronto con i sindacati, l’azienda e le istituzioni. L’azienda, attraverso l’amministratore delegato Luigi La Morgia, spiegò di aver accettato l’estensione “a fronte di un fitto calendario di incontri” previsto nei prossimi giorni.                                                                                                                                          Il piano degli interventi, stando a quanto spiegato durante l’incontro, prevede investimenti complessivi per 87 milioni di euro.
Incontro con i sindacati e corteo

È stato poi aggiornato al 25 ottobre il tavolo al Mise sulla vertenza Whirlpool. In quella data saranno presenti anche i ministri Orlando e Giorgetti e sapremo qualcosa in più circa la sentenza del Tribunale sui licenziamenti a Napoli.                                                              Nell’incontro di ieri, i sindacati hanno chiesto conto della norma di sostegno per i lavoratori Whirlpool di cui il ministro Giorgetti aveva parlato allo scorso tavolo da remoto.                  C’è stato oggi il presidio dei lavoratori della Whirlpool, alle ore 10:00 davanti alla sede della Regione Campania, a Palazzo Santa Lucia per discutere della vertenza che coinvolge lo stabilimento di Napoli. A riferirlo sono state le segreterie di Fim, Fiom e Uilm Napoli.

Con un corteo a Roma quella di ieri è stata un’altra giornata di attesa per i lavoratori. Nei giorni scorsi è salita notevolmente la tensione, la Whirlpool ha confermato i 320 licenziamenti ma li ha congelati fino a venerdì, in attesa dell’espressione del tribunale. I lavoratori sperano ancora nel governo per la tutela del posto in fabbrica.

Diritti ai lavoratori negati e speculazione aziendale

Alcuni sindacati si stanno adoperando a favore dei lavoratori della multinazionale. Il governo centrale dovrebbe prorogare il blocco dei licenziamenti a causa della pandemia che vi è stata.                                                                                                                  Grandi aziende come Confindustria e Unicredit sono ben felici di poter licenziare quando vogliono. Purtroppo ciò sta causando un forte aumento del lavoro in nero e maggior schiavismo del lavoro. Per le piccole aziende il discorso è ben differente: con i licenziamenti tendono a fallire in brevissimo tempo. Considerando che le piccole aziende non riescono come in pre-pandemia a sostenere economicamente tutti i lavoratori, si dovrebbe instaurare un forte finanziamento esclusivamente verso queste ultime. In questa maniera, le piccole e medie imprese riuscirebbero ad andare avanti senza grossi problemi, portando avanti l’economia del paese (sono queste l’ossigeno del paese, non le grandi aziende).

Infine, i sindacati devono intervenire con veemenza per permettere ulteriori diritti che, purtroppo, mancano alla maggior parte dei lavoratori.

Di Giovanni Terzi

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