sciopero softlab

Caserta, sciopero dei lavoratori della società Softlab

Giovanni Terzi 15/09/2022
Updated 2022/09/15 at 12:20 PM
3 Minuti per la lettura

Nella data del 15 settembre ci sarà presso la sede della Regione lo sciopero dei lavoratori della società Softlab. Ciò lo proclamano i sindacati per ritardo dei salari e incertezze sul futuro.

Dopo lo sciopero e il corteo del giugno scorso per lo stipendio arretrato e le incertezze sul futuro produttivo, tornano dunque a mobilitarsi i lavoratori delle sedi di Caserta e Maddaloni della società Softlab Tech.

Le sigle casertane dei sindacati metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm, hanno difatti proclamato per il 15 settembre otto ore di sciopero per i circa 250 addetti del gruppo. Il tutto si svolgerà a Napoli dinanzi alla sede della Regione Campania.

Le motivazioni dello sciopero

Anche questa volta la protesta parte da una circostanza contingente, il ritardo nel pagamento dello stipendio di agosto.

Il fenomeno finisce per abbracciare il tema più profondo delle reindustrializzazioni, di cui la Softlab è parte fondamentale, avendo assunto negli ultimi anni 250 lavoratori fuoriusciti dalla Jabil. Quest’ultima è una multinazionale dell’elettronica con sito produttivo a Marcianise, che a sua volta ha licenziato centinaia di lavoratori con una procedura di esuberi peraltro non ancora terminata.

Il ruolo che ha assunto la Softlab e le parole dei sindacati

La Softlab, cui dispone di 1200 lavoratori in tutta Italia, è l’azienda che più di tutte si è esposta nel riassorbire ex dipendenti di Jabil.

Il progetto, sponsorizzato da Confindustria e da istituzioni come la Regione e il Ministero dello Sviluppo economico, avrebbe dovuto portare gli ex Jabil verso una “nuova vita” lavorativa. Invece in Softlab si sono ritrovati in buona parte in cassa integrazione e solo pochi sono impiegati in qualche mansione.

I sindacati si sono espressi sulla faccenda con le seguenti parole:

”I progetti presentati e gli impegni sottoscritti non hanno garantito la realizzazione delle promesse fatte agli ex Jabil. È da troppo tempo che le istituzioni, più volte sollecitate, non sono andate oltre ad un interessamento di facciata, ma nella sostanza niente è stato prodotto concretamente”.

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