Caserta, “La pittura dopo il postmodernismo” da un’idea di Barbara Rose

Caserta, la pittura dopo il postmodernismo

«Mi ha colpito soprattutto una nuova concezione dello spazio pittorico di questi artisti che può essere descritto come cosmico, onirico o poetico, che è soprattutto immaginativo, non legato alle immagini o allo spazio di questo mondo». È così che Barbara Rose, storica d’arte statunitense, ha commentato presentando la mostra d’arte da lei curata “La pittura dopo il postmodernismo”. La mostra, che vede coinvolti artisti statunitensi, belgi e italiani, è per la prima volta in Italia, ospitata alla Reggia di Caserta dal 13 aprile al 16 Giugno 2018. Il progetto è stato inaugurato a Bruxelles nel 2016 e successivamente presentato a Malaga nel 2017.

La mostra nasce con lo scopo di definire le nuove modalità di un’arte che, piuttosto che distruggere, vuole ricostituire gli elementi della pittura in nuove sintesi assaporando la freschezza e la libertà, lontano dai dogmi e dalle riduzioni teoriche.
Barbara Rose ha accuratamente selezionato le opere esposte volendo portare in mostra un’arte pittorica che presenta la sua essenza primitiva lontana dalle opere del dopo guerra, limitate all’ambiente borghese, che privavano la pittura della pienezza dell’esperienza e che sintetizzavano l’arte a pura esperienza “ottica”.

“La pittura dopo il postmodernismo” vede la presenza di artisti che hanno cercato di recuperare e conservare l’integrità dell’esperienza estetica, tralasciando ogni stasi o simmetria. Le immagini presenti alla mostra sembrano difatti fluttuare nell’etereo.
Tra i lavori esposti si trovano opere di artisti statunitensi quali Walter Darby Bannard, Karen Gunderson, Martin Kline, Melissa Kretschmer, Lois Lane, Paul Manes, Ed Moses e Larry Poons.

 

 

 

Di grande rilievo sono anche le opere di artisti belgi come Mil Ceulemans, Joris Ghekiere, Marc Maet, Werner Mannaers, Xavier Noiret-Thomé, Bart Vandevijvere e Jan Vanriet.

Gli artisti italiani Roberto Caracciolo, Arturo Casanova, Bruno Ceccobelli, Elvio Chiricozzi, Gianni Dessì, Nino Longobardi, Roberto Pietrosanti, Marco Tirelli e Rossella Vasta hanno collaborato, con la loro presenza artistica, a dare uno slancio vitale a tale grande evento.

Ad accomunare questi artisti è sicuramente il ritmo: tutti hanno sottolineato l’importanza della musica durante le loro esecuzioni prediligendo la musica classica, jazz e pop.

La mostra, di prestigio internazionale, rappresenta per la Reggia di Caserta un’importante opportunità. Le tele sono esposte tra i lussuosi appartamenti reali e nuovamente la Reggia vanvitelliana si presta ad essere importante culla d’arte.

Un bambina, 5 anni circa, mentre passeggiava per la mostra ha esordito: “Wow mum, there are some shadows”. E forse l’intento è proprio questo: meravigliare ogni tipo di visitatore.

di Giovanna Cirillo